Lunghi, corti, cortissimi, documentari e animazione
PROGRAMMA DI GIOVEDI 19, VENERDI 20, SABATO 21 LUGLIO - ore 21.30
Parte bene, con tanto pubblico incuriosito e attento, la rassegna CINEMI organizzata da Agenzia per il Cinema a Milano alla Fabbrica del Vapore. Lo spazio per le proiezioni, allestito nel cortile delimitato dagli edifici di architettura industriale in cui trovano posto duecento sedie e un piccolo bar con terrazza, ospita giovedì 19, venerdì 20 e sabato 21 luglio le proposte della Cineteca Italiana, del Festival Invideo e dell’Accademia di Brera.
GIOVEDI 19 la Cineteca Italiana propone una serata-omaggio a Ermanno Olmi.
Si parte con Milano ‘83 (65’), girato nel 1983 per la serie Capitali Culturali d’Europa. Nel foyer del Teatro alla Scala si incontra la borghesia milanese, pronta ad assistere alla Prima di Ernani di Giuseppe Verdi. Oltre al pubblico vediamo gli addetti ai lavori, per poi uscire dall’edificio e scoprire la Milano della gente comune e anonima, delle piccole consuetudini e, a volte, anche della solitudine. Olmi sceglie di raccontare una parte di Milano, lasciando fuori campo la città ricca delle lobbies economiche e industriali, la Milano delle banche, del design, delle sfilate e di molto altro ancora.
A seguire Cinediario: Il tempo si è fermato (25’). Girata presso il rifugio Garibaldi, sotto la cima dell’Adamello nel cantiere della diga del Venerocolo, trasformato in stabilimento cinematografico perfettamente attrezzato, la pellicola documenta le riprese dell’omonimo lungometraggio diretto da Olmi nel 1958 ed è stata realizzata dalla troupe del film.
La serata di VENERDI 20 è a cura di Invideo che presenta I sogni non dormono di Alessandro Amaducci. Uno spettacolo live video che trasforma gli spazi della Fabbrica del Vapore in un contenitore di immagini oniriche che si muovono e danzano al ritmo della musica e che cercano di rappresentare l’universo dei sogni. Gli spettatori sono avvolti dalle immagini e dal tappeto sonoro, come in un dj-set ipnotico.
SABATO 21 l’Accademia di Brera presenta una selezione di opere a cura di Luca Mosso e Paolo Rosa.
Milano che ingoia di A. Grieco, documentario, 37’. Una conversazione intima: quella tra Piero e Antonella, due amici e due volti di Milano. Piero ha vissuto la Milano degli anni Settanta e porta con sé i ricordi delle ribellioni anarchiche e degli anfratti di una città dove c'erano ancora le osterie di "ladroni e puttane". Antonella partecipa all'evocazione di quegli anni ormai lontani, preferendo la Milano che vive ancora tra le quattro mura dell'appartamento di Piero alla sua Milano, dove le osterie anarchiche si sono trasformate in locali più o meno alternativi e i giornalisti dissidenti in vecchi baristi.
Taciturna di M. Roberti, animazione, 4’. Una bambina cammina silenziosa su un prato, la natura urla e i fantasmi si agitano nell'aria. Disegno nitido, animazione semplice ed efficace: in pochi minuti siamo immersi in un mondo.
Ragazzi di scuola di D. Di Cicco, 6’. Le architetture scolastiche sembrano esprimere indifferenza, quando non ostilità nei confronti di chi le abita. Ma la vitalità dei ragazzini, qui solo in voce, è più forte di tutto.
Changing Room di C. Maina, 5’. Un attraversamento forsennato di negozi e camerini, cambiando abiti fino a provare vertigini. Come si può provare il jet lag rimanendo a Milano.
Sobrecogidos - Afflitti di A. Diaz Vargas, animazione, 5’. Violenza e incubi del presente, ritagli di giornale e stormi di uccelli che si inseguono nel cielo. E su tutto la forza del colore.
#untitled di P. Benvenuto e A. Zangirolami, 15’. Giovani artisti, non più studenti, non ancora adulti in un racconto che prende a modello la new wave delle serie tv Usa: condivisioni di spazi, rivalità, amori gracili.
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