GheroArte - Dettaglio evento

Sede Via Gramsci 4, Corsico 20094 -  Mappa
Informazioni eventi@gheroarte.com | http://www.gheroarte.com/




Memorie altrui - Milvia Quadrio

Dal Thursday 03 February 2005
al Sunday 27 February 2005

Gli artisti correlati Milvia Quadrio

Comunicato stampa evento: Memorie altrui - Milvia Quadrio

Giovedì 3 febbraio, dalle ore 18,30 in poi, sarà inaugurata la personale della scultrice svizzera Milvia Quadrio a Gheroartè, alla stazione di Corsico, in via Gramsci 4. La mostra ha titolo Memorie altrui e durerà sino al 27 febbraio; l'orario di visita è dalle ore 16 alle ore 20, dal mercoledì alla domenica.

Un incontro con Milvia Quadrio costituisce una felicità per gli occhi e per il cuore.
Una fantasia di bambina, dipingere di rosso il Sosto, la montagna che si erge dove Milvia è nata e vive, in Canton Ticino, preannuncia il suo futuro d’artista; pittrice da sempre è, dall’età di 27 – 28 anni, anche scultrice.
Nessuno potrebbe immaginare in questa donna minuta la forza e l’energia necessaria per scolpire la pietra o per imbracciare la sega circolare per sagomare e lavorare il legno.
Nel corso della sua vita Milvia Quadrio ha realizzato sculture in diversi materiali: bronzo, legno, lamiera, cemento, neve, ghiaccio, persino sculture di fuoco.
Il materiale che mi sembra per lei più naturale è il legno, non solo perché, come Louise Nevelson, proviene da una famiglia che possiede una segheria, ma perché mi pare che si permetta di utilizzare questo materiale con quella libertà che si usa solo con ciò che si conosce bene e che si ama; lo taglia, lo brucia, lo dipinge (di rosso, di nero), lo scava, lo lucida, lo accarezza e lo strapazza. E restituisce il materiale nella sua integrità ed essenzialità; ed è come se, rispettando la personalità del legno, Milvia restituisse il senso di sentimenti per lei fondamentali, il rispetto per la persona e per la natura. ...

“Le valigie rappresentano il viaggio, la partenza forzata ma soprattutto l’Essere umano privato dai propri diritti, degradato, strappato come un fuscello dalla bufera.
Voglio rappresentare l’interiorità, la personalità, i diritti e i doveri di donne e uomini tolti ai loro affetti, alle loro famiglie, ai loro beni, al loro paese con un umile materiale che è il legno, lisciato, naturale e senza protezione, capace di esprimere il suo carattere nel silenzio, perché, purtroppo non dotato di parola.
All’inizio del progetto installazione a Corsico ho pensato: treno , valigie, viaggi, vacanze ma poi, sovrano, il ricordo delle terrificanti deportazioni, anni 39/45.
Titolo;Memorie Altrui . Purtroppo so che nulla è cambiato, che le aberranti atrocità sono sempre presenti e sempre più raffinate, che l’ uomo ha perso il rispetto del suo simile ma soprattutto di se stesso.
La storia e il presente dicono il dolore e la sofferenza imposta da alcuni ad altri, ad altre. Vorrei imporre un “mai più” ma so che questi fatti si ripeteranno sempre.
Il titolo delle mie ultime mostre è Sedimentazioni. Anche le valigiette costituiscono una sorta di sedimentazioni perché rappresentano le esperienze che ciascuna persona fa nella vita; la vita ti dà le esperienze e tu le metti lì, le metti lì e cresci”
Antonella Prota Giurleo


Parlando con te ricorre spesso il termine “memoria”. Mi pare una dimensione importante del tuo lavoro.
La memoria è l’origine di tutto: il passato, il presente, il futuro. Senza memoria nulla è possibile!
Esaminando attentamente il legno si rivelano nella struttura le diverse sfumature di colore e, appena tagliato, è possibile sentirne il profumo intenso. Il legno è dotato di un suo carattere acquisito durante la secolare permanenza nel bosco. Le difficoltà di crescita provocate dalle intemperie, i rami spezzati, i nodi, la resina che scende lungo il tronco come lacrime di profonda sofferenza… Tutto questo mi induce a confrontare il meraviglioso materiale che è il legno con l’essere umano.
“Memorie altrui”, titolo che sembra una riflessione, me ne puoi parlare?
Con questo titolo mi riferisco all’immane tragedia della deportazione (tanto per citarne una) prendendo come testimonianza “del vissuto umano” dei pezzi di legno, tagliati, lucidati, muniti di una maniglia di juta a forma di valigia e depositati per terra a mo’ di corteo.
Valigie che non contengono altro che una parte di vita di un abete secolare tolto al suo habitat.
“Memorie altrui” per ricordare chi morì nel vortice di questa crudele circostanza e per dire: “Ieri, oggi, mai più domani”.
Come ti poni in relazione ai materiali?
È altamente entusiasmante provare a lavorare un qualsiasi materiale, stabilire un contatto, dominarlo e plasmare la forma che la mente ti suggerisce… purtroppo non sempre si tratta di una forma realizzabile!
Qual è il rapporto con gli artisti dell’oggi, ma anche di un passato vicino e lontano? Hai dei modelli di riferimento?
Artisti di grande valore, ma anche artisti meno importanti, hanno sicuramente influenzato il mio modo di interpretare e di esprimere certe forme.
Nei meandri della mia mente si sono senza dubbio depositate delle forme e dei colori colti nelle innumerevoli esposizioni d’arte che ho visitato durante la mia vita e che, al momento in cui progetto una scultura o dipingo, emergono senza che me ne accorga.
Questo lavoro che presenti a Corsico nello spazio Gheroartè è inedito e nato ispirandoti al luogo?
Quando ho visitato con te la stazione di Corsico ho avuto una strana sensazione… mi sembrava di ricordare qualcosa.
Abbiamo guardato attraverso la recinzione e dal cancello il vagone ferroviario, lo stabile e la stazione. Tu mi hai parlato dei ragazzi che si occupano di questo centro, del loro entusiasmo nell’organizzare concerti, mostre d’arte e altre attività culturali.
La sera, tornando da Milano e riflettendo su cosa avrei potuto esporre in quel vagone ho avuto la chiara risposta alla sensazione provata alla stazione di Corsico la mattina.
Ero stata lì 60 anni prima quando con la scuola visitammo Milano. Era da poco terminata la guerra e le grandi ferite erano ancora aperte.
Ricordai mio padre quando leggeva il giornale e commentava le notizie: bombardamenti, morti, distruzione, fame. Ed io leggevo sul suo volto un’immensa tristezza.
Era nata l’idea di presentare una mostra dal titolo “Memorie altrui”.
“Memorie Altrui” è un invito a conoscere l’opera di Milvia Quadrio e ad avvicinarsi a un’artista dalla grande sensibilità e dalla forte umanità.
Non mancate!
Brevi note biografiche
Milvia è nata nel 1936 a Campo Blenio (CH). Ha frequentato l’Istituto San Giuseppe di Lugano e l’Istituto Moderno di Bellinzona e poi l’Accademia di Belle Arti di Montecarlo, sotto la guida di Claude Rotischer.
Ha viaggiato in Europa e nel vicino Oriente, fermandosi per lunghi periodi in Belgio e in Libano. Vive e opera a Olivone (CH). Espone dal 1967 e i suoi lavori sono stati esposti in molti paesi.
Luca Rendina, curatore della mostra Memorie Altrui, intervista Milvia Quadrio


© ArsValue srl - P.I. 01252700057