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Camera dei sogni - Beatrice Meoni

Dal giovedì 27 gennaio 2005
al domenica 30 gennaio 2005

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Comunicato stampa evento: Camera dei sogni - Beatrice Meoni

Una cosa è trattare i sogni dal punto di vista psicoanalitico, come oggetti di uno studio che ha scopi terapeutici, un’altra è considerarli materia mitologica, sostanza inafferrabile e originaria, che permea buona parte del vissuto umano tramandando di generazione in generazione informazioni universali, archetipiche. Beatrice Meoni, pur senza rinunciare ad entrambe le impostazioni, ha preferito sondare una terza via, quella che considera il sogno come uno specchio del sociale. Di più, lo ha fatto non da studiosa, ma da artista, frapponendo tra se e la materia onirica trattata, il filtro dell’esperienza estetica. La “Camera dei sogni” di Beatrice Meoni è il frutto di un lavoro complesso, maturato attraverso alcune letture, divenuto in seguito indagine sociale e, infine, rappresentazione.
Come scrive Freud ne L’interpretazione dei sogni (1900), “tutto il materiale che costituisce il contenuto di un sogno è in qualche modo derivato dall’esperienza, cioè è stato riprodotto o ricordato nel sogno”. In breve, il sogno è la cartina di tornasole della condizione di ogni uomo, giacché è proprio dalla vita di tutti i giorni che esso trae sostanza.
La Camera dei sogni nasce da questo presupposto, utilizza la sostanza del reale per trasfigurarla in opera. Prima tappa di un work in progress potenzialmente infinito, la Camera dei sogni è innanzi tutto un’installazione, sviluppata a partire da una raccolta di sogni. Beatrice Meoni ha raccolto i sogni di homeless ed immigrati, di stranieri in transito (migranti) e di persone che hanno subito un forte sradicamento dal proprio paese d’origine per scoprire che nei loro sogni si ritrovano le istanze del quotidiano, le paure e i desideri, le ansie e le speranze della vita di tutti i giorni.
Beatrice Meoni ha dato vita ad una vera e propria rappresentazione, ad una sintesi visiva e sonora della sua raccolta. Per prima cosa, volendo considerare i sogni alla stregua dei desideri inespressi dell’io-bambino, l’artista li ha incarnati nella forma di fragili bambolotti di garza, delicati simulacri di bimbi, un po’ sgualciti, che ha chiuso in scatole di plexiglas e posato sul letto di una stanza. Intorno vi ha disposto i resti di “vestimenti leggeri”, abiti di carta, quasi trasparenti, come quelli di qualcuno che si fosse spogliato frettolosamente, per abbandonarsi quanto prima al sonno ristoratore. Nella penombra della stanza, scandita dal ritmo di un respiro addormentato (quello dell’artista), si alternano i bagliori dei light box. In essi, fedele alla sua pittura liminare, sospesa - come ha scritto Franco Farina - in quello spazio (limbo) di passaggio tra il visibile e l’invisibile, tra il silenzio e la parola, tra la forma e la non forma, Beatrice Meoni ha stipato le immagini di feticci bambini, accompagnandole con frammenti scritti di sogno. I suoi light box, come pure le scatole con i bambolotti di garza, sono raccoglitori mitologici di sogni e di immagini lontane, contenitori che conservano ciò che troppo presto la coscienza vigile cancella o altera.
(Brano tratto dal testo critico in catalogo di Ivan Quaroni)
Beatrice Meoni è un'artista visiva che opera attraverso varie tecniche, dalla pittura al video, all'installazione, dedicando gran parte della sua attività alla sperimentazione del rapporto tra testi letterari, immagine, suono e spazio.

Bologna Flash Art Show - Stanza 701
Inaugurazione giovedì 27 dalle 18.30 alle 22.30
Orario dalle 16.00 alle 22.00
Beatrice Meoni, Via Fondachi 20, Sarzana (SP) - Via Selvamaggio 94, Colle Val d’Elsa (SI)
T: 0187.626953 Cell: 338.6007059 www.beatricemeoni.it info@beatricemeoni.it