Lavorare non per la Piramide-Mente
Dal venerdì 27 maggio 2005
al lunedì 06 giugno 2005
Comunicato stampa evento: Lavorare non per la Piramide-Mente
"Lavorare non per la Piramide-Mente":
L'Associazione Culturale Controprogetto presenta in una mostra le opere di cinque giovani artisti legandole alla realtà della Stecca degli Artigiani, terra di confine tra il quartiere Isola e la città. Il titolo "Lavorare non per la Piramide-Mente" fa riferimento alla spregiudicatezza con cui i singoli artisti hanno sempre agito, in contrapposizione ai condizionamenti esterni con la volontà di recuperare la fisicità della materia e le sue proprietà espressive intrinseche.
Obiettivo principale dell'esposizione è sollevare un dubbio sull'ordine e sulla completezza in quanto oggetti d'aspirazione e di rivendicazione del potere e tessere l'elogio dell'incompletezza, del recupero delle possibilità di scelta, della libertà di fare e disfare.
L'allestimento (in uno spazio di circa 700 mq) riflette i ruoli degli artisti valorizzandone le singole caratteristiche. Le opere di Gianrico Agresta, Matteo Bergamasco, Andrea Varisco sono disposte lungo un percorso circolare che trova il suo perno attorno al lavoro di Moreno Chiari, figura centrale del gruppo. Il suo stile, già definito "surrealismo astratto", si basa su un procedimento di manipolazione di materiali eterogenei. Lo stesso procedimento di "trasformazione alchemica" viene attuato sui soggetti: corpi sezionati, rivoltati, profanati. Le componenti astrattiste e surrealiste sono contenute in misura diversa nei lavori degli altri artisti. Mentre Andrea Varisco preferisce soluzioni prettamente astratte, Gianrico Agresta attraverso uno stile più figurativo propone nei suoi notturni una libera ritmica di forme. Matteo Bergamasco unisce gli stili utilizzando un impianto figurativo sviluppato in una totale libertà della pennellata.
Alle quattordici grandi tele è affiancata una sala di proiezioni dove quattro opere audiovisive riportano diverse esperienze di collaborazione con altri personaggi satellite, quali Marco Mattaliano e Gabriele Agresta. In particolare, se quest'ultimo lavora sulla possibilità da parte della materia concreta di generare immagini astratte, entrambi, oltre ad accompagnare e accrescere la ricerca pittorica, hanno conseguito diversi risultati nell'ambito del linguaggio audio-visivo sfruttando le potenzialità ritmiche del montaggio in virtù della loro formazione musicale.
Accompagna la mostra il catalogo con testi di Marco Mattaliano, che verrà distribuito in occasione dell'inaugurazione.
In apertura: Moreno Chiari, Figura maschile 360x180, tecnica mista su tela, 2002