Grafica - Vladiměr Boudněk
Dal mercoledě 22 marzo 2006
al venerdě 14 aprile 2006
Orari: 9.00/13 e 14.00/17.00 dal lunedě al venerdě
Comunicato stampa evento: Grafica - Vladiměr Boudněk
A cura di Jan Placák
L’Istituto Culturale Ceco a Roma, che organizza ogni mese un ricco programma di eventi culturali interdisciplinari all’insegna della musica, della letteratura e delle arti visive ceca e internazionale, č lieto di invitarLa mercoledě 22 marzo alle ore 18 all’inaugurazione dell’esposizione ” a cura di Jan Plŕcak “Vladiměr Boudněk – Grafica”.
La mostra personale (22 marzo – 14 aprile 2006) raccoglie le opere grafiche piů significative del pittore praghese Vladimír Boudník.
Vladiměr Boudněk (Praga 1924-1968) č considerato uno dei principali esponenti cechi dell’astrattismo e dell’Informale materico e segnico del secondo dopoguerra, insieme ai pittori Mikulaš Medek, Josef Istler e Václav Boštík. Boudněk ha mantenuto per tutta la vita una visione panteistica e concreta del mondo, nella convinzione che il corpo e la materia rimangano inscindibili dalle energie e dalla forza psichica che pervadono l’universo.
Nel corso degli anni ’40 e ’50, Boudník si č dedicato ad un’intensa attivitŕ performativa, organizzando piů di 200 azioni dimostrative, ha improvvisato lezioni per le strade, al fine di stimolare la gente a ritrovare le radici della visione artistica. Ha mostrato ai passanti a guardare la bellezza delle forme astratte, le macchie ed i cretti che si trovavano lungo le pareti fatiscenti della cittŕ. L’ambiente urbano č stato l’universo privilegiato di Boudník, da cui ha attinto materiali ed ispirazione. L’artista, non a caso, lavorava come operaio e amava frequentare le osterie ed i quartieri popolari di Praga, insieme al suo amico scrittore Bohumíl Hrabal.
Vladimír Boudník č noto per avere fondato un nuovo movimento artistico chiamato “Esplosionismo”. Nel Manifesto del 1949 l’autore ha definito la tela esplosionista in questi termini: “Il quadro deve essere una pellicola fimlmica con un numero illimitato di possibilitŕ e di un’esplosione psichica concisa all’interno di una superficie immobile ed esibita in un tempo infinitamente corto”.
Boudník ha concentrato l’attenzione sul processo artistico, piuttosto che sull’opera finita, un’operazione che ha un tempo ben definito, di cui rimangono solo poche tracce sulla carta e sulla tela. L’artista ha seguito un percorso artistico non dissimile all’artista informale Alberto Burri. Negli anni ´50, mentre Burri sperimentava nuovi materiali come sacchi, plastiche e cretti, Boudník ha iniziato a sperimentare materiali insoliti, presi soprattutto dalla fabbrica in cui lavorava: lastre di matrici metalliche su cui apponeva scalfitture, colpi di martello e di scalpello, che bruciava con il gas. Gradualmente l’autore ceco ha combinato la tecnica della litografia con l’utilizzo di un altro metodo sperimentale: all’interno della composizione creata su lastre metalliche ha inserito diversi materiali, come pezzi di stoffa, limature e gruccie di metallo, cordicelle, frammenti di ottone, filo spinato. L’asseblaggio di oggetti riportati su carta richiamavano alla mente impronte, tracce umane, paesaggi mentali e urbani. Ogni disegno č stato composto lentamente e rimane un esemplare unico. A partire dal 1965, l’artista si č dedicato alla preparazione di rilievi prodotti con la torniture di metalli lavorate attraverso con semplici operazioni di campi magnetici.
L’attivitŕ di Vladimir Boudnik si č interrotta bruscamente nel 1968, quando si č suicidato, lasciando una ricca produzione grafica e letteraria, caratterizzati da un’inconfondibile coerenza ed integritŕ interna.
inaugurazione: mercoledí 22 marzo – ore 18
22 marzo – 14 aprile 2006
Ufficio Stampa
testo introduttivo a cura di Susanna Horvatovičova
Istituto Culturale Ceco
Via Costabella 28-32
00195 ROMA
tel/fax: 06 / 99705158