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Andrea Carini in dialogo con un’opera di Getulio Alviani

Dal martedì 06 maggio 2008
al sabato 14 giugno 2008

Orari:
h. 16.00/20.00; mattina su appuntamento; dom/lun chiuso
Gli artisti correlati Andrea Carini, Getulio Alviani

Comunicato stampa evento: Andrea Carini in dialogo con un’opera di Getulio Alviani

A cura di Alessio Verzenassi

Luce propria, dal ciclo espositivo Limitrofi e distinti

L’esibizione di Andrea Carini titolata Luce propria, costituisce la quarta ed ultima mostra personale tratta dal ciclo di rassegne denominato Limitrofi e distinti, in corso presso la galleria LIBERA Arte Contemporanea di Roma. L’artista presenta quattro lavori di recente esecuzione, dunque inediti al pubblico e che si relazionano ad un’opera di Getulio Alviani sulla scorta di alcuni aspetti comuni. Infatti, con quest’ultimo Carini condivide, principalmente, l’interesse per la risposta cangiante dei materiali costitutivi utilizzati, così concentrandosi sulle incaute possibilità luministiche del metallo prescelto: l’alluminio. In tutta evidenza, come per le mostre precedenti del medesimo ciclo, l’accostamento critico dei due artisti non allude ad alcuna dipendenza stilistica o di ambito estetico; ma ragiona piuttosto sulle possibili manipolazioni del riverbero. Sia l’opera di Alviani che i lavori di Carini, sono riprodotti a colori in un catalogo presente in galleria. Alessio Verzenassi, curatore della rassegna, questo afferma nel testo critico stilato per tale occasione:
“(…) il dialogo stretto con le risposte naturali della superficie metallica, è alla base di entrambe le ricerche degli artisti ora inquisiti; ma come per ciascuna accoppiata precedente, gli esiti formali degli scopi espressivi non necessariamente si somigliano nella risoluzione dei connotati. Infatti, se da un lato appaiono solidali nella veneranda scepsi sull’alluminio, dall’altro Carini e Alviani scelgono amministrazioni opposte nel compimento dell’idea estetica. In quanto, il primo arruola il supporto metallescente come concausa per un risultato perlopiù pittorico, ove resine, pigmenti e interventi ad incavo o rilievo, proprio in dialogo con i riflessi trovati, scaturiscono scenari aniconici dall’indole ascetica, tonale e in piena legalità geometrica. Mentre Alviani non permette alcuna aggiunta all’alluminio, piuttosto ne governa con cognizione scenotecnica le più spontanee patologie, manipolando i riverberi secondo una volontà fondata su accurati ragionamenti di tipo scientifico.”

Inaugurazione 6 maggio 2008

Fino al 14 giugno 2008

Gallerista
Elisabetta Remondi

Testo in catalogo
Alessio Verzenassi

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