Progetto d'espressione visiva in affiancamento a
PASSAGGIO A NORD OVEST – Migrazioni Musicali
a cura di Monica Mantelli
Così Fabrizio Santona spiega il suo progetto: “Queste statue sono preghiere, invocazioni in tutte le lingue del mondo. Carri armati per abbattere il muro della violenza e di ogni forma d’intolleranza. Sono grida nel buio dei fanatismi, simulacri di una fede senza dio che cantano un inno all’uguaglianza e alla pace tra i popoli. Materia e parole, plasmate nella forma del non-visto e del sempre-e-comunque-creduto. L’arte riscopre l’originale vocazione, irresistibile Streben che innalza lo spirito spogliandolo di qualsivoglia stereotipo. E l’artista con essa, abbandonato ogni prontuario iconografico e pronto a svelare l’unica verità riconoscibile dall‘occhio (e dalla psiche) umana. Nessuna immagine, nessun gioco di antica o moderna fisiognomica. Una sola è la strada percorribile da chi intenda restituire alla creatività il suo potere di trascendenza e sublimazione: “plasmare nel vuoto l’essenza dello Spirito”. Il colore si fa simbolo, la lettera portatrice di un messaggio che scava nel profondo e suggerisce dimenticate riflessioni. Sono Migrazioni Mistiche, sfumature di uno Spirito - tinte di storia e sangue - che si fa forma e verbo per saziare l’anelito umano all’Oltre-qui-e-Oltre-ora. Una bramosia declinata qui in tre visioni, alla cui evocazione hanno contribuito personalità che possono ben essere considerate anelli di un’unica catena spirituale. Esponenti di professioni religiose differenti la cui profondità d’animo e intelletto ha reso possibile il raggiungimento di una sintesi sublime, un unicum che è innanzitutto il risultato di una fusione delle differenze. E a dimostrazione che lo slancio spirituale non implica la recisione delle radici ancorate nella quotidianità, la scelta delle voci da incidere sul “guscio” è caduta su personaggi fortemente immersi nel sociale. Ernesto Olivero, guida carismatica per milioni di giovani in ogni angolo del mondo. E Younis Tawfik, cantore dell’Amore, voce emblematica di un Islam moderato, cultore del rispetto e della pace tra i popoli. A loro - alle riflessioni, le chiacchierate, i suggerimenti e i momenti condivisi a veder nascere ciascuna opera -, un ringraziamento di cuore per avere arricchito di spirito lo Spirito.” Siamo dunque davanti a una lavoro di teatranza Scrive la giornalista Irene Cabiati: “Nelle relazioni sociali si fa teatro, tutta la vita, con maschere più o meno trasparenti e il copione talvolta non ci piace. Cambiarlo non è facile anche perché ci fa comodo pensare che sia scritto da altri e non da noi. Migliorare il repertorio nel teatro della quotidianità è un’arte che si può imparare recitando la verità, ciò che veramente sentiamo di esprimere. E’ il palcoscenico delle emozioni dove nessun copione può essere scritto in anticipo e dove maschere e costumi non migliorano la rappresentazione.”
Fabrizio Santona inizia la sua carriera artistica con una prima opera di poetica sul Vuoto pubblicata nel 1997/98. Da allora lavora attivamente alla scultura: producendo opere sul tema della sacralità universale. Sperimenta poi lavori sulla contrapposizione tra “carne e spirito” nella pittura, grafica e digital-art a cui seguono performances anche teatrali ed installazioni. Fondatore del Manifesto artistico “Agarthisti”. Fondatore e presidente del Centro di Creatività, formazione e cultura del tempo libero MKT. Ideatore con l’artista messicano Jorge Diaz Riveira dello scambio Internazionale “INFORMALE” Piemonte-Messico. Docente di laboratorio artistico terapeutico-riabilitativo ASL 19 di Asti (attività performativa e di sperimentazione nel contesto psichiatrico).
Testo di presentazione: La fede nei propri fondamenti, senza la conoscenza e il riconoscimento dei fondamenti degli altri, genera solo odio. Sono 7 le principali religioni mondiali, e 3 i valori che possono tenere lontano il fanatismo e garantire il futuro spirituale dell'umanità: solidarietà, ironia, carità. Solidarietà verso le religioni diverse dalla nostra, ironia nel non attaccarsi rovinosamente ai propri precetti e carità nel venire incontro anche all’altro. Questa mostra installazione di “sistema” su 4 sculture “simulacro” propone in un percorso di confronto sul tema della religione contro ogni fanatismo e ha per obiettivo la riconciliazione tra i popoli. Riconciliarsi a livello individuale, sociale e politico può essere fatto in molti modi, anche percorrendo un percorso tra installazioni di opere dedicate ad alcune grandi religioni nel mondo oppure ballando al ritmo di Taranta e fondendo il proprio passo sull’ombra tracciata da una scultura che simboleggia le tre grandi religioni monoteiste: Cattolicesimo – Ebraismo – Islaimismo, oppure il Gautama Siddartha, etc. Ma non ci può essere riconciliazione se non c’è un’elaborazione della memoria e del passato – da qui è prevista una prima tappa con gli interventi del capo comunità ebraica, di Ypunis Tawfik con la sua poetica di rimando sufi e di Ernesto Olivero con la sua testimonianza cristiana, per arrivare all’acquisizione della verità. Successivamente ci saranno incontri con rappresentanti del mondo buddista, etc. Questo permette il confronto con le diverse verità che contengono in sé i diversi punti di vista e permettono ad essi di coesistere. Troppo spesso gli uomini nella società sono annullati, assentati dal proprio Essere, e vengono trattati come massa. Sono considerati collettivamente. Sono sacrificati a qualche ideologia, e ben sappiamo che non è il modo giusto di considerare l’umanità. L’uomo deve essere interpretato a livello umano individuale. Se si tratta l’uomo all’interno del collettivo, non vi può essere né comprensione né gentilezza. Si diventa indifferenti e duri. Se invece provassimo a pensare che la nostra coscienza è la coscienza di tutti gli esseri umani, si riuscirebbe a trattare gli altri – persone, individui -come esseri umani e non nella massa. «Bisogna dunque cercare qualcosa di Sacro» diceva il pensatore mistico Krishnamurti «Dipende da noi e nessuno ci può costringere. Sta a noi scoprirlo e ci porterà pace e gioia. Raddrizzerà anche le cose del mondo. La religione, la mente, la vita e l’amore sono una sola cosa. Quando la mente è completamente conscia diventa straordinariamente silenziosa, calma, non addormentata, ma sveglia e vigile in quel silenzio. Solo una mente simile è una mente religiosa, perché si è lasciato dietro tutto il passato. La religione, dunque, è qualcosa che è assolutamente impossibile tradurre in parole; non può essere misurata con il metro del pensiero.” In questo modo si può uscire dal mondo della guerra, dell’odio, dell’invidia e della violenza. Il progetto di Fabrizio Santona prevede una serie di interventi espositivi riunibili sotto un’unica mostra e rivisitabili in 4 momenti espositivi diversi, allestiti in un percorso di opere scultoree di forte denuncia. Due le suddivisioni visive e concettuali: un DIO esterno al “sistema” rappresentato visivamente dagli assi x,y,z (che determinano la dimensionalità in cui viviamo). Proprio all’interno degli assi cartesiani si svilupperanno le installazioni. La rappresentazione dell’essenza religiosa sarà incarnata dalle sculture. Tra queste la “super-partes” Zaratustra, opera di riconoscibilità poetica e stilistica dell’artista, che offre al visitatore un “involucro” senza caratteristiche somatiche precise e totalmente vuoto (plasmare nel vuoto l’essenza dello spirito). A cura di Monica Mantelli. Progetto di adattamento musicale in collaborazione con Flavio Giacchero e Andrea Di Gennaro del CREL.
Vernissage 15 Marzo 2006 ore 20
sino al 10 aprile 2006
TRE MOSTRE A MAISON MUSIQUE
PER CELEBRARE "Migrazioni Musicali" in occasione di ITALYART – LE OLIMPIADI DELLA CULTURA
Si inaugurano rispettivamente il 13 marzo con "Se parole e suoni fossero colori. Fiabe al pentagramma" di Cinzia Ghigliano, il 15 marzo con “Migrazioni Mistiche” di Fabrizio Santona e il 17 marzo con "Riflessioni sul Tango Nuevo" di Lorena Pellegrino, le tre tappe delle mostre proposte in affiancamento alla rassegna per Italyart - Olimpiadi della Cultura - “Passaggio a Nord Ovest -Migrazioni Musicali proposta da Maison Musique – Folkclub – Centro Regionale Etnografico Linguistico, con sponsorship tecnica all’allestimento mostre a cura di Eurofiere.
Inaugurazione: ore 20,00
del 13 – 15 – 17 marzo.
Seguono i concerti di "Migrazioni Musicali"
Ci è voluto un po’, ma è avvenuto. L’anima espositiva di Maison Musique è esplosa. Il suo sguardo si è diretto al mondo dell'arte costellando il campus di oggetti bizzarri: di quadri che ci ascoltano, di poesie che ci guardano, di colori che ci parlano, di vocali che ci osservano. Una metafora evocativa, quella appena citata, per dipingere con pochi tocchi la crescente esperienza di interazione tra il pubblico di tutte le età e il parco delle iniziative culturali di MM. “Migrazioni Mistiche” – è la seconda di tre tappe (la prima il 13 e la terza il 17 marzo) delle mostre proposte in affiancamento alla rassegna per Italyart “Passaggio a Nord Ovest -Migrazioni Musicali proposta da Maison Musique – Folkclub – Centro Regionale Etnografico Linguistico. “Migrazioni Mistiche” mostra di Fabrizio Santona, si inaugura il 15 marzo ore 20 in via Rosta 23 a Rivoli ed ha un titolo emblematico: è un progetto installativo di 4 sculture antropomorfe a segno del necessaria pacifica e costruttiva integrazione fra popoli e religioni. All’inaugurazione segue il concerto di Edoardo Bennato – Taranta Power - Tummel. Sono invitati all’inaugurazione, per la firma del “simulacro Unificante”, rappresentanti e personalità delle realtà coinvolte, tra cui Ernesto Olivero e Younis Tawfik. Un percorso d’installazione nato dalla ricerca del giovane artista torinese, Fabrizio Santona, e curato da Monica Mantelli. Un grazie particolare va all’azienda d’allestimento Eurofiere che rende possibili dal 2004 ad oggi i percorsi espositivi a Maison Musique. La forza di programmare a Maison Musique un cerchio sempre più ampio di attività artistiche – tra cui appunto mostre e installazioni - è maturata attraverso la progressiva multidisciplinarietà culturale del luogo, già crogiuolo di musica, teatro, danza e workshop. Tutti questi fermenti, provenienti dalle più diverse parti del mondo, hanno generato un naturale rimando ad una ricerca ed approfondimento nel campo della pittura, scultura, fotografia, video, performance, installazione - rendendo inevitabile una proposta artistica sempre più completa e in grado di essere controcanto creativo all'ampiezza e varietà interpretativa del fruitore. Il crogiuolo di diverse declinazioni artistiche all’interno di un denominatore comune, permette a Maison Musique una visione “a banda larga” che ha come pentagramma costante la pulsione costante verso la qualità. Il suo calore visionario – fatto di etnie, di pensieri, di gusti e profumi che derivano dall’esperienza di Franco Lucà e della sua squadra all’interno del CREL e Folkclub garantisce una filosofia artistico-espositiva che abbraccia una commistione di linguaggi: filosofici, antropologici, etnografici, sociologici, mistici. Il suo respiro programmatico nella scelta delle mostre ed installazioni è alimentato dall’afflusso costante nel centro culturale di gente di tutti gli ambiti: musicisti, ballerini, attori, pitturi, artisti, cantanti, progettisti, ricercatori, studiosi. Oppure semplici appassionati. Che osservano, propongono, pungolano. La ricerca, l’incontro, la conciliazione tra più etnie, tra più culture, tra più modalità espressive, è parte integrante dalla missione di questo campus e offre i segni base per la riconoscibilità di un disegno che ha come punto di la centralità e il risveglio stesso dell’uomo.
Un grazie particolare va all’azienda d’allestimento Eurofiere che rende possibili dal 2004 ad oggi i percorsi espositivi a Maison Musique. Da settembre 2004 Eurofiere ha infatti intrapreso un progetto culturale con l'obiettivo di promuovere la creatività artistica del territorio nelle sue diverse forme. La scelta di appoggiare come sponsor tecnico la Maison Musique di Rivoli, polo culturale con sede in quella che una volta si chiamava hinterland e oggi è un’affermata realtà territoriale, ne è un esempio. Il progetto di sponsorizzazione tecnica quale impresa per l’arte e la cultura a sostegno delle eccellenze italiane ed estere, si è mosso proprio su queste corde: rendere fattibili e fruibili le mostre fotografiche, pittoriche e plastiche di artisti noti ed emergenti sostenendo la cultura con un reale intervento nel quale si possa esprimere al meglio la competenza professionale e la passione creativa di Eurofiere. Questa avventura è nata dall’innamoramento che l’ azienda nutre verso la sperimentazione di nuovi linguaggi artistico-culturali. Così, unendo le nostre competenze alle attività di concerti, spettacoli, eventi, teatro e rassegne di danza programmate a Maison Musique, abbiamo iniziato a supportare il centro culturale diretto da Franco Luca con un piccolo contributo professionale, permettendo la realizzazione effettiva di mostre fotografiche e pittoriche che accrescono la popolarità e il prestigio culturale dell’area stessa, oltre che dei soggetti coinvolti. Le precedenti mostre di Maison Musique sono visibili sul sito
www.eurofiere.it - "Maison Musique".
MAISON MUSIQUE
VIA ROSTA 23
RIVOLI
tel 0119561782