Maison Musique - Dettaglio evento

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Le sette porte - Enzo Sciavolino

Dal venerdì 15 settembre 2006
al lunedì 30 ottobre 2006

Orari:
Tutti i giorni 20.00/24.00
chiuso mercoledì
Gli artisti correlati Enzo Sciavolino
Curatori Monica Mantelli

Comunicato stampa evento: Le sette porte - Enzo Sciavolino

Venerdì 15 settembre alle ore 19,30 in occasione della riapertura della stagione artistica di Maison Musique - Folkclub - Centro Regionale Etnografico Linguistico si inaugura la mostra di Enzo Sciavolino “LE SETTE PORTE”. Un excursus di 7 grandi sculture in bronzo sul tema dell’evoluzione spirituale e sociale dell’Uomo e installate nell’area all’aperto di Maison Musique sino al 30 ottobre 2006. La mostra e testo critico è a cura di Monica Mantelli.

L’inaugurazione de “Le Sette Porte” è seguita da una cena etnica curata dal ristorante di Maison Musique (solo su prenotazione- tel. 0119561782) e alle ore 21,30 – sempre con ingresso libero - il suggestivo concerto di musiche dalla Mongolia del quintetto BORTE e la proiezione fotografica a tema a cura di Irene Cabiati. Il video è intitolato «Breve viaggio in Mongolia». Reportage emozionale sulle orme di Gengis Khan a 800 anni dalla proclamazione dell’impero più vasto della storia. Il mito, che si rinnova nelle feste della tradizione nomade, è vivo nel cuore di un popolo che non ha ancora perso la propria identità e resta orgogliosamente ancorato al proprio passato. Irene Cabiati è giornalista e viaggiatrice. Sue mostre fotografiche: «Donne di Algeria» (1977) Video: «Waiting vertigo», musiche di Igor Vinci, presentato al «Venice International Short film Festival- circuito Off» (Venezia, 2006).

PRESENTAZIONE MOSTRA Enzo Sciavolino, artista siciliano che nel 2007 festeggia 50 anni di produzione scultorea, sviluppa un percorso artistico tra Mito e Trasfigurazione, lavorando su “l’inganno del mondo visibile” e la ricerca dell'Unità. LE SETTE PORTE è una installazione negli spazi aperti di Maison Musique di 7 sculture in bronzo che affrontano il tema dalla nascita all’evoluzione spirituale dell’uomo, alla ricerca del ricongiungimento con ciò che è Oltre.
La teoria del Macrocosmo e del Microcosmo ebbe nel Medio Evo e nel Rinascimento una grandissima fortuna. Al Macrocosmo fu associata l’immagine dell’Universo, del Mondo, del locus in cui risiedeva Dio, la Luce Creatrice propagante in ogni direzione e capace di dissolvere le tenebre e di fornire il principio attivo generatore di tutte le cose. L’Uomo, creato da Dio e nel quale la Divinità si rifletteva, fu, invece, il Microcosmo e l’Universo di cui costituiva una replica in piccolo. Macrocosmo e Microcosmo erano dunque costituiti da una sola materia formata da due principi contrapposti: la Luce Infinita e le Tenebre Oscure. Nel dualismo gli alchimisti credettero di individuare il mistero della Pietra Filosofale, della Quintessenza, del Medicamento Universale in grado di guarire ogni tipo di malattia. Nell’illustrazione simbolica e negli scritti alchemici, i principi opposti, Luce e Tenebre, acquisirono il significato dello Zolfo e del Mercurio, del Giorno e della Notte, del Sole e della Luna, del Re e della Regina, del Maschile e del Femminile.

PERCORSO DELLA MOSTRA
La mostra segue un ordine di lettura esoterica che rende simbolica ogni scultura inserita nel contesto all’aperto del centro culturale. Si parte dalla grande scala in bronzo con i suoi innumerevoli scalini nella quale è rappresentata la Salita iniziatica dell’uomo e della donna (“Ricercare” - 1984), allegoria dello Spirito che ricerca, infuso nell’essere umano sin dalla nascita. Questo spirito diventa solido albero nidificato sul quale ci allettiamo alla ricerca di una consapevolezza, in un’altalenare di equilibri tra Luce ed Ombra (“L Albero di Irene” -1992). Su questa corda ideale ci cimentiamo a risalire la china come funamboli apparentemente innocenti. Abbiamo le ali, ma non sappiamo ancora volare (“Incontenibile leggerezza” - 1991), e sovente mettiamo una maschera, un velo che si frappone tra noi e la Verità dell’esistere (“L’uomo dai due volti” – 1980).Tra mille tentazioni e violenze subite e offerte, ostinatamente avanziamo (“Avant la torture” – 1974) sino allo scalino supremo della morte, nella quale ci ricongiungiamo alla Grande Madre (“Marat-Mater” – 1979). “La Questione” (1973 – 1976), infine, è uno spaccato sociale nel quale si riuniscono il corpo, lo spirito e l’anima del genere umano con la politica, il potere e l’arte. Il farraginoso battibecco del Microcosmo che sfocia nella visione macrocosmica dell’universo. La mostra e il testo critico è a cura di Monica Mantelli. Presentazione di Nevio Boni.

Si ringrazia per la sponsorship tecnica all'allestimento: Eurofiere e per la videopresentazione su Enzo Sciavolino: Carcerano Communication. Approfondimenti: tel +393356616255.

L’ARTISTA Enzo Sciavolino
è nato a Valledolmo, Palermo, nel 1937. Vive e lavora a Rivoli. Nel 1953 emigra a Torino. Nel 1959 la prima mostra personale. Il bisogno di conoscere lo conduce a Parigi, dove soggiorna a lungo. E’ del 1965 il Monumento alla Resistenza per il Parco del Circolo Da Giau a Torino; del 1969 le scenografie per Cavalleria rusticana di Verga e per Eh? di Living per il Teatro Stabile di Torino. Dal 1973 al ’76 realizza La Questione, scultura in bronzo di ampia concezione per impianto e impegno sociale, ad essa il filosofo Louis Althusser dedica un suo pensiero: «Pour provoquer l’immobile à sa vérité: le mouvement qui change tout». Tra il 1976 e l’81, dialogando con Althusser e con Pierre Klossowski, affascinante e suggestiva figura di scrittore e pittore, sull’utopia rivoluzionaria matura l’idea del ciclo di opere Discorso sui materiali del far scultura per interposto Marat. Seguono i cicli: Il tempo e la memoria o della perdita dell’infanzia; Frammenti-colori in marmo e Incontenibile Leggerezza. Dal 1963 lavora anche all’arte incisoria con una produzione di oltre 200 lastre. Dal 1970 esplora il campo degli orafi con mini-sculture in oro e argento. Nel 1993 tiene una grande antologica nel Chiostro di Sant’Agostino a Pietrasanta, Lucca; nel 1997 l’ antologica, curata da Mario Serenellini: Corpi aperti-Scultura andata e ritorno, con 40 sculture e 40 fotografie di Elsa Mezzano, Castello Malgrà a Rivarolo Canavese, Torino. Nel 1997 esce una monografia, curata da Nicola Micieli, con prefazione di Tahar Ben Jelloun. Nel 1998 realizza due sculture di grandi dimensioni: Marea, in marmo e bronzo, Parco di Scultura Contemporanea, Ostellato, Ferrara e Canneto-Monumento al Territorio, in bronzo, S. Giovanni di Ostellato, Ferrara. Nel 1999 la città di Rivoli gli dedica l’antologica, a cura di Alfonso Panzetta, Enzo Sciavolino/Dall’impegno alla poesia con assoluta coerenza, con oltre 50 opere dal 1960 al 1998 presso la Casa del Conte Verde. Dal 1998 al 2000 per Collegno realizza Nel cerchio della mia vita. Tra il 2002 - 2004 lavora alla realizzazione della fontana monumentale in marmo e bronzo L’Albero della Vita destinata alla Piazza Martiri della Libertà a Rivoli.
I suoi materiali sono: bronzo, acciaio, legno, marmo, argento, oro, terracotta, plexiglass. Ha tenuto oltre 40 mostre personali in Italia e all’estero. Ha partecipato a numerose ed importanti rassegne d’Arte in Italia e all’Estero. Sue opere figurano in musei e in collezioni pubbliche e private.



opening: 15 settembre 19.30
Dal 15 settembre al 30 ottobre 2006




MAISON MUSIQUE
VIA ROSTA 23
RIVOLI
tel 0119561782