Luogo e Risonanza - Ugo Locatelli
Dal venerdì 18 febbraio 2005
al giovedì 17 marzo 2005
Comunicato stampa evento: Luogo e Risonanza - Ugo Locatelli
“Areale è un approccio interdisciplinare alla lettura del reale, un percorso esperienziale – iniziato nel 1997 – in continuo divenire, che tende ad allontanarci da modalità interpretative abituali e ad estendere il nostro perimetro mentale attraverso rotte multiple.
La “a” che precede la parola “reale” (aggettivo o sostantivo) indica mancanza o assenza, oppure avvicinamento, direzione, tendenza verso qualcosa; la “a” può avere anche valore derivativo.
Areale è la stanza del nostro vedere e del nostro ascoltare, con porte che attraversiamo ogni giorno e finestre che si aprono sempre sul mondo. Ogni immagine, suono e parola può perdere nome e forma, per costruire attorno a sé una stanza nuova ogni volta.
In questo modo diventa possibile reimparare a osservare, sottraendo la realtà a sguardi sordi e uniformi.
La tappa “Areale: Luogo e Risonanza” tende a comprendere e a interconnettere un numero sempre maggiore di percezioni e di relazioni: un sistema di osservazione e di ascolto policentrico, ramificato e fluido. In questa dimensione la comunicazione (qui nel senso di tutti gli scambi possibili) non dipende da ciò che si trasmette, ma da ciò che accade con chi riceve.
Forse il metodo proposto non è applicabile a tutti gli aspetti del reale. Forse lo stesso reale è un’operazione solo mentale, che mette in gioco la coscienza.
La questione di cosa sia reale e non reale è nata probabilmente con l’homo sapiens. Il dilemma sulla realtà non è stato ovviamente risolto.
La nostra volontà, presuntiva ed umana, ricerca una soluzione definitiva. Non esiste però nessuna definizione umana che sia de-finitiva. La de-finizione è sempre transitiva, perché legata al nostro essere in vita. Questa transitività è areale.
È l’interspazio fra noi e la nostra risonanza nell’altro, grazie alla quale ogni essere umano diventa l’esperienza altrui.
La nostra individualità è legata alla percezione che gli altri hanno di noi. Risuonare è quindi come specchiarci musicalmente nelle note degli altri.
E le note sono gradini di una scala. I gradini sono frequenze acustiche.
Le note proposte dal Woyzeck sono dolorose (“Tutto è vuoto, qua sotto”). Ultrasuoni per alcuni ed infrasuoni per altri. Sono dunque frequenze che non vogliamo sentire o che non possiamo sentire? Oltre i 20.000 Hz od al disotto dei 16 Hz non siamo in grado di sentire nulla. È anzi assai probabile che non si sia neppure in grado di capire nulla.
Nel caso invece in cui fossero toni parziali? In questo caso saremmo in grado di sentire e capire. I toni parziali sono multipli e sottomultipli della nota fondamentale, ossia della frequenza generatrice: la perdita della nostra identità, dunque Woyzeck.
Per questo motivo in ognuno di noi abita la risonanza di Woyzeck. Siamo tutti la risonanza della sua perdita, multipli o sottomultipli. Non è solo una questione matematica. È soprattutto esistenziale, quindi una questione geometrica. Una geometria metafisica, areale; unica condizione umanamente disumana.”
Mostra..Areale “Luogo e Risonanza” - fotografie di Ugo Locatelli - a cura di Monica Mantelli
VENERDI 18 FEBBRAIO 2005 ORE 19,30 a MAISON MUSIQUE
A seguire ore 21 Gran Concerto "Ritmi Moderni Arturo Piazza" in collaborazione con Coop. Lucignolo
Serata a ingresso libero
Orario: 19,30 - 24,00. Chiuso Mercoledì