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The Utopian Display - ciclo di conferenze

NABA - Nuova Accademia di Belle Arti

Sede Via Darwin 20, Milano 20143
Altre informazioni Tel +39 02 973721 | naba@naba.it | http://www.naba.it/

Data di apertura mercoledì 16 febbraio 2005
Data di chiusura mercoledì 11 maggio 2005

Comunicato della mostra : The Utopian Display - ciclo di conferenze

Il ciclo d'incontri internazionale The Utopian Display, giunto alla sua seconda edizione, avrà luogo da febbraio a maggio 2005 presso la NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.
Promosso dalla Nuova Accademia e curato da Marco Scotini e Maurizio Bortolotti, il progetto cerca di indagare i modelli espositivi contemporanei, concentrando la propria attenzione sulle possibili relazioni tra ambito artistico e sfera sociale.
L'importanza di tale discussione nasce dalla convinzione che negli ultimi decenni il dibattito artistico si sia sviluppato soprattutto attraverso la produzione di mostre su scala globale. Mostre che spesso sono anche una riflessione sull'idea di esposizione, una decostruzione dei ruoli e dei contesti espostivi, una messa in scena di modelli o piattaforme alternative alla pratica tradizionale dell'esporre le opere d'arte.
Interrogarsi oggi sui modelli espositivi attraverso i quali si costruisce e stabilisce un'idea di opera d'arte contemporanea è una delle questioni fondamentali per comprendere il dibattito artistico attualmente in corso. Affrontare la questione del significato della "mostra utopica" può avere, perciò, un valore provocatorio, ma anche rivelare le molte sfaccettature del problema e le diverse valenze che la produzione di mostre può assumere. La "mostra" è uno spazio reale o virtuale? Oppure è uno spazio al condizionale?
Il panorama artistico contemporaneo, a causa dell'emergere sempre più evidente di culture differenti sulla scena mondiale e in rapporto alla sempre maggiore complessità del lavoro artistico, si presenta con molteplici livelli di sensibilità che talvolta si intrecciano e si sovrappongono, seguendo percorsi differenziati. Pertanto, un possibile approccio alla conoscenza dell'ambito artistico contemporaneo è certamente determinato dal riconoscimento di diversi approcci curatoriali, i quali - a loro volta - provano a definire e a far convergere le sensibilità sul campo.
L'espressione, The Utopian Display, allude ad un possibile tema attorno al quale sviluppare un discorso sulla pratica artistica contemporanea e, nello stesso tempo, vuole essere una sollecitazione che lascia spazio aperto alla molteplicità delle possibili interpretazioni che gli stessi curatori invitati intendono dare di esso.
La definizione di "mostra utopica" può così essere intesa come quella in cui si esprimono, in ambito artistico, le idee politiche o le istanze immaginarie e di liberazione dell'individuo, oppure può essere interpretata come la mostra "ideale" che ogni curatore ha per modello, o qualcosa d'altro ancora.
Il titolo vuole anche offrire un nucleo di aggregazione per una riflessione attorno al dibattito curatoriale contemporaneo che non si perda in teorie separate dall'attività operativa, ma che entri direttamente nel pieno di questa attività.
Con esso s'intende fornire indicazioni utili alla comprensione dei discorsi sull'arte contemporanea, che sempre più passano per l'organizzazione delle mostre e s'intrecciano strettamente con essa.
Un primo obiettivo di questa serie di conferenze è quello di provare a tracciare una mappa dell'attività curatoriale contemporanea, indagando l'attualità dell'orizzonte artistico. Abbiamo perciò preferito un lavoro da cartografi, attraverso il quale cercare di individuare una serie di linee curatoriali tra le molte possibili. In questa serie di conferenze ne abbiamo riconosciute almeno tre. Tutte convergono o si toccano nella definizione di "mostra utopica", assumendo le seguenti connotazioni: politica, estetica e legata all'immaginario sociale.
Nella connotazione politica, l'utopia è il luogo dell'arte in cui si sperimentano un diverso modo di stabilire relazioni sociali tra le persone e il loro conseguente agire politico. In quella estetica, l'utopia prende il volto dell'ideale di opera d'arte che passa attraverso la sensibilità personale del curatore, che trova nella "percezione sensibile" il nucleo di aggregazione e di interazione con il contesto attuale. Nell'interazione con l'immaginario sociale, l'utopia è il terreno non ben precisato in cui l'opera d'arte incontra le istanze immaginarie che spingono le società contemporanee alla trasformazione divenendone una forte riserva di senso.
Dopo il successo dello scorso anno con la partecipazione di Carlos Basualdo, Hans Ulrich Obrist, Pier Luigi Tazzi e Daniel Birnbaum The Utopian Display vede quest'anno la partecipazione di Catherine David, Hou Hanru, Vasif Kortun, Jens Hoffmann, Roger M. Buergel, in una serie di incontri che si terranno da febbraio a maggio del 2005. Gli ospiti di quest'anno rappresentano altrettante figure interessanti e innovative del panorama attuale con i quali riflettere sui cambiamenti che stanno avvenendo nella scena artistica internazionale in questi ultimi anni. Trasformazioni che esercitano la loro influenza anche sulle pratiche curatoriali, che sono un ago sensibile del mutare delle concezioni dell'opera d'arte in rapporto ai mutamenti della società contemporanea.
Il ciclo di conferenze nasce anche come supporto al Dipartimento di Arti Visive della NABA
CALENDARIO CONFERENZE 2005
Catherine David 16 Febbraio
Hou Hanru 23 Marzo
Jens Hoffmann 13 Aprile
Roger M. Buergel 4 Maggio
Vasif Kortun 11 Maggio

BIOGRAFIE
-Roger M. Buergel
Roger M. Buergel è nato a Berlino Ovest nel 1962. Ha curato un programma sul cinema al Dipartimento di Storia dell'Università di Vienna. È stato ricercatore al MIT di Boston e alla UC di Berkeley. Dal 2001 è professore all'Università di Luneburg in Germania. È autore di Abstrakter Expressionismus. Konstruktionen ästhetischer Erfahrun, un'antologia sulla pittura americana del dopoguerra.
Ha curato varie mostre tra le quali ricordiamo Governmentality. Art in conflict with the international hyper-bourgeoisie and the national petty-bourgeoisie, 2000; The Subject and Power (the lyrical voice), 2001; Formen der Organisation (con Ruth Noack), 2003; Die Regierung/ The Government,
2003 (mostra itinerante: University Art Gallery Lunenburg; Macba, Barcelona; Witte de With,
Rotterdam; Secession, Vienna, fino al 2005). È stato nominato direttore della prossima Documenta di Kassel che si terrà nel 2007.

-Catherine David
Catherine David è nata a Parigi nel 1954, attualmente vive e lavora a Rotterdam. Dal 1981 al 1990 è stata curatrice al Centre Georges Pompidou, dal 1990 al 1997 è stata curatrice alla Galerie nationale de Jeu de Paume, dal 2002 dirige il Witte de With Centre for Contemporary Art di Rotterdam. Ha insegnato a L'Ecole du Louvre e all'Università di Parigi X, Nanterre. È autrice di vari testi e pubblicazioni su Wifredo Lam, Helio Oiticica, Tunga, Cildo Meireles, Bruce Nauman, Nanni Moretti, Jeff Wall, Choreh Feydjou. Ha curato numerose mostre, tra le quali ricordiamo: Reinhard Mucha, 1986; L'epoque, la morale, la passion (con Bernard Blistène e Alfred Pacquement), 1987; Marcel Broodthaers, 1991; Eva Hesse, 1993; Documenta X di Kassel, 1997; Contemporary Arab Representations (mostra itinerante), 2003.

-Vasif Kortun
Vasif Kortun è direttore del Platform Garanti Contemporary Art Center. E' stato il direttore fondatore del Project Istanbul Museum of Contemporary Art (2000-2003) e capo curatore e direttore della 3ª Biennale Internazionale di Istanbul. Tra il 1994 e il 1997 Kartun è stato direttore del Museo del Center for curatorial Studies, Bard College. Nel 2005 è co-curatore della 9ª Biennale di Istanbul con Charles Esche.
Suoi scritti e interviste negli ultimi anni sono apparse in Mars, NU, Flash Art, Art Asia Pacific. Art Journal, New Art Examiner, Contemporary, Ars Atlantic e altre riviste internazionali. Ha collaborato con interventi alla 48ª Biennale di Sao Paolo, alla 2ª Biennale di Johannesburg, Manifesta 2, 48ª Biennale di Venezia, Zeitwenden, How Latitudes Become Forms e molti altri cataloghi. E' stato uno dei curatori di Fresh Cream:10 curators 100 Artists (Phaidon Press 2000).
Kortun è stato Guest Professor a HISK/Higher Institute for Fine Arts, Anversa, all'Accademia di Belle Arti di Helsinki e a Konsftacck, Stoccolma.

-Hou Hanru
Hou Hanru è nato a Guangzhou in China nel 1963, dal 1990 vive e lavora a Parigi come curatore e critico indipendente. Professore alla Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam e membro del Global Advisory Committee of Walker Art Center di Minneapolis. Ha curato o co-curato le seguenti mostre: 2001: "Asian Party, Global Game", ARCO, Madrid; 2001/2000: "Paris Pour Escale", Musée d'art moderne de la ville de Paris; "My Home is yours, Your home is mine", Samsung Museum, Seoul; Opera City Art Gallery, Tokyo; 2000: Shanghai Biennale; "Leaving The Island", Pusan, Korea; 1999: Il padiglione francese alla Biennale di Parigi; 1999/98/97; "Cities on the Move ", Secession, Vienna; CAPC, Bordeaux, France; PS1, New York, Louisiana Museum, Denmark; The Hayward Gallery, London; Kiasma Museum, Helsinki; 1997: "Hong Kong, etc.", Johannesburg Biennale; "Parisien(ne)s", Camden Arts Centre, London; "Out of the Centre - Chinese contemporary art" (1994, Pori Art Museum, Pori, Finland). Collabora con le seguenti riviste: Time Asia, Art Monthly, Third Text, Art and Asia Pacific, Flash Art, Atlantica, Texte Zur Kunst.