ELASTIC Group alla Quadriennale di Roma:
I fondatori di Elastic Group, Alexandro Ladaga & Silvia Manteiga presenteranno a Palazzo Reale, Napoli, il loro piu’ recente progetto di video installazione: Amniotic City.
Venerdì 14 novembre il prof. Derrick de Kerckhove ha inaugurato la prima tappa della Quadriennale di Roma con la conferenza su Arte e Comunicazione al magnifico Teatro di Corte della Reggia di Napoli. Successivamente, l’attore Enrico Lo Verso ha letto il Manifesto futurista di Boccioni ai pittori meridionali del 1916.
Anteprima Napoli , organizzata dalla Quadriennale di Roma, presenta i lavori di alcuni fra i piu’ interessanti degli artisti italiani emergenti presenti nella scena internazionale.
Per questa occasione, Elastic Group (che è stato invitato di recente a delle importanti mostre a New York , Parigi , Istambul e Berlino ) ha realizzato un’installazione video site specific, intitolata Amniotic City, che rappresenta in immagini video alcune delle interesanti teorie che espongono nel libro Moving Layers: Contextual Video in Art & Architetture , che uscirà questa primavera nella collana Testo & Immagine fondata da Bruno Zevi.
“Moving Layers: Contextual Video in Art and Architecture" esplora il linguaggio stratificato dell'immagine elettronica e la sua capacità di ridefinire lo spazio architettonico donandogli nuovi significati; una ricerca artistica sulla elasticità delle video-superfici , sulla possibilità di ripensare e ridimensionare l' esperienza dello spazio attraverso l'uso dell'immagine in movimento.
Amniotic City , la installazione video che gli Elastic hanno creato appositamente per La Quadriennale è una metafora della città dell’informazione, dell’alienazione dell’uomo contemporaneo, ma anche un omaggio al pensiero umanistico dell’uomo-spazio leonardiano ed a icona futuriste come La città che sale di Boccioni.
In parole di Vincenzo Trione, curatore della Quadriennale , gli ELASTIC Group lavorano nella progettazione e realizzazione di ambienti video che instaurano uno straniante rapporto di complicità con lo spettatore; installazioni video estremamente ironiche e/o disorientanti, che riflettono sulla nostra utopia meta-tecnologica.
Amniotic City è un simulacro spaziale della moderna condizione urbana in cui delle invisibili membrane osmotiche, la rete dell'infosfera, collegano e isolano allo stesso tempo il cittadino della metropoli contemporanea. Anche questa volta, attraverso il rovesciamento dello spazio-scatola -ed sfruttando la verticalità- il classico “cubo bianco” è diventato una scatola per insetti-uomini:
Infatti, attraverso due proiezioni giganti che schiacciano lo spettatore, gli ELASTIC sono riusciti a ri-creare una atmosfera densa e autocritica sulla iper-popolazione dei centri urbani, il sovvraffollamento informa-relazionale, l’inquinamento acustico e i “bug” informatici…
Partendo da una donna-spazio clone dell’uomo leonardiano, gli ELASTIC disegnano uno spazio scheda-madre popolato da disorientati scarafaggi…
Le radici post-futuristiche di Elastic , autori di lavori in un certo senso tecno-metafisici , in quanto uniscono pensiero filosofico e un sofisticato uso della tecnologia dei nuovi media , sono anche visibili nelle loro video performances : sia Video Intimacy presentata due anni fà a La Biennale di Venezia , sia Video Solo - che hanno realizzato a Oporto invitati dall’Istituto Italiano di Cultura in Portogallo e dal Ministero della Cultura portoghese- e Video Elevator, presentato alla Stazione Leopolda di Firenze invitati da iMage Beyond Media, la piu’ interessante manifestazione italiana di Arte & Video Architettura.
Domenica 23 novembre alle ore 18, al Conference Room dell'ES Hotel (Via Turati 171) , FuturShort, evento ispirato alle tematiche del "Manifesto del cinema futurista”, presenterà un ricco programma multimediale in cui gli Elastic illustreranno per la prima volta in Italia , Video Solo.
Video Solo è la nascita della video creatura: un performer macrocefalo, che ha un monitor al posto della testa. Un video-volto sfinge ispirato da video-inputs . Un manichino-video il cui sguardo meta-fisico cattura l’anima dello spettatore.
Per l'occassione la rivista "Simultaneita'- new media art magazine" , fara' un numero speciale con un'intervista in esclusiva di Tatiana Bazzichelli a ELASTIC Group of Artistic Research, fondato nel 1999 da Alexandro Ladaga & Silvia Manteiga.
Se pensiamo all'arte digitale come ad un esempio di integrazione artistica di strumenti tecnici in grado di creare una "sinfonia poliespressiva", definizione di Balla, Marinetti… nel Manifesto del Cinema Futurista per offrire nuove ispirazioni alle ricerche degli artisti, inducendoli a utilizzare "simultaneità, analogia, equivalenze cromatiche e plastiche, parole in libertà, oggetti animati", la New Media Art degli ELASTIC corrisponde con estrema precisione alle premonizioni dei futuristi, che furono i primi a comprendere l'importanza dell'influenza della tecnologia in campo artistico. La New Media Art è anche la testimonianza dell'attualità del futurismo-idea e dell'attitudine futurista
http://www.futuristi.it/futurweb.htm www.elasticgroup.com
Amniotic City, video installazione site specific
by ELASTIC Group of Artistic Research
Alexandro Ladaga & Silvia Manteiga
www.elasticgroup.com
Roma-Barcelona-New York 2003
Palazzo Reale, Napoli, 2003
La Quadriennale di Roma
MerzCity
A cura di Vincenzo Trione
Gli ELASTIC Group lavorano nella progettazione e realizzazione di ambienti video che instaurano uno straniante rapporto di complicità con lo spettatore; installazioni video estremamente ironiche e/o disorientanti, che riflettono sulla nostra utopia meta-tecnologica.
Amniotic City è un progetto in progress, un embrione di progetto-città, che potrebbe anche esistere. Una città la cui immagine è un flusso di layers, una successione di frammenti.
Amniotic City è un simulacro spaziale della moderna condizione urbana in cui delle invisibili membrane osmotiche, la rete dell'infosfera, collegano e isolano allo stesso tempo il cittadino della metropoli contemporanea. Anche questa volta, attraverso il rovesciamento dello spazio-scatola -ed sfruttando la verticalità- il classico “cubo bianco” è diventato una scatola per insetti-uomini:
Infatti, attraverso due proiezioni giganti che schiacciano lo spettatore, gli ELASTIC sono riusciti a ri-creare una atmosfera densa e autocritica sulla iper-popolazione dei centri urbani, il sovvraffollamento informa-relazionale, l’inquinamento acustico e i “bug” informatici…
Partendo da una donna-spazio clone dell’uomo leonardiano, gli ELASTIC disegnano uno spazio scheda-madre popolato da disorientati scarafaggi…