Andrea Rossetti - Donna de Paradiso-Medea
Dal sabato 27 gennaio 2007
al sabato 27 gennaio 2007
Orari: 20.30
Comunicato stampa evento: Andrea Rossetti - Donna de Paradiso-Medea
Sabato 27 gennaio alle ore 20.30 presso la rocca rinascimentale dei Bentivoglio a Bazzano (BO), Andrea Rossetti, su invito del Comune e dell'Assessorato alla Cultura, presenta un'installazione scenografica multimediale e una performance di 'nouvelle tragédie' in occasione della giornata della memoria della Shoah.
L'evento, che si svolgerà nella cornice di una delle più belle sale del castello adibita per l'occasione anche a teatro, comprende innanzitutto una scenografia pensata anche come opera autonoma di arte visiva: il palco coperto di coltelli sopra i quali agiscono gli attori durante lo spettacolo producendo inquietanti e imprevedibili rumori metallici coi loro movimenti, e la quinta che ospita la proiezione di un'animazione ideata dallo stesso Rossetti e una serie di quindici grandi fotografie in bianco e nero che ritraggono altrettanti volti di giovani donne vittime dell'olocausto. Sotto ciascuna fotografia sarà accesa una piccola candela di compleanno: le quindici candeline verranno poi spente
una dopo l'altra nel corso della performance. Completano l'installazione
alcuni abiti femminili, come labili memorie di corpi negati.
La colonna sonora prevede, tra l'altro, musiche di Satie, Mahler e la voce stessa di Adolf Hitler.
La scenografia e l'installazione multimediale accompagneranno lo spettacolo 'Donna de Paradiso - Medea', liberamente tratto da Euripide e Jacopone da Todi, scritto, diretto e interpretato da Andrea Rossetti, con Roberta Dammern.
Di questo evento teatrale Andrea Rossetti ha detto: "Con la mia Medea contaminata per la bocca di Jacopone, due sublimi traditi e tradotti in galera o all'eccesso, non ho pensato di mettere in scena uno spettacolo, ché ne aborro a monte il concetto tanto popolano quanto impopolare, 'sulla' Shoah, ma ho voluto fare teatro, e nello specifico teatro tragico, 'della' Shoah, servendomi ancora una volta della poesia, la più servizievole, la più intimamente 'cameriera', tra le varianti dell'evento della parola, da me ulteriormente liberata nel
tradimento della traduzione orale. La Shoah, in un certo senso, è l'occasione per un nuovo mito di fondazione: solo facendone, alla maniera dei tragici greci, di Dante e di Goethe, lo scheletro mitico di un sentimento morale collettivo di sdegno e di orrore se ne conserverà davvero la memoria, altrimenti destinata, come tutti i retorici 'santini' ministeriali e di Stato, all'umiliazione dello spettacolo indecente e sostanzialmente smemorato delle commemorazioni ufficiali, fatte a uso e consumo, soprattutto quest'ultimo direi, di stucchevoli trenodie televisive e di bercianti pellegrinaggi scolastici".
Roberta Madera - KStudium Communication