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Marcolino Gandini

Dal giovedì 27 marzo 2003
al domenica 11 maggio 2003

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Comunicato stampa evento: Marcolino Gandini

Giovedì 27 marzo 2003 alle ore 18,30 si inaugurerà a Torino, presso la Sala Bolaffi, la mostra antologica dedicata a Marcolino Gandini, organizzata dalla Regione Piemonte e curata da Marco Rosci.
La mostra rende omaggio ad un artista torinese che, allievo presso Casorati, è presente a 22 anni alla Quadriennale romana del 1959 con un'opera affine alla prima in mostra, Figure, già nel grande formato tipico dell'artista, e che dal 1964, dopo il trasferimento a Roma, ad oggi è uno dei maggiori e più rigorosi rappresentanti della logica del costruttivismo astratto spaziale, anche oggettuale, che riprende e rinvigorisce nella seconda metà del xx secolo, globalizzandola, la tradizione russa sovietica e tedesca del Bauhaus dell'astrazione pura razionale e costruttiva.
L'artista, operando con una riflessiva e solitaria scansione temporale lungo i decenni, polemicamente indifferente al vorticoso alternarsi delle tendenze artistiche, ha periodicamente rimesso in discussione forme e materie del suo operare, rimanendo però sempre fedele al dettato di Giulio Carlo Argan per una sua mostra alla galleria "Il Bilico" di Roma nel 1966 assieme all'architetto Portoghesi: "Il piano diventa superficie e persino volume. La geometria, ipotesi spaziale, diventa spazio reale, costruito con travi di colore come fossero strutture di cemento. Il pittore fa forme come uno scultore; il pittore e lo scultore fanno spazi come l'architetto".
Ne risulta una mostra di grande coerenza e di altrettanto grande impatto scenico spaziale, con le opere tridimensionali poligonali in legno dipinto a strisce di vivacissimi colori primari e con tele multiple ritmicamente assemblate, compresa la ricostruzione parziale di un intervento ambientale alla Galleria Stein di Torino nel 1968, con cui si confrontano alle pareti le tele, talora tese su telai flessi curvilinei o concavi. Altrettanto scenografica è l'alternanza fra la scansione di diverse modalità di stesura pittorica timbrica e tonale dei piani e della fasce cromatiche (il colore "costruttore" di proiezioni spaziali) e la nuda acromia delle grandi strutture rivestite di formica bianca.
Le opere provengono, oltre che da collezioni private, dalla Galleria d'Arte Moderna di Torino, dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, dai musei civici d'arte moderna di Macerata e di Bolzano.
Il catalogo, a cura di Marco Rosci, contiene oltre al testo critico del curatore un intervento di Marcolino Gandini e di Tito Gandini, ed è edito dalla Giulio Bolaffi Editore.