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Marco Silombria - "FisicaMente"

Dal giovedì 25 settembre 2003
al domenica 09 novembre 2003

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Comunicato stampa evento: Marco Silombria - "FisicaMente"

Giovedì 25 settembre alle ore 18,30 si inaugurerà a Torino, presso la Sala Bolaffi, la mostra antologica dedicata a Marco Silombria, organizzata dalla Regione Piemonte e curata da Paolo Levi.

Marco Silombria nasce a Savona nel 1936. Formatosi a Genova, allievo di Emilio Scanavino, si trasferisce a Torino all'inizio degli anni sessanta dove intraprende una fortunata carriera nella pubblicità e nel 1968 è tra i fondatori dell'agenzia CGSS. Nel 1985 abbandona il lavoro pubblicitario per dedicarsi a tempo pieno alla pratica artistica, che affianca a un'originale attività progettuale.
Ha tenuto importanti mostre personali a Palazzo dei Diamanti a Ferrara nel 1990 e al Museo Civico di Spoleto nel 1991. Tra le mostre collettive ricordiamo La Sindrome di Leonardo curata da Enzo Biffi Gentili nel 1995 alla Palazzina di Caccia di Stupinigi e alla Pia Almoina di Barcellona dedicata al lavoro artistico dei più importanti designer italiani dal 1940 al 1975. La sua ricerca fotografica sul nudo maschile è stata parzialmente esposta nel 1989 nella mostra Uomini che vedono uomini all'Accademia di Belle Arti di Ravenna a cura di Peter Weiermair, attuale Direttore della Galleria d'Arte Moderna di Bologna e autore della monografia Marco Silombria Dionysos in Love di prossima uscita per le Edition Oehrli di Zurigo.
In pittura, scultura, ceramica, fotografia, Silombria rivisita temi aulici della storia dell'arte spaziando dall'antica Grecia fino a Manet, con un'attitudine ironica e demistificante. Le sue prove si caratterizzano dalla fine degli anni Ottanta per l'impiego di applicazioni polimateriche, dapprima in carta e poi di origine vegetale e minerale. In opere successive ricorrono con frequenza oggetti Kitsch in materiale plastico, usati in chiave ornamentale. Nelle più recenti, basate sull'idea di "riciclaggio" (la serie Accartocciati) il gusto spiccato per la contaminazione, concettuale ed estetica, da sempre presente nel suo lavoro, si manifesta mediante il ricorso alla manipolazione digitale.
I lavori di Marco Silombria, e in mostra saranno esposte 70 opere, ci conducono lungo un percorso di emblemi, forme, segni, monocromie, di cui in questi ultimi decenni si era persa l'abitudine al riscontro. La sua sperimentazione ha qualcosa di felicemente rabbioso, ironicamente vendicativo rispetto al profumo di una classicità rivisitabile solo più in chiave teneramente blasfema. Marco Silombria rappresenta quell'area concettuale dove i materiali sono alchemicamente rigenerati, dove tuttavia la povertà iniziale si arricchisce di forme e di pigmenti. Egli enuncia continuamente il suo museo, il suo bagaglio personale di immagini, di amori incondizionati che si rivisitano con un omaggio di gratitudine, e di repulsioni anche feroci che si sublimano in un tenero sberleffo. L'operare di Marco Silombria non va affrontato attraverso la cronologia tematica. In lui non si avverte evoluzione sperimentale, ma ribellione alla codificazione, alle finte regole. Le sue negazioni ludiche nascono da un principio etico, dalla responsabilità che prima di tutto egli si assume, di nulla tralasciare, di nulla privilegiare in nome di presunte gerarchie estetiche.

Il catalogo, a cura di Paolo Levi, arricchito da un testo di Gianni Farinetti, è edito dalla casa editrice Giulio Bolaffi Editore.