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Roberto Gollo e Francesca Sacconi

Dal lunedì 18 aprile 2005
al mercoledì 04 maggio 2005

Gli artisti correlati Francesca Sacconi, Roberto Gollo

Comunicato stampa evento: Roberto Gollo e Francesca Sacconi

Roberto Gollo e Francesca Sacconi



LUOGHI E PRESENZE
a cura di Cinzia Bollino Bossi

Ciclo: Indagine su un artista al di sopra di ogni sospetto

Inaugurazione Lunedì 18 aprile alle ore 18.00 >> La mostra resterà aperta
fino al 4 maggio 2005, nei giorni di: lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 18.00 alle ore 21.00, sabato pomeriggio dalle ore 15.00 alle ore 18.00
e su appuntamento (per accordi: telefonare al Circolo)



Le ricerche pittoriche di Roberto Gollo e di Francesca Sacconi, pur nella loro evidente diversità, presentano non pochi punti di tangenza. Primo fra tutti il processo di messa a fuoco di realtà inconsuete. Soggetto delle tele di Gollo è l’altrove dello spazio: le sue combinazioni astratte, fatte di incontri e di sfumature cromatiche, alludono infatti ad atmosfere lontane e irraggiungibili. Sono – o meglio potrebbero essere, giacché la pittura è comunque, solo e sempre, pittura – superfici di pianeti, visioni ravvicinate di mondi e realtà diverse. Il linguaggio adottato è quello dell’astrazione: l’equilibrio e l’armonia del cerchio e del quadrato, le linee, le textures sottili create con sabbie. Ma la linea non vuol mai essere definita (definitiva?): a Gollo poco importa dell’orizzontalità assoluta, della perfezione del cerchio. Non stabilisce un disegno a priori, ma riempie lo spazio della tela con la sua visione, la costruisce man mano. Il senso quindi della sua opera, anche a volersi limitare all’evidenza oggettiva, senza andare a cercare trame e significati, sta nel concepire la tela come luogo in cui le cose accadono, in cui la pittura prende forma, stimolando la contemplazione e l’evocazione.

Francesca Sacconi opera invece nel solco della figurazione. Una figurazione onirica, fiabesca, che palesa sulla tela momenti e situazioni irreali e stranianti. Anche qui, le cose accadono. Suoi soggetti prediletti sono gli animali, colti in atteggiamenti inconsueti, surreali, e collocati in contesti inediti. In questo bestiario favoloso Francesca Sacconi sovverte l’ordine logico delle cose e le relazioni causali tra i soggetti, attua uno scarto di senso nei rapporti di grandezza. Per cui ci può capitare di trovarci di fronte a un gallo in eroica e inconsapevole posa, o a una tartaruga che contende a un fiore il ruolo di soggetto; o ancora a una scimmia che guarda perplessa e distratta una trottola, sullo sfondo di una città notturna e lontana. Sono, queste, storie di animali che diventano storie di uomini.

Anche Francesca Sacconi, come Gollo, sta facendo a meno del virtuosismo mimetico a favore di una maggiore incisività: la sintesi è evidente sia sul piano del disegno e della resa plastica, sia a livello cromatico, con un progressivo stabilirsi della tavolozza entro pochi colori.

In entrambi i casi siamo di fronte alla capacità di vedere oltre e altro : Gollo ci parla dei luoghi, Sacconi delle presenze, tutti e due appellandosi al valore poetico ed evocativo della pittura.




Cinzia Bollino Bossi


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