A cura di Walter Guadagnini
La nuova Fiera di Milano raccontata nelle immagini di Giuseppe Ripa
Situato nel cuore della “city” milanese nell’Agenzia UniCredit Banca di Piazza Cordusio, Spazio Milano si è offerto ai cittadini come un’area dedicata all’incontro e al dialogo, alla riflessione su temi importanti per comprendere il territorio e il nostro presente.
Conferenze, presentazioni, percorsi espositivi e allestimenti di opere, incontri con curatori, esecuzioni musicali per accogliere i visitatori sono alcune delle proposte culturali dello Spazio, area flessibile e polifunzionale, costantemente protesa a entrare in contatto con l’esterno accogliendo gli stimoli provenienti dalla città e rielaborandoli affinché possano trasformarsi in ulteriori strumenti di comunicazione con la comunità.
Si inaugura martedì 5 marzo alle ore 11 presso Spazio Milano (piazza Cordusio) ‘Lightly’ la nuova mostra ospitata da UniCredit dal 5 marzo al 30 aprile 2008, e dedicata a uno dei luoghi più simbolici della città: la Fiera. A raccontarla per immagini è il fotografo-viaggiatore Giuseppe Ripa, che ha scelto di adottare uno sguardo che tenesse conto delle diverse anime della città, condensate negli spazi e nelle figure che danno vita a un microcosmo complesso, dove realtà e fantasia trovano un loro inatteso punto di incontro.
Da ‘Ascolto il tuo cuore, città’ di Savinio a ‘Miracolo a Milano’ della coppia De Sica-Zavattini, il capoluogo lombardo ha ispirato nel XX secolo pagine e immagini di metafisica, incantata e ironica bellezza, in contrasto con il luogo comune che la vuole città grigia, produttiva e poco incline alle lusinghe della flanerie poetica.
La sequenza degli scatti prende avvio con uno strano oggetto indefinibile (un'astronave che prende il posto delle scope che sorvolano il Duomo nel film di De Sica), per addentrarsi poi nei percorsi costruiti dalle luci e dagli allestimenti di una fiera. Percorsi che raccontano proprio il momento in cui produzione e invenzione si trovano non solo a convivere, ma traggono l'una dall'altra le rispettive linfe vitali.
Le immagini di Ripa rispondono a una medesima esigenza: leggere lo spazio come elemento primo del rapporto tra l'uomo e il mondo, come misura di un relazione in continuo divenire. In un’atmosfera di sospensione temporale, in un luogo di apparizioni quasi surreali, Ripa sembra divertirsi a porre in scacco, senza malizia, con leggerezza, la frenetica attività che, naturalmente, appartiene a questi ambienti. Non solo, ma in fondo sono le stesse figure e oggetti a recitare, in forma di apparizione misteriosa, una silenziosa, garbata, eppure decisa reinvenzione del reale.
Giuseppe Ripa (1962) si distingue per la forza poetica delle sue immagini e per una profonda valenza evocativa di temi quali la memoria, l’identità e il destino dell’uomo. Dello stesso artista: Anima Mundi (2004); Tibet (2006); Memorie di pietra (2006), di cui l’editore Charta ha pubblicato i relativi cataloghi.
Al vernissage del 5 marzo sarà presente il curatore della mostra, Professore Walter Guadagnini
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