La mostra, che si struttura come un viaggio per immagini attraverso i luoghi degli “Anni di Piombo”, inaugura nel trentennale di uno degli eventi che ha maggiormente segnato la storia italiana della seconda metà del XX Sec.
Dopo la mostra Lightly del fotografo-viaggiatore Giuseppe Ripa dedicata alla Fiera di Milano, la programmazione di Spazio Milano, Filiale UniCredit Banca di Piazza Cordusio, prosegue con un progetto di Eva Frapiccini intitolato Muri di piombo che inaugura l’ 8 maggio ed è visitabile fino alla metà di luglio.
L’intero progetto dell’artista sarà presentato in due tranche espositive: la prima con l’apertura della mostra, la seconda a metà giugno quando si terrà una conversazione con Eva Frapiccini (per la data e il programma dell’evento si rimanda al sito
www.unicreditgroup.eu ). In occasione del finissage verrà inoltre presentato un catalogo dedicato all’artista.
Una selezione dalla serie Muri di piombo è stata presentata alla Maison Européenne de la Photographie di Parigi, a FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma e alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino.
Per la prima volta il progetto — acquisito nella sua interezza da UniCredit a seguito del Premio Passaporto dell’Accademia di Torino (con il quale il Gruppo aveva già sostenuto l’artista in occasione di una residenza-studio a Londra) — verrà presentato a Spazio Milano nella sua totalità.
Le tensioni politiche e sociali degli anni Settanta in Italia hanno scritto dei capitoli tragici della storia recente, storia che è necessario ricordare e commemorare soprattutto per le giovani generazioni. Gli “Anni di Piombo” sono al centro di un percorso di ricostruzione personale della
storia condotto dalla giovane artista Eva Frapiccini (Recanati, 1978) recandosi sui luoghi dei tragici accadimenti, allo stesso mese e alla stessa ora. Le immagini della cronaca cedono il passo a uno sguardo che vuole “immergersi” nella realtà ed esserne il più possibile coinvolto: “le foto sono frutto di un lungo lavoro di ricerca bibliografica e d'archivio, sedimentazione, e infine sentimento”, come sottolineano le parole della stessa arti sta.
Partita da Torino, l’indagine di Frapiccini ha toccato diverse città, tra cui Torino, Roma, Milano e Genova, sul filo delle azioni condotte dal 1976 al 1982 da gruppi come le Brigate Rosse, Prima Linea, Compagni Combattenti e Nap. L’intero progetto si compone di cinquanta immagini, ognuna delle quali è accompagnata dal commento di un quotidiano dell'epoca che riporta ciò che vi è accaduto.
In occasione dell’anniversario dal ritrovamento del corpo di Aldo Moro (9 maggio 1978) dopo una prigionia di cinquantacinque giorni, questa mostra rappresenta un ulteriore invito a riflettere sulla storia e sul suo valore in quanto parte della memoria collettiva, memoria da condividere, da mantenere viva e alimentare per superare i “muri di piombo” del nostro tempo.
Eva Frapiccini nasce a Recanati nel 1978, vive e lavora tra Torino e Milano.
Dopo gli studi al DAMS e all'Accademia di Belle Arti di Bologna, Frapiccini vince una borsa di studio per frequentare il corso triennale di Fotografia dell'Istituto Europeo di Design di Torino. Gli esordi artistici avvengono nel 2002 con la partecipazione alla mostra collettiva Promeneurs a Barcellona, ma è dal 2004 che il suo lavoro ha uno sviluppo decisivo con l'intensificarsi di diverse occasioni espositive come la personale Two Thousand stations... and more, itinerante tra Torino e Roma, e la proiezione alla Mediateca di Stato di Roma del documentario sul G8 da lei ideato e curato due anni prima, dal titolo Onde lunghe. Nel 2005 vince il Premio Canon per la Giovane Fotografia con il lavoro Alice racconta lo specchio esposto alla Galleria Grazia Neri di Milano. In questo periodo nasce il progetto Muri di piombo sui luoghi delle morti avvenute negli anni Settanta legate al terrorismo nelle città di Torino, Genova, Roma e Milano; con questo progetto viene invitata alla rassegna "Nuovi Arrivi" di Torino, dove UniCredit le assegna il Premio Passaporto UniCredit & l'Arte per un artist residence a Londra.
Nel 2006 una selezione da Muri di piombo viene presentata al FotoGrafia – Festival Internazionale di Fotografia di Roma; il progetto vince il Premio Pesaresi, viene esposto in parte alla Fondazione Sandrett o Re Rebaudengo nella mostra Da Guarene all'Etna, a PHotoEspana 2006 nella sezione "Descubrimientos" e infine viene selezionato per rappresentare l'Italia nel Mese Europeo della Fotografia, manifestazione legata alla Maison Européenne de la Photographie che coinvolge le città di Parigi, Vienna, Berlino, Lussemburgo, Mosca, Roma e Bratislava. Dopo il terrorismo la Frapiccini si misura col difficile tema dello stupro di guerra, vivendo assieme alle testimoni del Tribunale Penale Internazionale per l'Ex-Jugoslavia. Il progetto fotografico, intitolato Nema Problema, continua a più riprese a Sarajevo, dove è
presentato in occasione del Sarajevo Winter Festival 2007.
Sue foto sono state pubblicate da La Stampa, Le Monde, La Repubblica e Il Giornale.
Spazio Milano
Situato nel cuore della “city” milanese nella Filiale UniCredit Banca di Piazza Cordusio, Spazio Milano si è offerto ai cittadini come un’area dedicata all’incontro e al dialogo, all’arricchimento della conoscenza e alla sua condivisione, all’approfondimento e alla riflessione su temi importanti per comprendere il territorio e il nostro presente.
Conferenze, presentazioni, percorsi espositivi e allestimenti di opere, incontri con curatori, esecuzioni musicali per accogliere i visitatori sono alcune delle proposte culturali di Spazio Milano, area flessibile e polifunzionale, costantemente protesa a entrare in contatto con l’esterno accogliendo gli stimoli provenienti dalla città e rielaborandoli affinché possano trasformarsi in ulteriori strumenti di comunicazione con la comunità.
8 maggio - metà luglio 2008
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