Fabio De Benedettis - Il concetto e la fotografia
UGC Ciné Cité Romagna
Sede Parco Commerciale Romagna - Piazza F.lli Lumiè, Savignano sul Rubicone 47039
Altre informazioni Tel +39 0541 341614 | http://www.ugc.cinecite.it/
Data di apertura venerdì 09 marzo 2007
Data di chiusura giovedì 05 aprile 2007
Comunicato della mostra : Fabio De Benedettis - Il concetto e la fotografia
A cura di Serge Gualini
L’artista dell’essenziale
di Domenico Giglio
Le opere di Fabio De Benedettis raccontano con le immagini e gli oggetti quel conflitto di classe che abbraccia il mondo oggi. La pulizia degli oggetti e le superfici bianche, neutre che fanno da base ai suoi lavori, ci raccontano l’abbrutimento delle periferie, della poverta’ sociale che fa’ da contenitore alle tensioni sociali che attraversano le metropoli.
Nei suoi lavori non c’e’ traccia del colore, ma solo l’oggetto.Il colore per sua natura tende ad “abbellire”e lui non lo fa, non vuole farlo.Non vuole “distrarre”.Una poetica dell’immagine, che racconta l’essenziale,lo fotografa e lo consegna a noi spettatori di ogni luogo e cosa.
Il lavoro di De Benedettis e’ la continua ricerca con i mezzi a lui congeniali della materia, degli oggetti, della fotografia.La fotografia per lui e’ l’amore dell’istante, del non detto, del correre affannoso per cogliere l’attimo,del clou dell’essenziale. Per queste ragioni parlo di lui, del suo lavoro e seguo con particolare attenzione le tappe della sua ricerca creativa, certo che avro’ e avremo altre sorprese da questo artista dell’essenziale.
Liberazione
di Valentina Gramiccia
Esiste una contraddizione più insanabile di quella racchiusa nei binomi arte-tirannide, arte-guerra, arte-sfruttamento? Ce l’hanno raccontato le Avanguardie storiche che l’arte è prima di tutto libertà. Una libertà il cui significato originario, che la vorrebbe coniugata al verbo della giustizia, da tempo è stato fatto a pezzi, cancellato e sostituito con un’altra cosa: l’idea che essere liberi significhi solo poter consumare.
Un elmetto, una pistola, un berretto, un paio di anfibi, una mimetica, un paio di manette e un proiettile, infine, bruciano lentamente consumandosi inghiottiti da lingue di fuoco. Un elemento primordiale, come il fuoco, fa giustizia di questi oggetti-simbolo di violenza e di coercizione.
Fabio De Benedettis impressiona su pellicola fotografica la rappresentazione di quello che lui ritiene il culmine di un processo di liber-azione. Sette scatti sgranati impressi su superficie pigmentata in bianco e nero.
Alberto Burri non amava Duchamp. Lo accusava di aver rotto il giocattolo dell’arte il cui funzionamento si basa sull’equilibrio di tre elementi almeno: idea, forma e materia. La separazione di questi tre elementi e/o l’esasperazione del ruolo di uno sugli altri, avrebbe condotto a pericolosi cedimenti.
Di certo la lezione di Burri non può aver lasciato indifferente il giovane fotografo romano che prende ispirazione, tuttavia, anche da una pratica concettuale debitrice di Duchamp.
L’obiettivo del fotografo registra il fenomeno e lo interpreta: fare terra bruciata dei simboli fallaci (fallici) che il senso comune vorrebbe come sentinelle della nostra sicurezza. Non c’è sicurezza fin quando c’è violenza e guerra. Sicurezza significa considerare gli uomini “un esercito di eguali”, a prescindere dal colore della pelle, dal credo religioso e dalla possibilità di partecipare al rito collettivo del consumo.
E allora il pensiero schizza ai fatti di Genova, alla guerra in Iraq, alle bombe a Nassirya, alle armi nei ghetti, all’orrore di New Orleans. Vola ai barconi dei disperati che vanno a fondo a poche centinaia di metri dalla terra e a quelli che, salvati dal naufragio, vengono rifocillati prima di essere ingabbiati. Agli scarponi dei militari di tutte le guerre che calpestano con suole seghettate una terra che non è la loro, lasciando impronte che vorremmo cancellate, bruciate. Vicino e lontano. Ieri, oggi e domani.
Biografia
Fabio De Benedettis nasce a Roma nel 1969.
Nel 1998 si trasferisce a Londra dove lavora fino al 2002, prima come assistente
fotografo poi come freelance occupandosi di ritrattistica e fotografia concettuale.
Nel 2000 si diploma in Fotografia al “ Stanmore College of Art” di Londra.
Parallelamente alla sua attivita’ di fotografo si è sviluppata anche la sua ricerca artistica personale.
Attualmente lavora come fotoreporter, realizzando reportage sociali nei paesi del terzo mondo tra cui Bosnia, Sahara occidentale, Algeria, Nigeria e India.
Esposizioni
Personali
2000 “Landscapes”, Josephine Café Gallery, Londra, UK.
2005 “Liber azione”, Galleria Horti Lamiani Bettivò, Roma, Italia.
2007 “Fabio De Benedettis: il concetto nella fotografia”, UGC cine cite’,
Savignano sul Rubicone, Cesena, Italia.
Collettive
2001 “Visual Obsessions”, Babushka Gallery, Londra, UK.
2002 “Hope Festival”, Park Farm, Bodiam, UK.
2005 “Impronte digitali”, Buones Aires, Argentina.
2005 “s/ago/me 547”, via Milano, Roma, Italia.
2005 “29° Concorso nazionale”, Villa Mazzacorati, Bologna, Italia.
2006 “Scattalibro”, Multicenter Mondatori, Milano, Italia.
2006 “Bigscreen Italia", Yunnan Art Institute, Kunming, Cina.
2006 “Premio La Grua”, Citta’ di Castelbuono, Palermo, Italia.
2006 “Corrente 2006”, Buonconvento, Siena, Italia.
2006 “L’11 settembre per una economia sostenibile: pensare globale, agire
locale”, galleria Il cielo, Roma, Italia.
2007 “Visualcontest 2007”,Taormina, Italia.
9 marzo - 5 aprile 2007