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Evanescenze

Dal Thursday 12 September 2013
al Tuesday 12 November 2013

Gli artisti correlati Barbara Fragogna

Comunicato stampa evento: Evanescenze

EVANESCENZE - OLTRE LO SGUARDO MASCHILE

Dieci artiste mettono a confronto i propri mondi, le ossessioni e le loro sedimentazioni culturali.
Pochi sono i sogni di antagonismo edipico tipicamente maschili. In questi lavori prevale il piacere sensibile e faticoso di un lavoro amanuense, di richiami culturali lagunari e vetrate piombate, di identificazioni e rispecchiamenti deformati nella tecnica fotografica, e di litografie realizzate delicatamente come fossero pastelli.
Roberto Calasso nel suo La Folie Baudelaire scrive che il pittore francese Delacroix , per il suo dipinto la morte di Sardanapalo, aveva fatto una quantità di studi di donne negli atteggiamenti più voluttuosi . Esattamente trent’anni dopo , Degas avrebbe disegnato alcuni magnifici schizzi di donne tormentate dalle frecce nella sua Scena di guerra nel Medio Evo. “Era come se, per due volte, l’immagine più intensa e più perfetta del corpo femminile potesse apparire solo un attimo prima del suo massacro”.
Similmente in : Aprire Venere il filosofo francese Georges Didi-Huberman traccia la storia dell’immagine del femminile ad appannaggio di uno sguardo eterosessuale come una storia fatta di aperture, crudeltà e nudità. Il paradigma è La venere dei Medici , statua realistica in cera, creata da Clemente Susini nel ‘700 per i gabinetti di anatomia , copia anatomica smontabile di un cadavere sezionato. Sollevando il ventre nudo essa rivela la propria “apertura a ogni possibile , dove il “tocco di Eros” conosce il proprio destino mortifero, come se non ci fosse immagine del corpo senza immaginazione della sua apertura, del suo dilaniamento.
Con EVA-nescenze, la VainArt Gallery vuole proporre un altro sguardo, per un’altra STORIA dell’Arte.
Sensibilità distinte e vari percorsi culturali accedono e dialogano in uno spazio personale, lì dove “La Storia dell’Arte” fino al modernismo ha riconosciuto davvero poche donne, il mondo femminile è riuscito con difficoltà ad avere qualche voce. Rileggendo le riflessioni che negli anni ’70 scaturirono da Scritti di Rivolta Femminile , pertinenti anche grazie a una grande storica dell’arte militante come Carla Lonzi, ci si accorgerà che il problema era proprio al centro delle arti visive. Quale donna nel ‘900 ha goduto di quell’alone misticheggiante che ammantava Marinetti, Rothko o Joseph Beuys?
Quello che succedeva nella grande scrittura autocoscenziale di Virginia Woolf, o di Marguerite Yourcenar parve essere sottaciuto nelle arti visive. In prima linea si schierarono artiste principalmente a favore di una riappropriazione del proprio corpo. Gina Pane, Solanas, Valie Export, Abramovich, preferirono la performance lasciando in secondo piano le tecniche tradizionali. Le dieci artiste qui presenti esponenti di una generazione diversa, senz’altro meno ideologica e forse più libera, riprendono senza timori quello che ad altre non fu permesso.
Fabio Pinelli

dal 12/09/2013 fino al 12/11/2013

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