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25° Torino Film Festival

Dal venerdì 23 novembre 2007
al sabato 01 dicembre 2007

Comunicato stampa evento: 25° Torino Film Festival

TFF 25

CONCORSO INTERNAZIONALE LUNGOMETRAGGI

Nel corso degli anni ha visto premiati ai loro inizi autori come Hou Hsiao-hsien, Chen Kaige, Amos Gitai, Tsai Ming-liang, David Gordon Green e Lisandro Alonso. È la sezione principale del Festival, dedicata alla ricerca e alla scoperta dei nuovi autori del cinema contemporaneo, rivolta in particolare alla valorizzazione e al confronto del cinema indipendente di ogni latitudine e paese, senza preclusioni di generi e linguaggi (aperta, perciò, anche ai documentari, che negli ultimi anni hanno spesso rappresentato i punti di forza di festival internazionali come quello di Cannes). Nel 2006 sono stati premiati Honor de Cavalleria / Honour of the Knights di Albert Serra (miglior film), The Guatemalan Handshake di Todd Rohal (migliore regia).

ITALIANA.DOC

Dedicata al documentario italiano in pellicola o in video, questa sezione ha accompagnato il processo di rinnovamento e rinascita di un “genere” che nel nostro paese è per tradizione trascurato sia dalla distribuzione in sala che dalla programmazione televisiva. Ciononostante viene sempre più spesso affrontato anche da autori già noti nel cinema di finzione, da Davide Ferrario a Carlo Mazzacurati a Guido Chiesa. Ermanno Olmi ha dichiarato che, dopo Centochiodi, si dedicherà soltanto al documentario. In questi anni, il Festival ha contribuito a far conoscere una nuova ondata di cineasti attenti al mondo che li circonda, a stimolare il dibattito e la ricognizione storica sul documentario italiano (rifioriti di recente sulle riviste e tra il pubblico più attento), ad avvicinare la produzione italiana agli standard già raggiunti da altre cinematografie. I vincitori del 2006 sono stati Eliorama di Maicol Casale e Alberto Momo (miglior documentario), perryfarrell di Giovanna Sonnino e Un’altra storia di Marco Battaglia, Gianluca Donati, Laura Schimmenti e Andrea Zulini (premi speciali della giuria).

ITALIANA.CORTI

Non “figlio di un dio minore” (come insegnano gloriose esperienze storiche e scuole di altri paesi quali il Canada, la Gran Bretagna, la Francia, i paesi dell’Europa dell’Est), il cortometraggio ha una lingua, tempi e ritmi assolutamente autonomi; per questo il Festival ha deciso di riservargli uno spazio competitivo specifico, all’interno del quale verranno selezionati i migliori esemplari della produzione italiana recente e inedita. Con la speranza di contribuire alla diffusione di una forma espressiva purtroppo trascurata. Nel 2006 il premio è stato assegnato a Suicidio di un paraplegico [2 di 10] di Francesco Guttuso.

SPAZIO TORINO

Dedicata ai migliori cortometraggi realizzati da filmmakers e videomakers nati o residenti in Piemonte, questa sezione offre una ricognizione a tutto campo sulla produzione indipendente di un’area geografica che, fin dalle origini, si è sempre caratterizzata per la sua intensa attività cinematografica. Nel 2006 il premio per il miglior film è stato assegnato a Fuori fuoco di Ernaldo Data e Daniele Salaris.

FUORI CONCORSO E OMAGGI

In equilibrio tra ricerca e spettacolo, tra autorialità e tendenza, tra finzione e documentario, questa parte del programma si propone come sintesi degli spunti cinematografici più significativi dell’anno. A Torino si avvicenderanno film di genere ed esemplari unici di una produzione d’autore, mode e anticipazioni, provocazioni e omaggi. Senza preclusioni né verso il cinema “mainstream” né verso la ricerca più rigorosa, e con un’attenzione costante e particolare per il lavoro più recente dei registi che sono stati importanti nella storia del Festival. Consapevole dell’interazione sempre crescente tra l’immaginario di paesi diversi, tra il cinema e le altre forme della comunicazione, tra passato, presente e futuro, questo spazio può prevedere omaggi a cineasti del passato o contemporanei (com’è accaduto negli ultimi anni con João César Monteiro, Stan Brakhage, Kinji Fukasaku, Richard Fleischer, Johnny To, Gianikian e Ricci Lucchi), ricognizioni su tendenze emergenti o sconosciute, sguardi retrospettivi su opere, autori o generi significativi, dimenticati e comunque influenti sul cinema di oggi. Come dimostra Marie-Antoinette di Sofia Coppola (Fuori concorso a Torino 2006), il cinema del futuro vive anche di ricordi del passato, lo spettacolo può coniugarsi con l’invenzione.

LA ZONA

Questa nuova sezione si propone di esplorare le punte più avanzate e sperimentali della produzione contemporanea, con particolare attenzione alle opere e ai prodotti che, per durata, tecnologia e linguaggio, non trovano generalmente spazio nella normale diffusione cinematografica in sala o nella programmazione televisiva di “prime-time”. Il “fuori formato” è la caratteristica distintiva della sezione: extracorto ed extralungo, ma anche l’utilizzo di supporti “misti” e il rimescolamento delle forme e dei linguaggi, in un arco che spazia dalle ricerche della videoarte e della videomusica alle bizzarrie prodotte e diffuse attraverso la “Rete”, dalle esperienze televisive più innovative al cinema più sperimentale. Spesso è proprio da queste “zone di confine” che cominciano a manifestarsi le profonde trasformazioni che successivamente coinvolgono il cinema più tradizionale e narrativo. Nella sezione troveranno posto, insieme a cortometraggi, mediometraggi e “lunghissimi”, a documentari e opere non di finzione, movimenti e artisti della sperimentazione il cui lavoro non è ancora stato sufficientemente valorizzato e analizzato nel panorama della ricerca italiana, ma che sono per tradizione cari al Festival (che in passato si è contraddistinto per la sua attenzione alle opere di autori quali Stephen Dwoskin e Jean-Claude Rousseau, Piero Bargellini e Joaquín Jordá). La Zona è l’area in cui l’eccentricità preannuncia il futuro.

LO STATO DELLE COSE

Ogni anno, uno sguardo a un “momento” particolarmente vitale e ancora inesplorato del cinema contemporaneo. Può trattarsi di volta in volta di una cinematografia nazionale (o di un gruppo di nazioni culturalmente affini) emergente, di un genere che risorge con improvvisa vitalità, di un autore o una “scuola” ancora sconosciuti nel nostro paese, di un vero e proprio movimento teorico cinematografico, di una tendenza linguistica e produttiva che induce alla progressiva commistione dei linguaggi audiovisivi. Questa sezione si propone di individuare e analizzare ogni anno uno o più punti cruciali del cinema indipendente internazionale.

RETROSPETTIVE

Il Torino Film Festival è noto a livello internazionale per le sue retrospettive, da quelle classiche dedicate alle Nouvelles Vagues fiorite tra i Cinquanta e i Sessanta in tutti i paesi del mondo, alle monografie sul cinema portoghese, messicano ed egiziano, alle personali di cineasti contemporanei esemplari di stili e poetiche diverse. Tutte le retrospettive hanno presentato l’opera integrale dei cineasti, in copie di grande qualità, spesso restaurate con la collaborazione delle più importanti cineteche mondiali, l’hanno analizzata attraverso accurate monografie, hanno offerto testimonianze di prima mano (degli stessi autori o dei loro collaboratori). Per l'edizione 2007 sono previste le retrospettive complete di due autori fondamentali nel panorama del cinema indipendente: John Cassavetes e Wim Wenders.

23 novembre - 1 dicembre 2007

Torino Film Festival
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