Video Invitational #3 (video in tutti i sensi)
6 aprile Giona Bernardi
13 aprile Adrià Julià
20 aprile Hubert Dobler
27 aprile Michael Kutschbach
4 maggio Zimmerfrei
11 maggio Valerio Rocco Orlando
I video sono presentati ogni giovedì dalle 18 alle 20 e rimangono in visione fino alla successiva inaugurazione
Con il patrocinio e il contributo del Comune di Milano Sport e Giovani
Video Invitational presenta una serie di eventi sul tema del video: opere che mettono in risalto le diverse sfumature dell'attuale ricerca, i labili confini e le contaminazioni con altre modalità espressive.
Dopo le mostre personali di Hans Op de Beeck, Bjørn Melhus, Tobias Collier, Runa Islam e le presentazioni degli artisti italiani Rossella Biscotti, Rä di Martino, Andrea Dojmi, Lara Favaretto, Emre Hüner e Gaston Ramirez, il terzo momento del programma, che si svolge dal 6 aprile al 20 maggio, vuole offrire visibilità ad altre possibili ed eventuali declinazioni della ricerca video contemporanea attraverso presentazioni estemporanee di video di autori italiani e stranieri – prevalentemente presentati da un giovane critico italiano. Dopo aver ampiamente documentato le direzioni principali e quindi le interferenze del video con il registro filmico e installativo; dopo aver preso in esame il panorama italiano più significativo; si intende ora ampliare lo spettro e mostrare i momenti in cui la ricerca video si confronta con il mondo patinato della pubblicità attingendo ai codici della moda; quando assume valore documentativo o diviene trasposizione di una performance, senza trascurare le infinite possibilità di animazione digitale. Una suppletiva serie d’appuntamenti tra cui scegliere e altrettante mostre personali della durata di una settimana.
La prima è la videoinstallazione di Giona Bernardi, presentato da Alessandra Poggianti.
Key è il nuovo lavoro video di Giona Bernardi, realizzato con la collaborazione di Ivan Berdondini. Un loop di pochi minuti in cui una chiave ruota initerrottamente. E’ quella che viene scaraventata dal personaggio disegnato da Andrea Pazienza in una delle ultime scene di “Pompeo”. Nel video la stessa chiave è messa sotto la lente di ingrandimento e compie un movimento rotatorio silenzioso, che nega ogni forma di narratività. Un contocircuito temporale e spaziale che sospende l’azione e crea altri codici della rappresentazione. Una quarta dimensione che suggerisce gli spazi infiniti delle galassie e più precisamente, come afferma l’artista, di Andromeda, l’oggetto celeste più lontano visibile ad occhio nudo.
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