Katharina Grosse - If Music No Good I No Dance
Viafarini
Sede Via Carlo Farini 35, Milano 20159
Altre informazioni Tel +39 02 66804473 | viafarini@viafarini.org
| http://www.viafarini.org/
Data di apertura giovedì 18 novembre 2004
Data di chiusura sabato 15 gennaio 2005
Comunicato della mostra : Katharina Grosse - If Music No Good I No Dance
A cura di Milovan Farronato
Con la collaborazione del Goethe-Institut Mailand
Con il supporto di
Edra
Clerprem
Ceccato Aria Compressa
Con il contributo del Comune di Milano Cultura e Musei Settore Cultura Musei e Mostre
Inaugurazione: giovedì 18 novembre, ore 18
Periodo mostra: dal 18 novembre 2004 al 15 gennaio 2005
Orario: dal martedì al sabato dalle 15 alle 19
Il 18 novembre lo spazio Viafarini inaugurerà la prima personale dell¹artista tedesca Katharina Grosse in Italia, a cura di Milovan Farronato e con la collaborazione del Goethe-Institut Mailand e di Edra.
L¹artista, nata nel 1961, vive e lavora tra Düsseldorf e Berlino. E' una delle pittrici dell'ultima generazione che ha ottenuto più riconoscimenti a livello internazionale.
Katharina Grosse si appropria dello spazio espositivo sottolineandone e contemporaneamente trascendendone la struttura architettonica attraverso la forza dei colori e l¹energia della tecnica impiegata. Catturata dall¹irrefrenabile desiderio ‹ o istinto ‹ di modificare e alterare un ambiente, Grosse gli dona una nuova configurazione estetica e un¹inedita valenza cognitiva.
Le sue visioni spaziali non sono intese come folgorazioni ‹ come qualcosa di avulso da cui essere rapiti ‹ ma come conseguenze logiche di un vissuto che si manifesta e di cui non si riescono a cogliere tutti i passaggi. È come se l¹artista inseguisse costantemente il suo lavoro e gli fosse sempre alle spalle. Grosse dialoga e rincorre la materia pittorica per esprimere la sua visione; per estendere la sua esistenza (per questo il suo lavoro ha valenza performativa); per tradurre spontaneamente (per questo utilizza la pittura a spray) le sue elaborazioni mentali; per andare oltre l¹esperienza della realtà e per trascenderla.
Ogni intervento è assolutamente site-specific, ma è anche continuazione del precedente e punto d¹avvio del successivo. La sua produzione può essere intesa come una saga all¹interno della quale ogni tappa è progetto e risultato. Si tratta di un movimento senza fine in cui l¹assenza di forma e la dissoluzione dei contorni non sono una meta ma un incidente.
È difficile prevedere come l'artista si comporterà nello spazio: se lo invaderà integralmente o se il suo intervento si concentrerà su alcuni angoli strutturali; se il lavoro esprimerà concentramento o dispersione, focus o caos, e in che modo queste energie verranno elaborate.
È verosimile sostenere che in Viafarini l'installazione pittorica di Grosse potrà essere vista anche dall'esterno dello spazio, grazie alle sue ampie finestre, e che saranno quindi possibili due prospettive visive: l¹una parziale ma suggestiva, l¹altra integrale e maggiormente coinvolgente.
Ciò che è certo è che Grosse, grazie alla collaborazione di Edra, aggiungerà un ulteriore elemento al suo lavoro: la quotidianità della vita. L'installazione pittorica infatti si articolerà inoltre al di sopra di una dimensione intima e quotidiana, vero fulcro del lavoro: un letto disfatto, degli indumenti di vestiario comune e una pila di libri accatastati diverranno un'ulteriore superficie pittorica e nuova realtà su cui applicare l'energia dei colori.