Gli anni della svolta nella pittura slovena 1975-1980
Tomo Podgornik e Emerik Bernard
A cura di Andrej Medved
La Galleria A+A, il Centro Espositivo Pubblico Sloveno di Venezia, è lieta di presentare la mostra “Il modernismo sloveno - Gli anni della svolta nella pittura slovena 1975-1980”, frutto di uno studio approfondito sulla medesima tematica e che vede esposti gli artisti Tomo Podgornik e EmeriK Bernard. L’inaugurazione si terrà la sera del 1 marzo 2006, alle ore 18, presso gli spazi della Galleria. La mostra sarà visitabile dal 1 marzo al 7 aprile 2006.
Per la prima volta a Venezia il modernismo sloveno di Tomo Podgornik ed Emerik Bernard, messi in risalto dai vivaci studi di Andrej Medved.
La mostra è il risultato delle lunghe ed approfondite ricerche dello studioso nonché critico d’arte Andrej Medved sulla nascita del modernismo nell’arte figurativa slovena. Medved individua nei due artisti Tomo Podgornik ed Emerik Bernard i protagonisti della frattura con la vecchia prassi artistica, considerandoli i più maturi interpreti del modernismo sloveno. Per lo studioso i due artisti, alla fine degli anni ’70 e agli inizi degli anni ’80, per primi si rapportano in maniera originale alle problematiche del “dipingere” moderno: prendono atto della crisi dell’arte figurativa contemporanea e ragionano sul concetto di mimesi, ovvero l’imitazione della natura esterna con i mezzi pittorici. La ricerca di un illusionismo pittorico è ormai passata, al suo posto l’attenzione è posta sul supporto della pittura. E’ il quadro stesso, con i suoi elementi (colori, luce, forma), a divenire rilevante. Il principio del lavoro dei due artisti fa leva sul rapporto tra pittore e natura esterna, sull’impossibilità per il primo di riprodurre con mezzi artificiali la realtà, ma anche sulla difficoltosa sfida di ricreare una natura illusoria con l’utilizzo degli strumenti pittorici, di per sé stessi artificiosi.
Tomo Podgornik, da un lato, si focalizza sul supporto analizzandone formato e stesura del colore, tra strato e valori cromatici, dall’altro esprime il suo gesto e l’intima riflessione pittorica, propri della tradizione figurativa astratta. La resa indefinita della figura che inserisce nello spazio costringe l’osservatore a variare continuamente il suo punto focale, per catturare la tridimensionalità della tavola che non ha mai un centro della messa a fuoco.
Analoga ricerca di un “nuovo spazio” si trova nelle opere di Emerik Bernard attraverso le quali l’artista rifiuta la storia reale, quindi la narrazione e il racconto, modellando l’impasto cromatico in maniera personale. Anch’egli nega all’osservatore la sicurezza della messa a fuoco e condensa le figure smaterializzandone i contorni. Il suo è un dipingere astratto con reminescenze del reale.
La mostra è accompagnata da un catalogo con testi di Andrei Medved, Jaša De Negri.
Inaugurazione: mercoledì 1 marzo 2006 alle ore 18.00
In mostra dal 1 marzo al 7 aprile 2006
Presso: Galleria A+A,
San Marco 3073 (Calle Malipiero)
Venezia
Tel.fax 041 2770466
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