Antonella Galano / Dettaglio evento





Nel segno della croce - Roberto Sanchez

Dal sabato 04 novembre 2006
al mercoledì 29 novembre 2006

Orari:
Lunedì/sabato 9.00/19.00
Gli artisti correlati Roberto Sanchez
Curatori Antonella Galano

Comunicato stampa evento: Nel segno della croce - Roberto Sanchez

Roberto Sanchez, sollecitato dalle sterili polemiche sul crocifisso nelle scuole e nelle aule di tribunale, riflette sul reale significato della croce, che esula dai riferimenti cristologici per assumere ulteriori valenze, connesse al tema della vita e della morte.
La croce è uno dei primi segni adottati dall’uomo per rappresentare la divinità: per i babilonesi era il simbolo di Tammuz, dio della fertilità; nella mitologia norrena era il simbolo di Odino, dio della guerra e della poesia; nell’iconografia cristiana rimanda al sacrificio di Cristo per la redenzione dell’uomo. Il significato della croce è insito nella sua forma: l’asse verticale è saldamente piantato nel terreno ma tende verso l’alto, a suggerire una tensione trascendente, ovvero il viaggio dell’anima dalla terra al cielo. L’asse orizzontale allude alla fratellanza universale degli uomini, uguali al cospetto di dio, ma anche al comune orizzonte sul quale abitiamo. Infine la croce rappresenta, nell’intersezione di due assi perpendicolari, l’unione dei contrari: sopra-sotto e destra-sinistra, le due coordinate spazio-temporali in cui si svolge l’esistenza umana.
Roberto Sanchez indaga il tema della croce attraverso una rete di relazioni e rimandi segreti: la trama pittorica ha origine dalla base geometrica scatolare, ma contiene una forza centrifuga che rompe la quadrinomia e veicola inedite aperture. Lo stesso può dirsi della tavola, a forma di croce, che supera gli angusti limiti della quadrinomia nell’intersezione degli assi. Questo nodo centrale dischiude la quintessenza, lo spirito primordiale da cui discendono i quattro elementi.
Marco di Mauro


Il segno della croce


Confesso di aver esitato a lungo prima di affrontare un tema così impegnativo: ho in mente quel detto della Chiesa orientale per cui non ci sono pittori di icone che diventano santi ma santi che dipingono icone, e non è il mio caso. Tuttavia, pur vivendo la realtà dell’arte contemporanea tesa più alla dissacrazione che alla penetrazione del Mistero con i mezzi dell’arte, con questa mostra vorrei contribuire a richiamare l’attenzione, anche degli artisti, sulla tematica del sacro. La Croce, simbolo ricchissimo, dischiude un universo di riflessioni ed interrogativi alla contemporaneità coinvolgendo anche la cronaca recente.
Elemento di contraddizione, pietra d’inciampo: a Parigi il Simbolo Cristiano in una piazza è stato giudicato scandalo, ma non si batte ciglio su ciò che si vede, nei pressi, a Pigalle . La Croce ricorda, col braccio orizzontale, che siamo uguali e fratelli se ci colleghiamo con la verticale a quella fonte dell’Amore di cui si vuol fare a meno, oggi, in un delirio di autolesionismo orgoglioso. Naturalmente le interpretazioni della Croce che propongo, non da teologo ma da semplice contemplatore, vogliono solo essere un richiamo a considerare il sacro come urgenza ispiratrice, forma di testimonianza in un tempo che abbonda di segni concreti. Chi ha occhi per vedere…
Il nucleo della mostra si articola in quattro croci, due di figurazione essenziale e due costruite con elementi componibili dipinti a piani geometrici. La prima, semplice con grigi smorzati, evidenzia la figura di Cristo con segmenti costruttivi elementari sottolineando la iconografia classica ma estremamente stilizzata. Il secondo lavoro, pur sull’impianto semplice, sottolinea con piani pittorici geometrizzanti e colori più luminosi un momento che prefigura la Resurrezione ; la marcatura sulle orizzontali e sulla verticale con i triangoli dorati richiama le direzioni dell’Amore. Invece la terza croce sottolinea ancor di più i triangoli di luce su un corpo di elementi ascensionali suggerendo la croce tramite queste linee di forza:quindi una croce virtuale. Infine il grande tau che, seppur preesistente al cristianesimo, ne è stato inglobato per merito soprattutto di San Francesco. Anche qui la dimensione orizzontale rappresenta l’immanente e la verticale il trascendente: la sintesi è questo simbolo dell’umano che armonizza gli opposti, corpo e anima nella dimensione della conversione. A questo cuore della mostra si affiancano altri lavori che si rifanno al tema, spaziando anche dalla fotografia, dove i simboli si moltiplicano, al digitale.

Roberto Sanchez


Inaugurazione sabato 4 novembre 2006
4 - 29 novembre 2006
Presentazione di Marco di Mauro

Ipogeo ex Real Casa dell’Annunziata
via Annunziata,32
Napoli
Tel 081/289032