Antonella Pisilli / Dettaglio evento





Paralleli - Mario Carbone

Dal martedì 30 maggio 2006
al sabato 24 giugno 2006

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Comunicato stampa evento: Paralleli - Mario Carbone

India – Italia degli anni sessanta

a cura di
Mary Angela Schroth e Antonella Pisilli


Dal testo in catalogo di Giuseppe Salerno:

In un mondo ogni giorno più piccolo dove le diversità sempre meno si sommano e sempre più si annullano; in una società dove convivenza e tolleranza divengono il cavallo di Troia dell’omologazione; in un divenire che procede a grandi passi verso l’appiattimento, verso l’indifferenza dei luoghi e delle individualità, non possiamo non considerare condizione irripetibile e di straordinario privilegio l’aver vissuto intensamente il XX secolo e l’averne testimoniato con gli occhi e con il cuore le infinite ricchezze. Un secolo che ha consentito ad un numero crescente di individui, spinti dal solo desiderio di conoscenza, di assumere in prima persona, in qualità di spettatori discreti, visione e coscienza di mondi altri, di atmosfere uniche ed irripetibili, di esistenze lontane parallelamente vissute in silenzio. Un processo che, man mano che i numeri assumevano consistenza, ha determinato le condizioni perchè i virus di questa nostra “civiltà” per sua natura invasiva contaminassero l’intero pianeta, al desiderio di conoscenza si sostituisse la bramosia di possesso e tutto fosse ridotto a chiassoso mercato lasciando che ogni fragranza confluisse e si disperdesse nell’aria.
Mario Carbone ha intensamente partecipato, ma anche ampiamente documentato, la “lontananza” di terre e genti quando i sapori erano nettamente distinti. Il fissare su pellicola eventi ed atmosfere rientra nella sua nota e mai sufficientemente celebrata attività di documentarista. Insieme a immagini di un’Italia assai povera e ricca allo stesso tempo, più lontana nel pensiero che nel tempo, quella del primo dopoguerra, Carbone accoglie nel suo vastissimo archivio fotografico le memorie di mondi allora davvero “lontani” come quelle che ci riportano all’India dei primi anni ‘60.
Oggi che l’India è ovunque e l’India di allora non c’è più, oggi che Benetton, Fila e Adidas viaggiano ovunque su motorini inquinanti tra un Mac Donald ed un Pizza Hut, le immagini di Carbone ci appaiono testimonianze rubate da chi, prendendo le distanze dal già visto, ci offre scenari unici, non soltanto per il rigore dell’inquadratura o per la scelta dell’attimo giusto quanto piuttosto per una singolare alchimia che rende straordinariamente contemporaneo un passato senza ritorno.
E’ nel colore la magia di questi ritratti assolutamente attuali di un mondo ormai inesistente da decenni. E’ nel colore la capacità di stimolare ancora la percezione forte di polveri e profumi a noi, e non soltanto a noi, per sempre preclusi.

Carbone non cerca attraverso l’uso del bianco e nero, che sa esso stesso di passato, di evocare nello spettatore atmosfere antiche mai vissute con la pelle ma oggetto di pensiero. Egli documenta piuttosto con il colore, ancora scarsamente frequentato nei reportage di quegli anni, la vita come essa si presentava. Ed è questa la scelta che determina lo stacco tra le immagini di questo autore e le tante di altri decisamente relegate nel passato.

Una società datata dunque quella che, attraverso gli occhi, ci si fa rivivere con il cuore, una società che di lì a poco sarebbe stata raggiunta dall’asfalto e dai camion che trasportavano le macchine industriali che avrebbero prodotto beni occidentali che altri camion avrebbero riportato via lasciando le proprie tracce.

Carico poi di infinite suggestioni l’accostamento di questo mondo lontano a quello altrettanto lontano del nostro passato prossimo di cui Carbone è cronista attento. Non sono trascorsi ancora cinquanta anni da quegli scatti duri in bianco e nero e l’Italia, quella delle molteplici identità locali cariche di storia e di dignità, non è più la stessa. Immagini di povertà impastate con la ricchezza della tradizione e la dignità del lavoro manuale hanno lasciato oggi il posto ad un benessere piatto e senza anima. Nessuna immagine a colori, nessuna angolazione particolare potrà mai più rendere l’intensità della partecipazione collettiva a riti, un tempo ragione di vita.



inaugurazione 30 maggio ore 19.00
fino al 24 giugno 2006


Galleria Sala 1
Piazza di Porta San Giovanni 10
Roma