Catherine Grout / Dettaglio evento





Cons-Sens

Dal venerdì 26 maggio 2006
al sabato 22 luglio 2006

Curatori Catherine Grout

Comunicato stampa evento: Cons-Sens

Progetto d’arte nello spazio pubblico di Bolzano
A cura di Catherine Grout (F)

Elodie Carré & Pascal Sémur (F), Dominique Petitgand (F), Peter Senoner (I), Rudolf Stingel (I) + Franz West (A), Beat Streuli (CH), Akio Suzuki (JP).


Da parecchi anni ar/ge kunst Galleria Museo collabora insieme a curatori ed artisti per tematizzare la specifica situazione socio-politica e geografica del Sudtirolo. I progetti propongono opere d’arte contemporanea nello spazio pubblico e interagiscono con la popolazione locale per rispondere ai cambiamenti del contesto culturale e per focalizzare Bolzano come sede e luogo d’azione.
L’obiettivo di questo progetto è di inserire nel contesto urbano gli otto artisti qui presenti, affinchè diventino parte della città e di ciò che la costituisce. Il loro modo di presentarsi, basato sull’esperienza dei sensi, consentirà un’altra forma di partecipazione da parte dei visitatori e degli abitanti. In tal modo si formeranno non solo delle connessioni tra le opere e i rispettivi luoghi ma, forse, anche tra individui. In fondo è questo il mondo dove ci incontriamo, e senza gli altri non esistiamo. Il titolo con-sens evoca proprio questo concetto di pluralità. L’idea sta dunque nell’esaltare l’esperienza dei cinque sensi attraverso le opere d’arte, le quali costituiscono, ognuna per se, dei momenti di incontro.
Il progetto coinvolge lo spazio pubblico di Bolzano in modo molto vasto: spazio pubblico nel senso urbanistico basilare (strade, piazze ecc.), nel suo senso contemporaneo (in relazione alla comunicazione: riviste e radio) e addirittura nel suo senso classico (un momento quindi di scambio tra individui tale da costituire un mondo da condividere). La maggior parte delle opere sarà visibile giorno e notte. La cartina in omaggio indicherà i luoghi delle opere dislocate nella città, evitando così le gerarchie delle cartine turistiche che generalmente sono limitate al centro storico.
La Galleria Museo è un luogo per esporre, documentare, ascoltare, apprendere, discutere. L’allestimento della galleria metterà in risalto l’apertura verso la strada, in modo da favorire un dialogo tra l’interno e l’esterno, ma creerà anche un’atmosfera distesa capace di condurre i visitatori a dilettarsi delle opere degli artisti presenti e a seguire la genesi dei loro progetti per Bolzano.

Tema e intenzioni
L’esposizione con-sens esalta l´importanza dei cinque sensi nella misura in cui sono il mezzo essenziale di apprendimento di ciò che ci circonda. Sembra un luogo comune, ma l´uomo occidentale ha istituito in qualche modo una distanza tra sé e il proprio corpo e ciò lo mette anche a distanza dal mondo e dagli altri. Eppure siamo soggetti pensanti e in misura eguale soggetti senzienti. Infatti, le due cose vanno insieme.
Insomma, è questo il mondo dove ci incontriamo, e non conta se giungiamo a questo incontro pieni di curiosità o meno. Senza gli altri non esistiamo. Il titolo con-sens evoca anche il concetto della pluralità che secondo la filosofa Hannah Arendt costituisce la legge incommensurabile del mondo.
L’idea sta dunque nell’esaltare l’esperienza dei cinque sensi attraverso le opere d’arte, le quali costituiscono, ognuna per sé, dei momenti di incontro.
L’obiettivo è inoltre quello di inserire nel contesto urbano le opere degli otto artisti qui presenti, affinché diventino parte della città e di ciò che la costituisce (quindi uno spazio-tempo abitato, fatto di costruzioni visibili e connessioni invisibili, di ricordi e progetti). Ma il nesso, per le opere presentate, non sta nel diventare oggetti autonomi o, al contrario, nel dissolversi nella struttura urbana; piuttosto sono qui presenti per partecipare a ciò che succede, per contribuire a loro volta e con la loro capacità di domandare, per mettere in gioco a loro modo le convenzioni e le aspettative.
Il loro modo di presentarsi, basato sull’ esperienza dei sensi e dell’attivazione di ciò che c’è, sarà interattiva, in modo da consentire una reale partecipazione da parte dei visitatori e degli abitanti, che diverranno così più che semplici spettatori. Le opere inviteranno gli spettatori ad ascoltare, ad ascoltare altri ma anche loro stessi; ad entrare in dialogo, a palpare, a bere, a sentire e a vedere, a muoversi attraverso la città in tutte le direzioni e con tutti i sensi, lungo entrambe le rive del fiume, nei quartieri tedeschi e italiani; a fermarsi e prendersi il proprio tempo. Si formeranno delle connessioni tra opere e luoghi e, forse, tra individui che precedentemente non si conoscevano o non si rivolgevano la parola. Tali connessioni evocheranno ad ogni persona presente un nuovo modo di pensare il Da-sein, che sarà costituito da parole e sensazioni, da passeggiate e discussioni che si evolveranno entro le quattro dimensioni: dalla memoria corporea alle strutture urbane, dalla madrelingua all’orizzonte delle montagne.
Ma come faranno le opere artistiche – essendo poste in contrapposizione al paesaggio e all’ambiente cittadino– a generare un’attiva presenza all’interno del tessuto urbano e del suo incessante movimento? Non possiamo in ogni caso restare indifferenti di fronte all’arte che si materializza nelle opere e si manifesta nelle azioni, dal momento che almeno una volta e in qualche luogo abbiamo avuto tutti l’esperienza di ritrovarci stravolti nel profondo da un’opera artistica. Quando il modo di respirare si modifica, forse anche il centro di gravità in relazione al modo di misurare la dimensione dei nostri gesti e delle nostre parole si trasforma. È difficile spiegare la metamorfosi che ci travolge in quel momento, benché l’evento abbia avuto luogo ed inciderà, forse, nel modo in cui definiamo il nostro rapporto con il mondo e con coloro che ci circondano. Se questo evento ha luogo al di fuori del museo, ovvero al di fuori del mondo-museo, nel cuore della città, allora la sua risonanza è potenzialmente di carattere pubblico al punto da andare oltre la dimensione personale dell’incontro. A questo livello di articolazione l’attiva presenza dell’arte viene sentita e percepita.

I progetti:

Elodie CARRÉ e Pascal SÉMUR, “une rencontre”
I due giovani artisti francesi propongono una serie di azioni e situazioni che saranno realizzate insieme ad altre persone sia in ambito pubblico che privato. Ciò implica di creare una ricetta culinaria insieme a dei rappresentanti di alcune culture residenti a Bolzano – bangladesciani, brasiliani, francesi, italiani, marocchini, polacchi, turchi e tirolesi. La ricetta creata sarà distribuita in galleria, dove verranno presentate anche le altre proposte.

Dominique PETITGAND, “8 pièces sonores en 3 langues”
L’artista produce un’opera sonora composta da tre linguaggi (francese, tedesco e italiano) e da musiche, rumori e silenzi che si basano sia sulla traduzione di storie (e cose intraducibili) che sulle voci di persone. La composizione musicale così ottenuta sarà presentata sia in modo visivo (riviste) che in modo acustico (radio e concerti). Messa a disposizione dalla galleria sarà possible noleggiarla per qualsiasi gruppo di persone che desidera ascoltarla a seconda dell’apposito protocollo aucustico.

Peter SENONER, “Pseusoplatanus”
L’artista ha installato in tre posti delle sculture di aluminio che rifletteranno l’ambiente e che metteranno in questione il loro contesto in relazione ai concetti di interferenza e metamorfosi, unendo singolarità e umorismo. Una delle sculture sporgerà da una macchina parcheggiata, mentre un film di animazione farà vedere la trasformazione della configurazione formale.

Rudolf STINGEL and Franz WEST, Ristobar “Al lemure bianco”
Grazie a Rudolf Stingel e Franz West, il Würstelstand - uno dei punti di attrazione dello spazio pubblico di Bolzano – diventerà luogo di incontro e di riflessione. La piazza in cui è situato diventerà un “palcoscenico di improvvisazione” in modo tale che l’attività consueta (offrire da mangiare e bere) sembrerà secondo le circostanze familiare oppure anomala.

Beat STREULI, „Travelers“
Non lontano dalla stazione ferroviaria un grande manifesto (all´incirca 4x30 metri di misura) unirà un gruppo di persone in forma di sequenze fotografiche. La modalità della presenza di questi “visitatori” è resa in modo tale da evocare l’impressione di un incontro in uno spazio pubblico.

Akio SUZUKI, “Oto-Date”
Questo artista di suoni ha creato dei “punti di ascolto” sparsi in tutta la città di Bolzano (segnalati attraverso un cerchio tracciato per terra che circonda dei segni iconici di orecchie e piedi). I passanti si possono fermare, guardarsi intorno ed ascoltare i suoni dell’ambiente. Ogni luogo introduce una congiunzione tra il vicino e il lontano (delle montagne), tra noi stessi e ciò che ci circonda, rinnovando costantemente questa stessa congiunzione.

Eventi
26.5. – 17.6.
8.45 sound diffusion by Dominique Petitgand: tutte le mattine a „Frühstücksradio“ Rai Bolzano (lun-sab)

27.5.
11.00: incontro pubblico con gli artisti e la curatrice, Galleria Museo
19.00 sound diffusion by Dominique Petitgand: centro giovani Papperlapapp, Piazza Duomo 8
19.45 discussione con l´artista, centro giovani Papperlapapp

31.5.
20.00 sound diffusion by Dominique Petitgand: Carambolage, Via Argentieri 19
20.45 la ricetta di Bolzano di Elodie Carré & Pascal Sémur: Carambolage

21.6.
20.00 festa del Wurstel con Rudolf Stingel + Franz West: Piazza del Grano

03. - 07.07.
workshop per giovani (15-18 anni) con Peter Senoner, in cooperazione con il „Laboratorio estivo al Museion 2006“(informazioni ed iscrizioni tel. 0471.312456)

5.7.
19.00 relazione e presentazione del catalogo di




Inaugurazione: 26.5.2006

19.00 Galleria Museo: saluto di Luigi Spagnolli, Sindaco, Sabina Kasslatter Mur, Assessora alla Cultura, Sabine Gamper, direttrice, Catherine Grout, curatrice
20.00 sound diffusion „8 pièces sonores en 3 langues“ di Dominique Petitgand, "La ricetta di Bolzano" di Elodie Carré & Pascal Sémur
20.30 “Oto-Date” e Performance di Akio Suzuki, Via Museo 29
21.00 „Pseudoplatanus” di Peter Senoner, Piazza della Parrocchia, „Travelers“ di Beat Streuli, parcheggio Laurin, Via Sciliar
22.00 rinfresco dal “lemure bianco“, di Rudolf Stingel + Franz West, Piazza del Grano


in esposizione fino al 22.7.2006



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