In dialogo con l'architettura medievale, con l’intervento di Carlo Scarpa e con le collezioni ospitate, il colore diventa per l’artista lo strumento di misura dello spazio, l'elemento, la "parola", che lascia la traccia del percorso individuale.
“A Castelvecchio, Maria Morganti sceglie di occupare i vuoti e di attraversare il museo in modo decentrato, quasi nascosto, infiltrandosi negli interstizi delle tavole di supporto di una grande pittura trecentesca, insinuandosi nella cornice lasciata vuota da un affresco ora in restauro, inserendosi nel vuoto che ricostruisce un pezzo di una tavola andata perduta, o, ancora, in modo precario, collocando il suo lavoro semplicemente a terra e appoggiato alla parete, in modo che diventi quasi un basamento per i quadri appesi in alto…”. (Chiara Bertola, dal saggio nel catalogo della mostra).
L'atteggiamento è quello di ascolto, di ‘empatia’, non certo impositivo nei confronti dello spazio, ma piuttosto di accostamento ad esso con delicatezza, a partire dalla Galleria delle Sculture al piano terra, in cui l’artista dispone, di fronte alla statua trecentesca della Santa Cecilia, un corpus di carte e vetri concepito un anno fa per la Galleria di Caterina Tognon a Venezia, che, all'interno delle suggestive sale di Castelvecchio, assume nuova forma.
“L’avventuroso percorso che questa mostra ci suggerisce, non solo nel castello dei Della Scala e nell’allestimento di Scarpa ma, ben più internamente, nella struttura stessa della pittura, nel tempo e nella percezione di entrambi, ha tutti i requisiti per essere affascinante, illuminante, emozionante".
(Paola Marini, dal saggio nel catalogo della mostra).
Fino al 9 gennaio 2011
Museo di Castelvecchio
Corso Castelvecchio 2
Verona 37121
Tel +39 045 8062611
mostre.castelvecchio@comune.verona.it
http://www.comune.verona.it/castelvecchio/cvsito