Chiara Canali

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Chiara Canali / Dettaglio evento

Cristiano Tassinari | Svitlana Grebenyuk - Mnemosyne

Spazio 8

Sede Via Col di Lana 8, Milano 20136
Altre informazioni Tel +39 02 36517480 | imaggi@mondadori.it

Data di apertura mercoledì 03 ottobre 2007
Data di chiusura domenica 21 ottobre 2007

Orari:
lunedì-venerdì, ore 12.00-20.00; sabato-domenica, ore 11.00-20.00
Gli artisti correlati Cristiano Tassinari, Svitlana Grebenyuk
Curatori Chiara Canali

Comunicato della mostra : Cristiano Tassinari | Svitlana Grebenyuk - Mnemosyne

A cura di Chiara Canali

Italian Factory presenta MNEMOSYNE, un nuovo progetto di Chiara Canali, che esplora il linguaggio
della memoria attraverso l’arte di due giovani artisti, Cristiano Tassinari e Svitlana Grebenyuk.

Spazio 8, nuovissima location di archeologia industriale in via Col di Lana 8, è la sede espositiva scelta per presentare in modo inedito e suggestivo le ricerche figurative di Cristiano Tassinari e Svitlana Grebenyuk, vincitori dell’edizione 2006 del Premio Italian Factory per la giovane pittura italiana. L’esposizione – dal 4 al 21 ottobre 2007 - crea un corto circuito tra diverse espressioni dell’arte contemporanea, un confronto tra due mondi visivi che riflettono le identità e i background culturali dei due artisti. Un evento per conoscere due nuovi talenti che stanno attirando l’attenzione della critica e del pubblico: un ulteriore momento di scoperta all’interno dei numerosi appuntamenti previsti per il 6 ottobre in occasione della terza Giornata del Contemporaneo.

Un viaggio emozionale che si snoda lungo il filtro della “memoria individuale e collettiva” (Mnemosyne): questo è il percorso espositivo ideato da Chiara Canali per mettere in dialogo le installazioni di Cristiano Tassinari e Svitlana Grebenyuk, che con linguaggi e scelte tematiche differenti rileggono luoghi e immagini attraverso la costante di un’alchimia coloristica e materica. Si incontrano così le incrostazioni e stratificazioni segniche di Tassinari con i ricordi espressionistici e allegorici della Grebenyuk. Due differenti formazioni e provenienze si confrontano: da un lato il ricordo delle sinopie e degli affreschi, dall’altro i colori innaturali e la luce della terra ucraina. Partendo dalle rispettive culture e terre d’origine, gli artisti riescono a innovare i linguaggi della tradizione, creando immagini visionarie sospese in un’ideale a-temporalità

Cristiano Tassinari, artista risultato vincitore della 58a edizione del PREMIO MICHETTI, presenta un intervento di 26 incisioni, un repertorio di ritratti frutto di progressive sovrapposizioni di materie, tecniche e supporti. Un lavoro complesso in cui si possono cogliere riferimenti che spaziano da memorie passate a quelle presenti della storia dell’arte: dalla classicità della ritrattistica romana, alla contemporaneità di Richter per la trasposizione libera da fotografia a pittura, fino al “ritocco” fotografico di Thomas Ruff.
Nell’opera di Svitlana Grebenyuk è fondamentale il rapporto che si instaura tra natura, individui e colore, elemento di grande impatto emozionale e valore espressivo, che connota la tradizione artistica russa. L’artista ricostruisce un paesaggio domestico, una sorta di natura selvaggia con relativi suoni e rumori per svelarne l’armonia, la bellezza, ma allo stesso tempo denunciarne l'innaturalità, la cattività che si evince dai meccanismi tecnici messi allo scoperto nell’installazione stessa.

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Svitlana Grebenyuk (Vive e lavora a Milano)
Svitlana Grebenyuk è nata in Ucraina nel 1979.
Consegue la maturità di scuola superiore nel suo paese d’origine poi, nel 2001, si iscrive alla Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) a Milano. Prosegue i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Brera. Esordisce nel 2003 esponendo alla mostra Acqua, Acqua, Acqua presso il Museo della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci di Milano; nel 2004 partecipa alla collettiva Quartetto presso Nowhere Gallery, sempre a Milano. Nel 2005 viene selezionata per il Salon Primo e le sue opere sono esposte presso il Museo della Permanente di Milano.
Nel 2006 viene invitata a far parte del progetto: Un lavoro fatto ad arte, a cura di Monica Pirolla, presso Palazzo Te di Mantova e sempre nel 2006 risulta seconda classificata al Premio Italian Factory per la giovane pittura italiana. Nel 2007 partecipa alla mostra itinerante “Il Treno dell'Arte – Da Tiziano a Nespolo alla Street Art: 500 anni di Arte Italiana”.

Cristiano Tassinari (Vive e lavora tra Mantova e Milano)
Cristiano Tassinari è nato a Forlì nel 1980. Si diploma all’Istituto Statale D'Arte di Forlì e si laurea presso l’Accademia delle Belle Arti di Bologna. Tra le mostre personali: Doppio Sguardo, a cura di Daniele Masini, presso il Foyer Teatro Diego Fabbri di Forlì (2004), Opera incisa, alla Galleria Graffio di Bologna (2005); Heads, a cura di Andrea Bondanini, presso la Libreria Bocca di Milano (2007). Tra le esposizioni collettive: il Premio Carmen Silvestroni a Palazzo Alberini a Forlì nel 2000; nel 2001 la segnalazione della giuria al Premio Felice Castrati a Pavarolo (Torino); nel 2003 la partecipazione alla collettiva Tecnomorfismi allestita presso le Sale Museali del Baraccano a Bologna. Nel 2004 espone alla rassegna Gemine Muse a Forlì e viene invitato al Premio Nazionale delle Arti organizzato dal Ministero della Pubblica Istruzione presso l’Università della Ricerca di Roma. Nel 2005, a Forlì, è presente a Vernice Art Fair e a Ouverture. Tra i premi e i riconoscimenti: nel 2004 il primo premio al Concorso Nazionale d’Incisione Carnello Carte ad Arte a Sora (Frosinone); il primo premio al 13° concorso nazionale di Calcografia presso il Comune di Gorlago; nel 2005 il primo premio Giorgio Morandi; nel 2006 è il vincitore del Premio Italian Factory per la giovane pittura italiana e nel 2007 vince la 58° edizione del Premio Michetti.

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NUOVA EDIZIONE

Dopo il successo della I e della II Edizione del Premio Italian Factory per la giovane pittura italiana, Italian Factory indice la III Edizione, dedicata sempre alla giovane pittura italiana, e aperta a partecipanti al di sotto dei 30 anni.

Lo scopo del concorso è di offrire ai giovani artisti l’opportunità per emergere, farsi conoscere e comunicare. Il Premio Italian Factory per la giovane pittura italiana offre spazi e visibilità per rappresentare e rendere noto il lavoro dei giovani, valorizzando le energie artistiche nell’ambito della ricerca pittorica contemporanea, stimolandone la creatività, la qualità e l’innovazione.

Tra le caratteristiche principali del Premio Italian Factory per la giovane pittura ricorrono l’attenzione alla tradizione specifica del linguaggio pittorico mescolata con elementi (temi, soggetti, taglio, luce, composizione del quadro, etc) prelevati dalle forme mediali della contemporaneità; l'incessante mixaggio di cultura alta e bassa, di origine neopop; l'attenzione agli altri linguaggi, attraverso la mescolanza tra i diversi media, o il riferimento ad altri linguaggi, quali la fotografia o il video.

Il Premio Italian Factory per la giovane pittura italiana è un’occasione unica per i giovani artisti per emergere alla ribalta e attirare l’attenzione della critica e del pubblico. Per ogni edizione del concorso l’immagine dei vincitori viene infatti divulgata attraverso il circuito Promos Comunicazione, nella collana “Comunicare Arte”, presso locali, ristoranti, bar e luoghi di ritrovo giovanili e con una campagna pubblicitaria promossa dall’ufficio comunicazione di Italian Factory.

STORIA DEL PREMIO

Edizione 2004
315 giovani artisti under 30 hanno aderito alla I Edizione del Premio Italian Factory per la Giovane Pittura Italiana. I venti selezionati hanno esposto le loro opere a SuperstudioPiù, in attesa del verdetto della giuria, presieduta da Alessandro Riva e composta da Giovanni Frangi (pittore), Alessandro Mendini (architetto e designer), Eugenio Tassini (Direttore Carnet Arte), Fabrizio Ferri (fotografo), Antonia Jannone (gallerista), oltre a Chiara Canali (segreteria organizzativa).
20 i finalisti: Stefano Abbiati, Daniela Benedetti, Gabriele Benefico, Yuri Ceccotti, Marco Cerutti, Matteo Gonfalonieri, Daniele D'Acquisto, Emiliano Di Mauro, Simone Ferrarini, Daniele Girardi, Leonardo Greco, Andrea Grosso Ciponte, Iva Kontic, Andrea SiIva Lacarpia, Michela Lorenzi, Anna Madia, Luka Moncaleano, Elena Monzo, Davide Savorani, Marina Scognamiglio.
In questa edizione è stato eletto vincitore Luka Moncaleano, che ha presentato un'opera in cui dimostra la capacità di creare immagini inedite, indipendenza di intenti e d'espressione, il tutto supportato da una straordinaria attenzione verso temi di stretta attualità. Al quattordicenne vincitore è stata organizzata una mostra personale alla Fabbrica del Vapore di Milano, in collaborazione con il Comune di Milano.

Daniele Girardi, un’altro dei giovani artisti selezionati durante la prima edizione del Premio Italian Factory per la Giovane Pittura Italiana, a cui Italian Factory ha dedicato il progetto Chromo-Kit al CRT della Triennale di Milano,è risultato anche vincitore di una borsa di studio indetta dall'ISCP (International Studio & Curatorial Program) che gli ha consentito di soggiornare a New York per tre mesi a contatto con la comunità artistica locale e internazionale.

Edizione 2006

Circa 500 partecipanti, provenienti da tutta Italia, sono intervenuti alla II Edizione del Premio Italian Factory per la giovane pittura italiana 2006, a dimostrazione del grande successo riscontrato tra un pubblico di giovanissimi.
Dopo un’accurata selezione iniziale, sono stati prescelti i 20 finalisti che dal 24 giugno al 9 luglio hanno esposto le loro opere in una mostra a Milano presso la Casa del Pane - Casello Ovest di Porta Venezia.
La giuria era composta da Alberto Coretti (direttore di Urban Magazine), Fernando De Filippi (direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera), Aron Demetz (artista), Lucia Matino (direzione Mostre ed Eventi del Pac di Milano), Marco Petrus (artista), Tiziano Scarpa (scrittore), Maurizio Sciaccaluga (critico d’arte) e Chiara Canali, responsabile della segreteria organizzativa del Premio.
I 20 selezionati del Premio Italian Factory 2006 sono stati: Simona Bramati, Maurizio Carriero, Mimmo Centonze, Cora Chiavedale, Raffaele Collu, Fabio Coruzzi, Andrea D’Aguanno, Cristiana Depedrini, Nebojsa Despotovic, Annaclara Di Biase, Emilia Faro, Paola Ferla, Ettore Frani, Mihailo Beli Karanovic, Daniele Giunta, Svitlana Grebenyuk, Piero Mezzabotta, Daniela Pedretti, Marco Salvetti, Cristiano Tassinari.

Tra i finalisti, la giuria ha decretato vincitore Cristiano Tassinari, giovane pittore nato a Forlì nel 1980, mentre all’artista ucraina Svetlana Grebenyuk è stato aggiudicato un premio-acquisto non previsto.
Ai due giovani artisti sarà dedicato un progetto espositivo intitolato MNEMOSYNE presso Spazio 8, nuovissima location di archeologia industriale in via Col di Lana 8. L’esposizione – dal 4 al 21 ottobre 2007 - creerà un corto circuito tra diverse espressioni dell’arte contemporanea, un confronto tra due mondi visivi che riflettono le identità e i background culturali dei due artisti. Un evento per conoscere due nuovi talenti, un ulteriore momento di scoperta all’interno dei numerosi appuntamenti previsti per il 6 ottobre in occasione della terza Giornata del Contemporaneo.

GIORNATA DEL CONTEMPORANEO

All’interno delle iniziative previste per la Giornata del Contemporaneo, sarà presentata la nuova edizione del bando di concorso per il Premio Italian Factory per la giovane pittura italiana, le cui iscrizioni saranno aperte fino al 20 febbraio 2008.

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L’ARTE E SUA SORELLA


È l’arte che imita la vita o è la vita che imita l’arte? Volete la risposta? La risposta vera. Quella senza punti interrogativi ma con punti di sutura perché si scontrata in un frontale con i luoghi comuni. L’arte non imita la vita e la vita non imita l’arte. L’arte (la vita) imita sua sorella!!! Tre punti esclamativi. Altro che punti interrogativi. Non si può che imitare una sorella. Lo dico da figlio unico. Con l’arte e con la vita devi avere un rapporto al maschile, fraterno. Sarebbe un grosso guaio a Mudimatown. Se il rapporto fosse filiale. Creerebbe una dipendenza. Un ricatto affettivo. Nel senso pena di grazia come la Madonna cattolica, in stato di grazia perché è felicemente ispirata. È graziata dalla condanna a morte di una creatività in attesa di giudizio. Le sue opere sono ricche di indizi. Ricordo una, credo prima, mostra collettiva milanese della giovane artista ucraina. I toni erano cupi. Affascinanti nel senso del dolore impresso ed espresso. Neri come un caffè nero e pennellati dall’abitudine, alla consuetudine di una partecipazione al dolore come caffè espresso. Bellissimi i quadri squadrati ma destinati a cornici contenitive come collant di vecchie ciccione seppur contenutistiche come il lamento di un’agile gazzella. Qualcosa è cambiato. C’e più luce. Mehr licht, sono state, secondo leggenda, le ultime parole di Goethe che chiedeva venissero aperte le seconde imposte della sua stanza. L’imposta è questa. Questo è l’imposto. Una finestra aperta, forse spalancata. Da questa finestra assistiamo a singolari visioni plurali: il soccorso dello sbronzo da parte di un’improbabile ostessa, un puma che veglia un uomo addormentato o svenuto ai bordi di una piscina, un matador ignorato, dei guerrieri per i quali l’uniforme è un gioco. Come la guerra. Ma sopratutto (e altro) ciò lasciando a casa Van Gogh e Magritte che se la cavano benissimo da soli, esiste un’accumulazione dell’implosione dell’immagine. Svitlana è una spettatrice. Anche di se stessa. È un animale biondo che, come ogni animale che dipinge, diventa testimone di un azzeramento inconsapevole del passato con un’ironica tolleranza sul presente. Certo, c’è la memoria di un passato storico rifiutato ma assolutamente concupito come un uovo rimpiange il sedere di gallina. Certo, ci sono Romolo e Remo ai quali generosamente Svitlana abbina due lupe madri. Non una lupa sola. Non solo. C’è un vecchio gufo umano con autentico gufo. C’è un orso e il suo domatore. Ci sono tori. Tutti partoriti dalla stessa madre e usciti dal vaso di Pandora che stavolta non libera mali ma la consapevolezza di averli superati. Marx e Marlin sono ritratti senza volto. Secondo me ha fatto più danni Marx. Ma un’anguria studiata da una donna in abito azzurro con occhiali gialli è la dimostrazione della veridicità di una frase di Matisse: “Il colore soprattutto, e forse più ancora del disegno, è una liberazione”.
Bentrovata sorella. Nell’arte e nella vita.
A.G. PINKETTS

Inaugurazione mercoledì 3 ottobre 2007 dalle ore 18.30
Saranno presenti l’Assessore alla Cultura di Milano Vittorio Sgarbi e lo scrittore Andrea Pinketts.

4 - 21 ottobre 2007

Ingresso gratuito

Catalogo Italian Factory con testi di Chiara Canali, Micol Ferretti, Andrea Pincketts, Federico Vescovo

Spazio 8
Via Col di Lana 8
Milano