Elena Forin / Dettaglio evento





Metamorphosis Factory - Ivan Piano

Dal sabato 15 aprile 2006
al sabato 20 maggio 2006

Orari:
mercoledì/sabato 10,00/12,00 e 16,30/19,30
lunedì-martedì e domenica su appuntamento
Gli artisti correlati Ivan Piano
Curatori Elena Forin

Comunicato stampa evento: Metamorphosis Factory - Ivan Piano

A cura di Elena Forin



There was a boy
A very strange
Enchanted boy
They say he wandered
Very far, very far
Over land and sea
A little shy and sad of eye
But very wise was he
And then one day
One magic day
He passed my way
While we spoke
Of many things
Fools and kings
This he said to me
"The greatest thing
You'll ever learn
Is just to love and
Be loved in return"

Nature Boy - David Bowie/Massive Attack



Lo sguardo, è il tramite del desiderio, ma è un desiderio intimo velato da una forma di auto voyeurismo derivante di fatto da un atto performativo totalmente solitario in cui l’artista diventa attore e spettatore di se stesso.

Il lavoro fotografico, spesso articolato in sequenze di work in progess è l’unica testimo-nianza di queste azioni / rea-zioni private.

Tuttavia l’opera di questo singolare artista si contraddistingue per la pluralità di intenti, alla componente performativa si va ad aggiungere un elemento formale di ricerca che lo porta ad intervenire sui negativi con gesti di violenza fino a manipolare l’immagine attra-verso bruciature, graffi e viraggi con sostanze colorate, come una sorta di gioco d’amour passion a testimo-nianza di un sadomasochismo auto indotto dove i due elementi contrapposti si ricompongono nella stessa persona attraverso la sua rappresentazione e l’intervento di autodistruzione.

Eros e thanatos riuniti in una logica delle assenze, dei non luoghi che prendono il sopravvento e confluiscono in un’immagine del tutto sorprendente nei risultati che vanno ben oltre le logiche costruttive e sfondano i canoni estetici convenzionali per proporre una realtà divisa tra forme astratte e dimensioni fluttuanti di una realtà parallela dove sogno e pazzia sembrano incontrarsi tra le note assordanti di brani mutuati dalla musica ele-ctronica anglosassone.

Questo non essere attraverso la rilevante componente di auto rendersi un fantasma permette a Ivan Piano di produrre opere estremamente raffinate, concettuali, dove l’atto creativo in tutte le sue parti va a confluire nel proprio ego, quasi a riportare in voga il mito dello specchio che riflette mondi nascosti e misteriosi.

Non ci sono certezze in questo gran tour immaginifico, c’è un attore velato dalla presenza importante del gesto che interviene a mutare un gesto performativo con elementi nuovi “disturbatori” e c’è una realtà inconsistente, inesi-stente che tuttavia si esprime in modo veritiero tra atmosfere dark e suggestioni gotiche riconducibili a quelle di un cult movie come Blade Runner.

Il pensiero cloisonné di un artista ambivalente rinchiude non solo se stesso o la sua auto rappresentazione ma tutte le divagazioni eroiche ed epiche di una generazione cresciuta a cavallo degli anni Ottanta e Novanta, sfuggendo a una realtà dell’immagine mostrata a tutti i costi per mezzo di un’auto-negazione sfaldando l’usuale ricerca del bello assoluto con il dubbio perimetrale dell’incerto e del travestimento spettrale.

Questo rivelano le opere conturbanti e assolute di Ivan Piano, spirito libero che attraverso un lungo viaggio tra persone e luoghi arriva al perigeo di se stesso con la deformazione , deframmenta-zione della propria immagine per rivelarci un’anima geniale.

Sabrina Raffaghello


Catalogo Vanillaedizioni


Inaugurazione Sabato 15 aprile 2006 ore 18,00
15 aprile > 20 maggio 2006



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