I PIÙ IMPORTANTI
“LIBRI D’ARTISTA” DI PABLO PICASSO
Accanto alle 100 tavole e litografie originali del maestro spagnolo, esposti per la prima volta i 31 rami incisi per illustrare la “Histoire Naturelle” di Buffon, di proprietà delle Civiche Raccolte d’Arte del Comune di Milano.
A cura di Elena Pontiggia
Dal 22 febbraio al 6 maggio 2007, alla Fondazione Stelline di Milano, si terrà la mostra PICASSO ILLUSTRATORE, che presenta un’attenta selezione di 100 tavole originali e litografie, tratte dai “libri d’artista” illustrati dal maestro spagnolo, come Le Metamorphoses di Ovidio (1931), Le chef d’oeuvre inconnu di Honoré de Balzac (1931), l’Histoire naturelle di Buffon (1942), Dos Contes di Reventós (1947), Dans l’atelier de Picasso di Sebartés (1957), pubblicati dai più importanti editori della prima metà del ‘900, quali Ambroise Vollard, Tériade e Albert Skira.
A rendere ancora più esclusiva l’iniziativa milanese è un eccezionale prestito concesso dalle Civiche Raccolte d’Arte del Comune di Milano. Saranno infatti esposte per la prima volta i 31 rami incisi da Picasso per illustrare la “Histoire Naturelle” di Buffon, già di proprietà di Alfonso Ciranna e da lui donati alle Civiche Raccolte.
La mostra Picasso illustratore”, curata da Elena Pontiggia, è stata ideata dalla Fondazione Stelline, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Lombardia, del Comune di Milano e della Provincia di Milano, e metterà in evidenza il Picasso grafico, straordinario sperimentatore di tecniche (acquaforte, acquatinta, puntasecca, bulino, litografia e linoleum) che spesso stampava da sé le sue opere; presenterà al pubblico un maestro del segno, che produsse nella sua vita più di 2500 incisioni (la prima fu eseguita a Barcellona nel 1899) con una passione e una abilità tecnica tali da far apparire al confronto l'attività pittorica quasi accessoria, e che si affermò come il maggiore incisore del XX secolo, il primo, il più originale, il più innovativo nei contenuti e nelle tecniche.
Nella poliedrica attività di questo genio del ‘900 e nella sua sterminata produzione delle più svariate forme artistiche l’incisione occupa un posto fondamentale, come strumento privilegiato e adeguato per rendere in una forma quel continuo e instancabile rinnovarsi e reinventarsi che sono caratteri precipui di questa straordinaria figura d’artista. D’altro canto lo stesso Picasso apprezzava l’etichetta di ‘ilustrador-pintor’.
Le tavole presentate a Milano rappresentano un compendio assai esemplificativo delle tematiche più proprie dell’artista spagnolo, dalla mitologia all’erotismo, dalla creazione artistica alla tauromachia, ed esprimono un’intensa forza emotiva, nata dalle sue inquietudini intellettuali generate da un immaginario fantastico.
Artisticamente compiuti questi fogli, oltre a rivelare il lavoro e l’interesse di Picasso nell’ambito dell’editoria, testimoniano la sua evoluzione e la sua sperimentazione artistica nel campo della grafica, lungo un periodo di oltre quarant’anni. La sua produzione grafica si snoda, infatti, in un percorso parallelo rispetto a quello pittorico, ispirando talvolta anticipazioni di soluzioni formali e tecniche che la maggior duttilità espressiva del mezzo grafico gli permetteva di mettere in atto prima che in pittura.
Come sottolinea Camillo Fornasieri, Presidente della Fondazione Stelline, “il presentare per la prima volta in Italia un corpus così ricco e completo di incisioni di Picasso è motivo di grande orgoglio e interesse, oltre che occasione per riprendere un discorso mai interrotto che ha visto la Fondazione Stelline presentare negli anni scorsi l’opera grafica di Georges Rouault, Marc Chagall e Carlo Carrà”.
I libri in mostra illustrati da Picasso
Ovidio, Le Métamorphoses, Lausanne, Albert Skira Editeur, 1931
(tiratura 145 esemplari, acqueforti formato 335x265 mm.)
Honoré de Balzac, Le cheuf d’ouvre inconnu, Paris, Ambroise Vollard Editeur, 1931
(tiratura 340 esemplari, acqueforti formato 332x257 mm.)
Picasso, Suenõ y mentiros de Franco, Paris, ed. dell’autore, 1937
(tiratura 1.000 esemplari, acqueforti/acquetinte formato 590x405 mm.)
Georges Louis Leclerc, conte di Buffon, Histoire Naturelle, Paris, Fagiani, 1942
(tiratura 226 esemplari, acqueforti formato 379x294 mm.)
Ramon Reventós, Dos Contes, Paris-Barcelona, Editorial Albor, 1947
(tiratura 250 esemplari, incisioni a bulino formato 336x264 mm. )
Piérre Reverdy, Le Chant des Morts, Paris, Tériade, 1948
(tiratura 270 esemplari, litografie formato 425x325 mm.)
Fernand Mourlot, Picasso Lithographe I, Monte-Carlo, André Sauret Editeur, 1949
(tiratura 2.500 esemplari, litografie formato 322x247 mm.)
Fermand Mourlot, Picasso Lithographe II, Monte-Carlo, André Sauret Editeur, 1950
(tiratura 2.000 esemplari, litografie formato 321x246 mm.)
René Batigne – Georges Salles, Une visite a Vallauris, Editions du Musée de Vallauris, 1950
(tiratura non determinata, litografia formato 210x130 mm)
Jaime Sebartés, Dans l’atelier de Picasso, Paris, Fernand Mourlot, 1957
(tiratura 275 esemplari, litografie formato 444x334 mm.)
L’écriture plastique, XXe siècle Nouvelle série – n. 10, Mars 1958
(tiratura circa 2000 esemplari, litografia formato 315x245 mm)
André Level, Souvenirs d’un collectionneur, Paris, Alain C. Mazo Editeur, 1959
(tiratura 2.000 esemplari, litografia formato 215x168 mm.)
Georges Boudaille, Carnet della Californie, Paris, Editions Cercle d’Art, 1959
(tiratura 120esemplari, litografia formato 470x325 mm.)
Jaime Sebartés, A los toros avec Picasso, Monte-Carlo, André Sauret Éditeur, 1961
(tiratura 50 esemplari, litografia formato 252x325 mm.)
Fernand Mourlot, Picasso Lithographe IV, Monte-Carlo, André Sauret Editeur, 1964
(tiratura indeterminata, litografie formato 320x246 mm.)
Prosper Mérimée – Louis Aragon, Carmen des Carmen, Paris, Editeurs Français Réunis, 1964
(tiratura 275 esemplari, litografia formato 365x270 mm.)
Jean Adhémar, Prints from the Mourlot Press, Paris, Fernand Mourlot, 1964
(tiratura 2.200 esemplari, litografia formato 254x193 mm.)
Jean Marcenac, Le Goût du Bonheur, Editions Cercle d’Art, Paris 1970
(tiratura 160 esemplari, acquaforte formato 327x258 mm)
Jean Leymarie, La chute d’Icare, Genève, Albert Skira, 1972
(tiratura 125 esemplari, acquaforte formato 694x495 mm.)
Accompagna l’esposizione un catalogo, edito da Skira, con testi di Elena Pontiggia e Michele Tavola.
Inaugurazione mercoledì 21 febbraio 2007 ore 18.30
22 febbraio - 6 maggio 2007
BIGLIETTI: € 6,00; ridotto € 4,00
Catalogo Skira
Fondazione Stelline, Sala del Collezionista
Corso Magenta 61
Milano
Informazioni al pubblico Tel. 02 45462411
http://www.stelline.it
Prenotazioni Tel. 899666805* /
http://www.vivaticket.it
(* servizio a pagamento)