Emanuela Nobile Mino / Dettaglio evento
Rats in the basement
Dal giovedì 22 marzo 2007
al lunedì 30 aprile 2007
Orari: martedì/giovedì 10.30/12.30 e 16.00/18.00
venerdì, sabato e domenica 10.30/12.30 e 17.30/20.00
Gli artisti correlati
Angelo Spina, Annamaria Di Giacomo, Carmela Saturnino, Duncan Marquiss, Ernesto Assenza, Guglielmo Manenti, Ilde Barone, Monia Berti, Orazio Battaglia, Oriana Tabacco, Sasha Vinci
Comunicato stampa evento: Rats in the basement
Mostra finale del workshop Isidem di Scicli
Resident Artist>> Duncan Marquiss
a cura di Emanuela Nobile Mino
Artisti partecipanti
DUNCAN MARQUISS (Resident Artist)
ERNESTO ASSENZA, ILDE BARONE, ORAZIO BATTAGLIA, MONIA BERTI, ANNAMARIA DI GIACOMO, GUGLIELMO MANENTI, CARMELA SATURNINO, ANGELO SPINA, ORIANA TABACCO, SASHA VINCI.
Il 22 marzo alle ore 19, si inaugura a Scicli la mostra “Rats in the Basement”, che presenta i lavori degli artisti coinvolti nel workshop tenuto, presso la chiesa di San Vito nel mese di novembre 2006, dall’artista scozzese Duncan Marquiss, nell’ambito del progetto Isidem Workshop.
Il workshop, articolatosi in 5 incontri, si è basato su un costante scambio dialettico tra i giovani artisti siciliani e l’artista scozzese, favorendo diversi spunti di discussione e di confronto da cui sono emerse riflessioni disparate su diverse tematiche, tra cui: il rapporto tra intervento artistico e contesto sociale, quindi le fenomenologie d’impatto che l’opera può avere in ambiti culturalmente distinti; le difficoltà di “fare arte” in località periferiche, quindi in ambienti in qualche modo isolati dal panorama artistico internazionale; le fonti di ispirazione o i riferimenti presenti nelle ricerche dei giovani artisti, ovvero l’osservazione critica di opere rappresentative di artisti noti e riconosciuti a livello mondiale (Bas Jan Ader, Dan Graham, David Thorpe, Jeremy Deller, Marchel Duchamp, Fuellerton, Philip Guston).
“Rats in the Basement” (letteralmente: Ratti dalle fondamenta) è il titolo che Duncan Marquiss insieme alla curatrice della mostra, Emanuela Nobile Mino, hanno scelto per la mostra di fine workshop.
Il titolo, con la dovuta ironia, intende fare riferimento da un lato all’idea di fermento che anima gli spiriti e le indagini dei giovani artisti protagonisti del progetto, dall’altro alludere al sentore di disagio emerso durante gli incontri e relativo alla percezione da parte degli artisti di appartenere ad una comunità parallela, defilata e, in qualche modo quindi, sotterranea.
La mostra, a questo proposito, si configura come un ulteriore esercizio di workshop, chiamando gli artisti ad “uscire fuori”, e riflettere, insieme ad un curatore, sulle modalità più idonee di proporre il proprio lavoro, valutando quindi l’intervento più congruo che possa rappresentarli, tenendo conto di una serie di fattori e di limiti: la relazione con lo spazio espositivo, il rapporto con il lavoro altrui, il confronto con il territorio locale e, non ultimo, il modo in cui le loro opere si collocano all’interno del contesto artistico internazionale, per poter sviluppare e intensificare la consapevolezza di quali siano oggi le direzioni artistiche che un preciso momento storico suggerisce e con cui un artista, nell’atto di esporre, entra inevitabilmente in comunicazione.
Tale “esercizio” ha il fine di stimolare negli artisti non solo un approccio critico nei confronti della propria ricerca e una capacità di gestione e di controllo del proprio linguaggio artistico, ma anche quello di affinare e fortificare le rispettive potenzialità espressive.
In modo che l’opera, in buona sostanza, venga percepita dall’artista stesso come un atto da compiere con estrema attenzione, cogliendo e valutando l’occasione di scambio con il mondo che questa è in grado di offrire.
Prossimi appuntamenti di ISIDEM:
Siracusa, 24 marzo: “Duncan Marquiss, Sancho Silva, Artur Żmijewski”
mostra finale di Isidem, dedicata alle opere dei resident artists che hanno partecipato al progetto
Galleria Civica di Arte Contemporanea Montevergini
via S. Lucia alla Badia, 1 - Siracusa
La mostra sarà visitabile dal 25 marzo al 30 giugno 2007
SCHEDA PALAZZO SPADARO
Il palazzo appartenuto alla famiglia Spadaro, di origine modicana trasferitasi a Scicli nel XVII secolo, fu costruito a più riprese durante il 1700. Questo sviluppa il suo prospetto tardobarocco in lunghezza, assecondando l’andamento curvilineo che la strada assume in questo tratto e mantenendo perpendicolare al portone la scalinata interna.
La facciata presenta otto balconi con inferriate convesse in ferro battuto con particolari modanature rococò a motivi geometrici e floreali. Questa particolarità delle inferriate è dovuta ad un’esigenza di ergonomicità per facilitare le dame ad affacciarsi dai balconi visti gli abiti sontuosi dell’epoca.
La parte sottostante presenta otto aperture tra i due portali intagliati con eleganti modanature. Il portone principale, antistante la chiesa di San Michele Arcangelo presenta una decorazione ricca dove si può vedere il simbolo della famiglia Spadaro, ovvero un leone rampante. Tutta la facciata è impaginata in un telaio di lesene ad ordine gigante.
Il prospetto posteriore di via Spadaro (che prende il nome dal palazzo) si presenta più povero, forse usato come ingresso della servitù viste anche le decorazioni. I due balconi, sempre con inferriate convesse anche se di minore ampiezza, sono decorati con mascheroni che rappresentano un vecchio che stringe tra le gambe un quadrupede e un giovane dalla chioma fluente che porta alla bocca un frutto e due galli che sono posti ai lati. Vi è inoltre un terrazzino che collega l’edificio principale con un altro, sul lato opposto della via, formando un ponticello frequentato all’ora dagli innamorati (e proprio il barone Spadaro era solito sbirciarli dai balconi soprastanti).
L’ingresso principale presente un’elegante scala a due rampe detta “a tenaglia” opera del capomastro Giorgio Vindigni di Modica, satura di decorazioni policrome sulle pareti e sul soffitto.
Le sopraporte del pianerottolo e i lati delle porte d’ingresso sono collocate quattro tele che raffigurano piatti dorati con teste di profilo tra fasce spiraliformi, festoni, ghirlande e puttini.
Sulla rampa destra è collocato un dipinto su tela realizzato tra il 1926 e il 1930 da Raffaele Scalia (pittore nativo di Avola che si ispira alla pittura della seconda metà dell’800), raffigurante una donna e tre bambini con la mano tesa per chiedere l’elemosina. Sempre dallo Scalia è la tela collocata dall’altro lato della scala raffigurante una madre con due ragazze nel pieno della tranquillità familiare.
La collocazione delle due tele non è casuale. La prima intitolata “Povertà” è stata collocata a lato dell’ingresso utilizzato dalla servitù, la seconda a cui è stato dato il titolo “Ricchezza” si trova a lato dell’ingresso usato dalla famiglia Spadaro.
La distribuzione spaziale delle sale al primo piano presenta otto ambienti comunicanti “ad infilata”, che si affacciano sulla via Francesco Mormina Penna mentre nell’ala Nord vi sono dei vani di disimpegno, usati probabilmente come sala del fumo e sala del the. L’ultimo ambiente dell’ala Nord è stato riconosciuto come il luogo dove era collocata la piccola cappella della famiglia di cui non resta alcuna traccia se non due crocifissi del 1400 (in legno e in cartapesta) recentemente restaurati. Viene ricordato che l’altare presente nella cappella riproduceva in scala ridotta l’altare maggiore in marmo intarsiato della chiesa di san Matteo.
Tutte le stanze erano pavimentate con maioliche di Caltagirone che richiamavano i colori delle pareti e dei soffitti. La carta da parati che attualmente riveste i muri e i tendaggi riecheggiano i tessuti nel periodo di splendore del palazzo. Della mobilia rimane esclusivamente un credenzone in legno a vetro arricchito da colonne tortili con cornice intarsiata, nonostante fino a poco tempo fa si trovassero, quando ancora il palazzo era di proprietà Spadaro, una collezione di vasi greci e siculi, un medagliere greco-romano e una pinacoteca, nonché parte della mobilia originale. In situ sono una tela sulla volta del salone centrale, adibito in origine a salone da ballo, col tema di Apollo e le Muse (XIX sec), di autore ignoto, e una tela appesa alla parete di fondo che raffigura una scena con Venere e Marte, opera anch’essa dello Scalia, originariamente collocata sul soffitto della scalinata principale. Spicca per la policromia degli stucchi e degli apparati decorativi, la volta a guscio scandita da cornici che inquadrano la tela centrale. Il punto d’incontro tra le pareti e la volta è determinato da una cornice perimetrale verde smeraldo affastellata da stucchi fogliacei che assumono sembianze zoomorfi nella tonalità oro zecchino. Ai quattro angoli della volta, entro cornici a mandorla, prendono vita ritratti di statue mitologiche. Ai lati del soffitto sono evidenti medaglioni ovali con temi allegorici e mitologici. L’imponente lampadario della sala da ballo è in cristallo abbellito con gocce pendenti.
Di recente sulla volta sud è stato collocato un arazzo raffigurante l’antico stemma araldico della Contea di Modica (al centro) consistente in un’aquila con le ali spiegate che tiene tra le zampe un nastro con i titoli della sergenzia di Scicli. Ai lati sono presenti due stemmi analoghi della città di Scicli con il leone rampante sui tre colli.
L’unico ambiente che si conserva nella fattura originaria è la camera da letto. Si tratta di un piccolo vano quadrato dove è ricavata un’alcova per ospitare l’antico letto a baldacchino. Rimane intatta la pavimentazione in ceramica di Caltagirone nelle tonalità del verde, azzurro, rosa e giallo, e le tele collocate sui sopraporta che raffigurano le virtù familiari. Sul lato sinistro dell’alcova è presente una porticina che permetteva una fuga veloce a chi volesse uscire dal palazzo senza essere visto.
Considerato che prossimamente il palazzo verrà adibito come sede della pinacoteca comunale fin da adesso si possono ammirare alcuni dipinti realizzati dagli artisti del gruppo di Scicli.
Gli operatori del servizio civile
“Scicli Marebarocco”
SCHEDA PROGETTO ISIDEM
ISIDEM. ISOLE E IDENTITÀ IN MOVIMENTO
Un modello innovativo per la valorizzazione del patrimonio storico siciliano e maltese
attraverso l’arte contemporanea
COS’È ISIDEM
Il progetto Isidem è finanziato con i fondi dell’Unione Europea e promosso dai Comuni di Siracusa e Scicli; da Heritage Malta, agenzia dello Stato maltese titolare del patrimonio artistico dell’isola, e dall’Università di Catania. L’iniziativa è supportata dalla Repubblica di Malta, dalla Regione Siciliana e dal progetto Italia Internazionale del Ministero degli Affari Esteri. Isidem, che si concluderà a marzo 2007, si avvale dei fondi del programma Interreg Italia-Malta.
Il progetto si pone l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale attraverso l’arte contemporanea, grazie al coinvolgimento di artisti affermati ed emergenti. L’iniziativa intende affermare un modello replicabile nel Mediterraneo: un processo sostenibile che vede i luoghi del passato trasformarsi in un teatro delle opere dei nostri giorni.
LE ATTIVITÀ
Isidem Residenze
Cuore del progetto Isidem è la residenza, formula che permette ad artisti di livello internazionale di soggiornare in un luogo e di interagire con il pubblico e con gli artisti presenti nel territorio. Solo in questo modo l’artista-ospite ha la possibilità di innescare un processo, di lasciare un segno che rimane nel patrimonio culturale della comunità locali.
Le città interessate sono state Siracusa, che ha ospitato il polacco Artur Żmijewski; Scicli, che ha ospitato lo scozzese Duncan Marquiss; Malta, che ha ospitato il portoghese Sancho Silva.
Isidem Workshop
45 artisti nati o residenti in Sicilia e a Malta hanno avuto l’occasione di lavorare a fianco di Żmijewski, Marquiss e Silva ed entrare in contatto con critici e curatori d’arte contemporanea attraverso un programma di workshop.
Isidem Archivio
Il progetto prevede la creazione di un archivio on line delle opere di circa 200 artisti siciliani e maltesi appartenenti al ‘900 e alla contemporaneità. Tali artisti sono stati selezionati da una commissione italo-maltese composta da Salvatore Lacagnina, Galleria Civica di Arte Contemporanea di Siracusa; Gianluca Collica, Galleria Gianluca Collica di Catania; Bartolomeo Piccione, Galleria Koiné Scicli; Dennis Vella, Fine Arts Museum di La Valletta.
Isidem Ricerca
Isidem prevede anche l’elaborazione di una ricerca che è stata affidata all’Università di Catania (Dipartimento di Economia e Metodi Quantitativi).
Si concentra sui seguenti temi:
• modalità italiane e maltesi di gestione e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale;
• benchmarking nel campo della mobilitazione di risorse pubbliche e private;
• linee guida per l’avvio di un Organismo Transfrontaliero Italo-maltese per la valorizzazione del patrimonio culturale.
Inaugurazione giovedì 22 marzo 2007 ore 19
23 marzo - 30 aprile 2007
Ingresso libero
Palazzo Spadaro
Via Mormina Penna, 2
Scicli (Rg)
Per informazioni: Comune di Scicli tel. 0932 839608
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