Gabi Scardi

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Gabi Scardi / Dettaglio evento

Yael Bartana - In the army I was an outstanding soldier

Fondazione March

Sede Via Armistizio 49, Padova 35142
Altre informazioni Tel +39 049 8808331 | info@fondazionemarch.org | http://www.fondazionemarch.org/

Data di apertura martedì 30 ottobre 2007
Data di chiusura lunedì 21 gennaio 2008

Orari:
ufficio: lun-ven 10-15 e su appuntamento
Ufficio stampa Fenicepr srl
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Curatori Gabi Scardi

Comunicato della mostra : Yael Bartana - In the army I was an outstanding soldier

La fondazione october inaugura martedì 30 ottobre 2007 una mostra personale della videoartista Yael Bartana dal titolo “In the army I was an outstanding soldier”, in primis assoluta in Italia. La mostra, curata da Gabi Scardi, ha il patrocinio del Comune e della Provincia di Padova, della Regione Veneto e dell’Ambasciata Israeliana. Nata e cresciuta in Israele, Bartana studia a New York, poi si trasferisce ad Amsterdam dove risiede per alcuni anni. Oggi vive e lavora tra Tel Aviv e Amsterdam. Ha esposto , a Documenta 12 del 2007, alla Biennale di Istambul, alla Bienal de São Paulo, a Manifesta 4, a New York al P.S.1 e in molti altri spazi internazionali. Galleria di riferimento: Annet Gelink di Amsterdam.

Le opere di Yael Bartana prendono avvio con la puntuale registrazione di situazioni pubbliche o semi-pubbliche: l'artista videodocumenta eventi, cerimonie, attività di gruppo come raduni sportivi, ma anche azioni militari: situazioni per lo più reali; in qualche caso verosimiglianti messe in scena. Il suo interesse tende infatti ad appuntarsi su momenti di aggregazione, sui rituali più ordinari e quotidiani o su quelli eccezionali legati a ricorrenze, celebrazioni e momenti di festa, e ha origine nella constatazione che ogni gruppo, ogni società tende a convogliare i comportamenti individuali e a trasformarli in esperienze collettive tese alla formazione di un’identità culturale e nazionale.
Le contraddizioni della società attuale, la tendenza al mascheramento, i meccanismi di appartenenza e di esclusione, e in particolare una quotidianità fatta di tensioni e violenze talvolta esplicite ed esplosive, talaltra latenti, emergono così nelle sue opere nel nome di uno sguardo da antropologa, capace di combinare partecipazione e distanza critica.
Il processo di postproduzione rappresenta per Bartana una sorta di filtro: l'artista opera infatti un annullamento di ogni aspetto aneddotico e tende a dilatare ritmi e gesti; nel modo di concatenare le immagini e nel sempre curatissimo accompagnamento sonoro i rituali e le situazioni collettive documentati subiscono un’alterazione trasformandosi in stranianti performance dal carattere di volta in volta enigmatico, ironico, addirittura caustico, comunque capaci di suscitare un senso d’interrogazione e di toccare i nervi scoperti della contemporaneità.
La mostra, accuratamente concepita insieme all’artista, prevede la presentazione di diverse opere presso la sede della fondazione march e in altri luoghi della città.

Tra i video presentati:
Summer Camp, 2007
L’opera, presentata nell’ambito dell’ultima Documenta, è nata dalla ripresa di un Campo Estivo dell’ICAHD, organizzazione di volontari israeliani, palestinesi e di altre nazionalità che si dedicano alla ricostruzione a scopo dimostrativo di case palestinesi abbattute per ordine del governo israeliano. Mentre le immagini hanno un sobrio carattere documentario, il sonoro ha un carattere filmico ed esprime un energico ed ottimistico crescendo; l’incongruità tra queste due componenti del video genera l’effetto di un ironico paradosso. Lo sguardo ironico di Bartana costituisce in sé una presa di distanza dalla storiografia ufficiale e da ogni retorica.

Wild Seeds, 2005
sullo sfondo di un paesaggio semidesertico Bartana riprende un groviglio inestricabile di corpi avvinghiati in una lotta che è gioco e violenza, attrazione e tensione. Si tratta di una sorta di azione rituale, un gioco inventato da alcuni ragazzi israeliani, chiamato "Evacuazione della colonia di Gilad", ma l’azione risultò poi aver anticipato di poco i momenti più cruenti della lotta che contrappose i residenti di alcune colonie della strisca di Gaza e i soldati israeliani incaricati di far evacuare l’area. il tragico rapporto tra popoli simili ma diversi, comunque vicini per origine e per destino diventa una grande, drammatica metaforta universale. Questa lotta tra amici, che assume confini sfumati, ci rimanda al pensiero di una violenza presente in ogni atto quotidiano e alla facilità con cui oggi le relazioni interpersonali sfociano in aggressività.

Low Relief II, 2004
Bartana combina frammenti di scene tratte da diverse manifestazioni a cui, sotto il controllo dei soldati, partecipano insieme dimostranti israeliani e palestinesi. Vi si alternano, in modo apparentemente casuale, gesti disinvolti e spontanei e azioni codificate. Le immagini sono trattate in modo da assumere l’aspetto e l’uniforme colorazione grigia dei bassorilievi. Il ritmo dell’azione è rallentato. Un basso rilievo in movimento. Una tecnica antica per raccontare una storia contemporanea che togliere la connotazione troppo specifica dell’evento e narra di storie di violenza tra gente comune e polizia che ognuno di noi vive nella propria città e quotidianità.

In “Trembling Time”, opera presentata, ad esempio, all’edizione 2001 di Manifesta,
Le macchine in un autostrada. Potrebbero essere ovunque. Improvvisamente si fermano in un sottopassaggio a motore e luci accese quando sentono una sirena. Un attimo di sospensione. Per chi non conosce la tradizione ebraica non sa che è per onorare il Soldier Memorial Day, un omaggio alla morte. Eppure quella sospensione ci parla di tempo bloccato, di un segnale, di un bisogno di pausa, di valori e priorità.

• Project room: insieme alla personale di Bartana, la fondazione october prevede una project room dell’artista new yorkese Jordan Wolfson. Nasce a New york nel 1980, vive tra Berlino e New York. Ha esposto alla Tate Modern, alla Whitney Biennial, Whitney Museum of American Art, New York, al Musée d'Art moderne de la Ville de Paris/ARC, Paris e in molti altri spazi di rilievo internazionale.
La project room prevede un’installazione sonora all’esterno alla fondazione. Galleria di riferimento: T293 di Napoli

• Nel 2008 la fondazione march propone una collettiva focalizzata sulle nuove tendenze dell’arte contemporanea nell’est europa e nell’area balcanica, che vedrà impegnata una rosa di artisti rappresentativi tra cui Irina Zatulovskaya, Yerbossin Meldibekov, Andrej Molodkin e Igor Eskinja, prevista per Marzo 2008, a testimoniare l’interesse della fondazione per le tematiche e le energie creative della nuova europa. Secondo appuntamento per il 2008 sarà la personale di Peter Land, in collaborazione con la galleria Nicolai Wallner di Copenaghen. La mostra giungerà a Padova dopo un tour che la vedrà in scena alla Kunstforeningen di Copenhagen nell’agosto 2007 e Landes Galerie Linz in Austria nel Marzo 2008.
Vi saranno poi una serie di incontri, workshops, screenings e performances, in collaborazione con artisti internazionali ed opinion leader del mondo dell’arte contemporanea, che vivacizzaranno la vita e le attività dello spazio espositivo. Ogni azione della Fondazione sarà inoltre strettamente collegata ad un’azione d’artista, a sottolineare la volontà dello spazio di essere più che un’istituzione un progetto d’arte.

30 ottobre 2007 - 21gennaio 2008

fondazione march
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