Gemma De Angelis Testa / Dettaglio evento
Ecce Uomo
Dal mercoledì 22 marzo 2006
al domenica 21 maggio 2006
Orari: Tutti i giorni 10.00-19.30, martedì e giovedì fino alle 22.00,
aperto il 16 aprile (Pasqua) 15.00 -19.30 e il 17 aprile (Lunedì dell'Angelo) 10.00-19.30. Chiuso il 1° maggio e tutti gli altri lunedì
Gli artisti correlati
Adrian Paci, Alexis Leyva Kcho, Alfredo Jaar, Andres Serrano, Anselm Kiefer, Armando Testa, Bill Viola, Carlos Garaicoa, Chen Zen, Damien Hirst, David Weiss, Felix Gonzalez Torres, Francesco Vezzoli, Hiroshi Sugimoto, Ingar Krauss, Kendell Geers, Marcella Vanzo, Marcello Maloberti, Margherita Manzelli, Marina Abramovic, Mark Wallinger, Marlene Dumas, Maurizio Cattelan, Michal Rovner, Miguel Angel Rios, Mona Hatoum, Peter Fischli, Pipilotti Rist, Roberto Cuoghi, Shirin Neshat, Sislej Xhafa, Tony Oursler, Vanessa Beecroft, William Kentridge
Comunicato stampa evento: Ecce Uomo
33 + 1 artisti contemporanei da collezioni private a Milano
L'esposizione, curata da Gemma De Angelis Testa (Presidente di ACACIA) e Sergio Risaliti (Direttore di Quarter, Firenze), affronta il tema universale e senza tempo del dolore e della sua rappresentazione nelle opere degli artisti contemporanei: un progetto dedicato alla condizione umana oggi. Con questa mostra, lo Spazio Oberdan accoglie opere di artisti affermati, ponendoli a confronto con quelle di giovani emergenti.
Tutte le opere esposte provengono dalle collezioni private di ACACIA, associazione sorta su iniziativa di Gemma De Angelis Testa nel 2003, che ad oggi raccoglie un centinaio di soci.L'iniziativa rientra nel progetto "inContemporanea. La rete dell'arte" con cui la Provincia di Milano intende promuovere l'arte contemporanea intesa come risorsa utile alla crescita del territorio, non solo dal punto di vista culturale ma anche sociale ed economico. Tra gli obiettivi sono, infatti, la valorizzazione delle realtà esistenti sul territorio e la diffusione di una cultura del contemporaneo.
Il titolo, "Ecce Uomo", è stato scelto perchè richiama una riflessione sulla tradizione iconografica dell'Ecce Homo, valorizzando però l'accezione di attualità e contemporaneità delle opere scelte, senza per questo dissociarsi dalla potenza evocativa del significato originario.
Una delle opere esposte
Il compito di mostrare il corpo dolorante degli uomini è affidato allo sguardo lucido dell'artista e alla sua capacità di cogliere e mettere in evidenza gli aspetti più schiaccianti della realtà.La tematica é strettamente connessa al tempo biologico, al tempo interiore e non é solo la rappresentazione del dolore in senso didascalico, ma qualcosa di mentale, che ognuno ricollega alla propria relazione con la vita, alla propria linea d'ombra, della quale si fa portatore l'artista.
Le collezioni private rappresentano un patrimonio di arte contemporanea importante, un museo privato diffuso e, a volte, segreto, che conserva e tutela opere di eccezionale valore e significato. I collezionisti di Acacia, che non a caso è nata a Milano, città di spirito europeo e di cultura illuministica, riunendosi in un'associazione senza finalità di lucro hanno maturato in sè il germe della condivisone con gli altri . La mostra raggruppa, dopo attenta e meditata selezione, circa sessanta opere di artisti contemporanei, portando alla luce un florilegio di capolavori, ma soprattutto un gruppo di opere significative che, nell'ambizione dei curatori, possono parlare all'uomo contemporaneo mettendolo di fronte al suo doppio esistenziale.
Da sempre condannatosi a vivere facendo esperienza del male e della violenza, l'uomo non può che fare incondizionatamente l'esperienza più penosa e insopportabile: la morte di sé e dell'altro. Dolore supremo, che struttura sia biologicamente che culturalmente l'essere umano: se c'è l'uomo - potremmo dire - ecco la morte.Molte opere d'arte esprimono questa soverchia vicinanza con l'angoscia, anche quando indugiano su fatti dolorosi, violenze, sofferenze, disagi, forme di depressione e malinconia, paure e spasmi, perfino sul massimo annichilimento dell'esistenza che è la riduzione dell'uomo, del suo corpo e della sua sessualità, a cosa, a scarto di cosa o a pura merce di scambio.
Una delle opere esposteCosì si spiega il perché di un titolo come "Ecce uomo" al posto dell'Ecce Homo. Perché semplicemente Dio è morto e l'uomo, almeno da un secolo, prova l'angoscia e ogni forma di violenza vivendo nichilisticamente l'oblio del divino. Da cui la sua solitudine di fronte al Male e alla Fine, alla pura violenza e all'abiezione, quando a nulla valgono le rassicuranti parole della scienza e della tecnica, le leggi del diritto e quelle della morale.
Ripescando una delle iconografie più note della Passione di Cristo e offrendone un aggiornamento iconologico, l'uomo di dolore oggi è l'uomo e basta. È umanità nuda e disarmata alla ricerca di qualcosa o qualcuno che la possa salvare dalla disumanizzazione.
Ecco l'uomo allora che - se ha imparato presto a subire violenze, ingiustizie, persecuzioni, malattie, mutilazioni, soprusi, offese - eredita ontologicamente uno stato angoscioso soverchiante i sentimenti o le sensazioni quotidiane. Se ogni evento è un dramma in sé, l'uomo è il più tragico degli accadimenti. In mostra, seguendo un allestimento poetico, per consonanze, suggestioni, contrappunti, quella che avanza dal fondo segreto del linguaggio artistico è una specie di via dolorosa.
"Ecce Uomo" raccoglie opere di Marina Abramovic, Vanessa Beecroft, Maurizio Cattelan, Roberto Cuoghi, Peter Fischli & David Weiss, Marlene Dumas, Carlos Garaicoa, Kendell Geers, Felix Gonzalez Torres, Mona Hatoum, Damien Hirst, Alfredo Jaar, Alexis Leyva Kcho, William Kentridge, Anselm Kiefer, Ingar Krauss, Marcello Maloberti, Margherita Manzelli, Shirin Neshat, Tony Oursler, Adrian Paci, Miguel Angel Rios, Pipilotti Rist, Michal Rovner, Andres Serrano, Hiroshi Sugimoto, Armando Testa, Marcella Vanzo, Francesco Vezzoli, Bill Viola, Sislej Xhafa, Mark Wallinger, Chen Zen.
In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo (edito da ELECTA) di circa cento pagine con foto a colori e b/n, con testi dei curatori, Gemma De Angelis Testa e Sergio Risaliti, affiancati ai testi di Caroline Corbetta e Edoardo Testori. Le schede di presentazione dei singoli artisti sono di Pietro Gaglianò. Progetto grafico della copertina di Pasquale Di Donato. L'iniziativa è realizzata con la partecipazione di Vhernier, Banca Arner Pedersoli & Associati.
Dal 23 marzo al 21 maggio 2006
Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto 2
Milano
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