a cura di Gianluca Marziani
HOFFICINAd’ARTE – Via del Vantaggio, 3 – 00186 Roma
Tel: 06 3236208 –329 1951597 e-mail:
hofficinadarte@tiscali.it
Orario di visita: 10,30-13,00 / 16,00-20,00
Chiuso domenica e nei giorni festivi
Catalogo con testi di Gianluca Marziani
Ufficio Stampa: Scarlett Matassi –
scarlett.matassi@virgilio.it
“Canto di una piuma organica” è una mostra di alto impatto scenografico. Al centro del progetto, curato da Gianluca Marziani, vi è un nucleo di lavori realizzati da Nicolantonio Mucciaccia mettendo la tecnica tradizionale del disegno, condotta con esasperata perizia, al servizio di una creatività torrentizia e visionaria. Alcuni disegni, emblema ed esaltazione di una manualità antica, sono incastonati all’interno di tecnologici light-box, altri sono montati dentro strutture che rendono il lavoro una sorta di scultura da parete. Tutte le opere sono installate in uno spazio espositivo per l’occasione completamente virato in nero. Una soluzione che trasforma le opere di Mucciaccia in apparizioni capaci di elettrizzare l’atmosfera con luci intense e colori acidi.
E’ una mostra visionaria, di alto impatto scenografico, quella che, venerdì 4 maggio, si inaugura da Hofficinad’Arte, uno dei nuovi spazi romani dedicati all’arte d’avanguardia. Il progetto espositivo è costruito attorno ad un nucleo di opere recenti del romano Nicolantonio Mucciaccia, giovane talento sul quale scommettono il curatore Gianluca Marziani, critico di successo con fama di talent-scout, e Claudio Marcantoni, gallerista determinato ad investire sugli artisti esordienti. Da poco rientrato a Roma dopo una lunga esperienza di galleria a Londra, Marcantoni ha installato il suo quartier generale a Via del Vantaggio, in un’officina meccanica dismessa, uno spazio bello e vasto, adatto al genere di linguaggi che tratta: fotografia e opere dalla filosofia multimediale, talvolta estreme e difficili, ma mai banali.
E banale certamente non è il lavoro di Mucciaccia, inquadrabile in quella linea visionaria e notturna della creazione artistica che, in ogni epoca, vede i suoi seguaci impegnati ad esplorare i territori più oscuri della mente. L’alienato mondo parallelo inventato da Mucciaccia prende forma in un garage –atelier che molto rivela della natura di quest’artista concentrato in un processo creativo condotto ai limiti dell’ossessione. Sorride divertito Marziani quando racconta di quel luogo avvelenato da miasmi di vernici e solventi, inaccessibile a chiunque carburi ad ossigeno, ma dove l’artista trascorre, senza danno apparente, larga parte di un tempo dal quale ha bandito le convenzioni dell’orologio e dell’alternanza tra giorno e notte.
Al centro del progetto curato da Marziani vi è il disegno, una tecnica antica che Mucciaccia padroneggia con consumata perizia. Come tutte le tecniche tradizionali, d’altronde, e senza il supporto di una rituale formazione accademica. Un talento forse spiegato da un passato di bambino allevato a pane e capolavori da un padre gallerista importante e versatile che, in tre spazi diversi, tratta oggi arte antica, Novecento storico e arte contemporanea.
Caleidoscopici e mutanti, i disegni di Mucciaccia costruiscono metamorfosi in divenire. Colgono immagini della vita reale -un cavallo, una donna, un paesaggio- impegnate in un processo di mutazione. Come in un film di fantascienza, le rassicuranti forme del quotidiano si rivelano insospettati contenitori di brulicanti presenze in proliferazione.”Forme prendono vita da altre forme”scrive Marziani”..storie dentro altre storie”, in una catena di visioni fantastiche che l’artista attinge indistintamente da memoria personale, storia collettiva, passato mitologico e futuro tecnologico,fiaba e scienza..
Ogni disegno pittorico è montato dentro light-box o strutture aggettanti, una incastonatura che lo completa e diviene parte integrante dell’opera. Dall’incontro tra tecnica primordiale della manualità e tecnologia degli involucri nasce il progetto: un gioco di contrasti formali in cui i linguaggi si mescolano.
In Canto di una Piuma Organica: il disegno si amalgama con la pittura. Il foglio bidimensionale diventa scultura, oggetto installativo, spazio luminoso.
La forza scenografica dell’allestimento è finalizzata ad alzare la temperatura estetica e concettuale delle opere. I light-box contenenti i disegni sono infatti a loro volta contenuti da uno spazio espositivo per l’occasione completamente virato in nero. Una soluzione che, trasformando le invenzioni di Mucciaccia in fuochi fatui, apparizioni capaci di elettrizzare l’atmosfera con luci intense e colori acidi, ne mette a nudo la natura di visioni sottratte dall’artista alla propria notte interiore.
Nel corso del mese di giugno sarà presentata l’appendice del progetto: un catalogo concepito come un libro d’artista che, utilizzando stampe a verniciatura fluorescente, cerca di riprodurre l’effetto estetico creato dall’allestimento.