Stories From the Wonderland-CAP1 - Inaugurazione Galleria
Dal venerdì 12 ottobre 2007
al venerdì 16 novembre 2007
Comunicato stampa evento: Stories From the Wonderland-CAP1 - Inaugurazione Galleria
a cura di DCG e Gianluca Marziani
Inaugurazione: venerdì 12 ottobre 2007, alle ore 19.00
Venerdì 12 ottobre 2007 alle ore 19,00 verrà inaugurata a Roma la Inaugurazione: venerdì 12 ottobre 2007, alle ore 19.00
Dorothy Circus Gallery con la mostra “Stories From the Wonderland”.
Dorothy Circus Gallery è il primo spazio in Italia dedicato al lowbrow ed al pop surrealism, tra i più vitali ed emozionanti movimenti recenti dell’arte contemporanea.
La galleria, ideata da Alexandra Mazzanti e Jonathan Pannacciò, è situata al Pigneto nei pressi di un acquedotto romano che dall’alto della sua classicità sembra la perfetta location per gli interni surreal-chic della superficie espositiva. Parquet e soffitti neri a cornice del bianco murale, sculture a gettata sopra archi neogotici in contrasto con l’ironico rosa dell’artshop e delle colorate texture del bookshop. Giochi estetici che provocano e incitano lo sguardo, usando le stesse armi del movimento artistico ispiratore.
Dorothy Circus è il punto d’incontro tra canoni classici e voglia di sperimentare con l’obiettivo di diventare un vero e proprio punto di riferimento per coloro che vogliono avvicinarsi a questa affascinante corrente artistica nata sul finire degli anni '60 nell’area di Los Angeles, California.
Quest’arte nota negli Stati Uniti come l’arte delle POP STAR vanta collezionisti del calibro di MADONNA, STEVEN SPIELBERG, DI CAPRIO, i ROLLING STONES e tanti altri.
All’interno della Dorothy Circus il pubblico vedrà svariati artisti statunitensi ma anche nomi europei, compresi diversi autori italiani che proporranno le loro opere nelle mostre in programma e nei vari eventi collaterali, prima fra tutte la mostra “Stories From the Wonderland” Chapter 1 che verrà inaugurata il 12 ottobre per continuare fino al 16 Novembre 2007 e vedrà esposte le opere di J. Viner, Nathan Spoor, J.T. Pannacciò, Sarah Joncas, Sergio Mora, Andy Fluon, Aaron Jasinsky. Il 30 Novembre 2007 la mostra proseguirà con “Stories From the Wonderland” Chapter 2 che durerà fino al 6 gennaio 2008 nella quale saranno esposte le opere di: Katie Olivas, Tim McCormick, Damon Soule, Andrea Ambrogio, Aheren Hertel, Nicoletta Ceccoli, Josh Clay.
Il lowbrow e il pop surrealism nascono da una fusione alchemica inconsueta, una miscela multiculturale nella quale si mescolano richiami al mondo ludico dell’infanzia e aspetti di un onirico carnevale noir, reinventando così una realtà ectoplasmatica che riflette la complessità odierna. Gli allucinati automatismi psichici del surrealismo si accoppiano alla cultura hot rod dei bolidi truccati americani, ai fumetti underground ed alla musica punk, creando un calibrato caos nel quale regna l’anarchia iconografica. Pin-ups anni ‘50 sembrano strizzare l’occhio a provocanti lolite, odierne rivali di un’Alice gotica che saltellano ridanciane sulle note dei Pixies o dei Cure, mentre scenari degni del più ispirato Bosch si coprono di strani animali, buffi ominidi e innocui demoni. Atmosfere paradossali in cui si muovono sinuose presenze che talvolta rimandano alle inquietudini visionarie dei film di David Lynch. E’ l’incontro di svariate culture, la Street Culture, il pop puro, la Tattoo Art, l’illustrazione più bizzarra, il mondo solipsistico dei manga: in sintesi, tutto ciò che nasce dal territorio e da sottoculture che si nutrono di video games, indie music e sci-fiction, fino ad approdare alle figure dei coloriti teschi infarciti di rose del Dia de los Muertos messicano.
“Lowbrow” e “ pop surrealismo” abbandonano i canoni informali e minimalisti per tornare ad un nuovo e splendido figurativo ricco di contenuti moderni. Arte di forte impatto e immediata leggibilità che per anni è stata sistematicamente evitata dalla critica e dal sistema artistico. Negli ultimi anni grazie alle meraviglie visuali di grandi artisti quali Mark Ryden (per una sua opera liste di attesa lunghissime), Todd Schoor, Jeff Soto, Joe Sorren, Shepard Fairey, Tym Biskup e ed al supporto letterario di veri e propri manifesti quali Weirdo Deluxe di Matt Dukes Jordan e Pop Surrealism: The Rise Of Underground Art di Robert Williams, Carlo McCormick, Larry Reid e Kirsten Anderson tale genere artistico è entrato a pieno titolo e con i dovuti meriti a far parte del mondo dell’arte contemporanea.
Dorothy Circus Gallery ospiterà anche uno spazio bookshop dove si potranno acquistare o consultare pubblicazioni di case editrici con specifiche linee editoriali, e dove sarà presente una sezione dedicata ai Design Toys di Obey, Gary Baseman, Tim Biskup, Fafi, Mars-1 e Tara McPherson, oltre a edizioni limitate create dagli stessi artisti della Dorothy Circus Gallery.
All’interno della Dorothy Circus Gallery anche un art shop che ospiterà l’esposizione di quadri provenienti da collezioni private, stampe giclè prints in tiratura limitata di artisti come Mark Ryden e Tym Biskup.
TESTO CRITICO
Luoghi magici. Dettagli alchemici. Corpi magnetici
Vertigini emotive come lampi improvvisi nella notte
Figure anomale catalizzano la scena con la loro conturbante energia
Benvenuti a STORIES FROM THE WONDERLAND
Un progetto espositivo. Due capitoli. La stessa visione del flusso immaginifico
Quattordici artisti accompagnano le direzioni dello sguardo “oltraggioso”
Dorothy Circus Gallery e Gianluca Marziani guidano concetti e incroci estetici per la prima mostra di un nuovissimo spazio espositivo. Siamo a Roma con una concept-gallery di ultima generazione dalle idee chiare e dall’identità altrettanto chiara: indagare specifici territori linguistici, orientabili tra pop surrealism e lowbrow, figurazione estrema e realtà pittoriche indipendenti. A tenere i fili di Dorothy Circus ecco Alexandra Mazzanti e Jonathan Pannacciò, anime complementari che hanno ideato il progetto nella sua complessità tematica e curatoriale. Un occhio internazionale e antagonista che attraverserà i continenti sul filo rosso di una nuova e crudele bellezza.
Si parte con STORIES FROM THE WONDERLAND: molteplici visioni dentro universi in cui ogni artista ritrova la sua geografia elettiva. Variano le atmosfere, gli stili, il carico emotivo, la tensione psicanalitica. Non cambia tra gli artisti la volontà di raccontarci altri piani del reale, territori ulteriori che appartengono ai surrealismi insinuanti della mente. Il mondo esterno diventa così un luogo impervio e imprevedibile, attraente e respingente, miscuglio di crudele e sublime, normale e assurdo, morbido e spigoloso. Giorno e notte si compenetrano in una fusione di sentimenti e attitudini: ogni cosa contiene qui il suo doppio e molto di più, richiama il reale con regole proprie e riconoscibili. Nel paese delle meraviglie le apparenze ingannano e gli inganni superano le molte apparenze..
Wonderland come luogo ideale dove si metabolizzano le paure ancestrali, il viaggio onirico, gli archetipi dell’infanzia, le aspirazioni oltre le piattezze del quotidiano. Wonderland come territorio d’accoglienza per coloro che rileggono la storia, gli eventi quotidiani, i piccoli e grandi drammi sociali. Wonderland come metageografia in cui individuo e società si fondono nelle visioni morali di una pittura emozionale, classica e al contempo dissacrante, ben congegnata per tecnica e soluzioni, oltre il vincolo limitante dei generi.
STORIES FROM THE WONDERLAND è un complesso introdursi in una pittura che rispecchia lo spirito più contaminato del nostro tempo. Diverse ipotesi figurative che mostrano la visionarietà e il suo plausibile realismo. Paesaggi, corpi, animali, storie, natura, oggetti: il mondo si misura con la cifra metabolica degli artisti, tutto somiglia al reale eppure percepisci atmosfere sospese, un senso di attesa spasmodica e silenziosa, di dubbio o pericolo, di silenzi anormali o strani rumori in arrivo.
Questi gli artisti della prima tappa: Jonathan Weiner Sarah Joncas Aaron Jasinski
Sergio Mora Andy Fluon Jonathan Pannacciò Nathan Spoor
Per Jonathan Weiner il mondo ha una piega dark che scoviamo dalle timide protagoniste in nero, da minimi dettagli d’ambiente, da ragazzi che sembrano dei generosi martiri urbani. Le ragazze di Sarah Joncas assumono sul proprio corpo l’identità del mondo esterno, diventando protesi e completamento del reale, mimetizzandosi attraverso la pura attinenza del proprio essere. Aaron Jasinski ci incanta col suo realismo poetico che nasconde ambiguità, derive, eccessi plausibili. Sergio Mora mescola fiaba, cultura circense, mitologie popolari, cronaca, erotismo: un universo rovesciato che metabolizza la lezione iconografica di Mark Ryden in una versione più mediterranea e altrettanto “politica”. Andy Fluon, con stile flat dalle gamme fluo, combina in chiave iperpop frammenti sparsi, citazioni, icone da copertina, feticci e altri spunti figurativi. Jonathan Pannacciò ricrea superfici enigmatiche e visionarie, una sorta di pattern organici che pulsano tra realtà figurativa e deriva astratta. Nathan Spoor chiude la prima tappa coi suoi paesaggi enigmatici che sembrano l’identità definitiva della mostra. Luoghi sublimi che impongono il dubbio sul “cosa” stiamo vedendo e sul “come” guardiamo le immagini.
Seconda tappa con Damon Soule Kathie Olivas Josh Clay
Tim McCormick Nicoletta Ceccoli Ahren Hertel Andrea Ambrogio
Buon viaggio. E che la meraviglia sia sempre con Voi…
Inaugurazione chapter 1 – 12 ottobre ore 19,00 fino al 16 novembre 2007
chapter 2 – 30 novembre 2007 – 6 gennaio 2008
Dorothy Circus Gallery
via Nuoro, 17 00182
Roma tel 06 45434351
Ufficio stampa Carola Assumma