Gianluca Marziani / Dettaglio evento





Antonello Bulgini - Ventre

Dal mercoledì 01 ottobre 2008
al sabato 25 ottobre 2008

Ufficio stampa Studio Pesci
Gli artisti correlati Antonello Bulgini

Comunicato stampa evento: Antonello Bulgini - Ventre

A cura di Gianluca Marziani

4… La prima personale a Napoli di Antonello Bulgini
3… Una selezione di oltre dieci opere pittoriche
2… Diversità di supporti e approcci tematici
1… Molteplicità di tecniche per superare il confine dei generi

Start… Antonello Bulgini rappresenta una felice anomalia nel panorama pittorico italiano. Difficilmente si riuscirà ad inserirlo in una categoria tematica, proprio per la natura estroflessa e divagante del suo approccio figurativo. L’unica costante rimane l’uso della pittura e la sperimentazione di superfici (tela, carta, plexiglas, lastre lucide, alluminio…) su cui elaborare le proprie visioni.

Ventre… un titolo che inquadra uno sguardo e una personalità. Ventre come un’endoscopia emotiva che registra la metabolizzazione del mondo reale. Ventre come spazio dove il prosaico disvela le sue ragioni poetiche. Ventre come campo di indagini, analisi e operazioni incrociate. Il ventre d’artista osserva la banalità ma anche la sorpresa improvvisa del quotidiano. Capta le forme e la loro forza relazionale, la dissonanza tra elementi conciliabili, le anomalie della norma. Tutto si trasforma in una mitologia nervosa del presente, un insieme di icone che percepisci nella loro scivolosità oleosa. La pittura di Bulgini è una scossa che elettrizza l’icona e la rende labile, mai categorica, un olio visivo tra memoria e futuro. Da qui il senso concettuale di uno stile eterogeneo, una prolungata energia che si scarica sui corpi, sugli ambienti, sugli oggetti e sulle astrazioni apparenti di un immaginario senza limiti predefiniti.

A proposito di presente… La recente pittura sta mutando progressivamente la propria identità. Registriamo una consapevolezza generazionale più disincantata, colta e recettiva, liberata da qualsiasi ideologismo mediatico. Aumentano gli autori come Bulgini che sentono il mondo attuale e i suoi caratteri sociali, vivendolo nei modi tipici del quotidiano, assorbendo le energie dei trend e delle culture più dinamiche. Senza però mitizzare nulla, al contrario sottolineando la fugacità dei beni materiali, l’eccesso asfissiante di stimoli, i dubbi interiori, la difficoltà nel conservare i rapporti umani e una centralità nel mondo. Il loro modello pittorico metabolizza e asciuga gli input esterni, lasciando sul quadro un’accelerazione figurativa o un fantasma speculare del mondo, un baluginio cinetico o un’evanescenza di luce e ricordi, una proiezione sempre più mentale degli eventi che invadono le giornate. Artisti come Bulgini trattano la normalità che si pratica in un contesto riconoscibile, catturando gli eventi con quel tocco di indefinibile personalità che crea il plusvalore iconografico. La norma si tramuta così nel suo contrario. E l’apparenza quieta nasconde le derive, gli eccessi, il vizio e lo stravizio, le ansie, le giuste paure, la passione...

(Pre)dice l’artista… C´é un trascorso di viaggi simultanei tra esistenza personale e sguardo voluttuoso sulla storia dell´arte… preparo il fondo con olio di lino, trementina pura e colore lasciato a decomporre e fuoriuscire dal corpo del precedente quadro. La superficie stesa mi impedisce una distanza obiettiva e distaccata, guardo queste ossa con occhi bagnati da percezione tattile, magnifico aperto, ventre di scenario rettile. Affondo le mani nella falda d´organi, tracce d´interstizi spingono le dita altrove, prelevo preziosi indizi.? Accumulo, catalogo, scompongo, lascio essiccare e osservo gocciolare.?

Per concludere… La pittura di Bulgini dimostra la tragica e inesorabile incertezza di ogni forma reale. Nulla è fermo e predefinito, il mondo metabolizzato è una battaglia dove immobilità e dinamismo si compenetrano, stendendosi sul palcoscenico catartico del quadro. La figurazione di Bulgini, non a caso, simula lo stato labile delle cose attraverso la relazione tra materie, tematiche e supporti. L’opera si muove al proprio interno, percepisce e digerisce, simula molteplici nature. Fino a ricomporsi e ridarci il prisma di una visione omogenea. Universale. Oggettivamente privata.

4, 3, 2, 1… game over
Una mostra come una sfida, una partita aperta dai risultati sempre diversi.
Perché l’arte, come i giochi di ruolo, è un diaframma sottilissimo tra vero e falso.

Tutto esiste in natura. Tutto può esistere (e resistere) nelle nostre svariate nature.

Opening mercoledì 1 ottobre 2008 ore 19.00

A seguire cocktail e presentazione al pubblico del Premio Terna 01

2 ottobre - 25 ottobre 2008

Trip
Via Martucci 64
Napoli
trip@cra.na.it
http://www.cra.na.it/