Gino Gianuizzi / Dettaglio evento





CONTAINER OSSERVATORIO-LABORATORIO MOBILE DI ARTE PUBBLICA - Cuoghi Corsello

Dal mercoledì 21 maggio 2008
al mercoledì 21 maggio 2008

Gli artisti correlati Cuoghi & Corsello

Comunicato stampa evento: CONTAINER OSSERVATORIO-LABORATORIO MOBILE DI ARTE PUBBLICA - Cuoghi Corsello

Mercoledì 21 maggio -se le condizioni meteo lo consentiranno- nell'ambito delle attività legate al progetto CONTAINER osservatorio laboratorio mobile di arte pubblica, Cuoghi Corsello realizzeranno un loro writing sulle pareti esterne della sede AUSL del Pilastro. Cuoghi Corsello sono noti artisti bolognesi con una lunga carriera espositiva che li ha portati ad essere presenti con le loro opere in numerose mostre internazionali; ma anche ben conosciuti nella comunità dei writers per un'altrettanto lunga attività segnata da innumerevoli interventi sui muri cittadini a Bologna e altrove. Sono coinvolti nell'attività della giornata i ragazzi e gli operatori dei gruppi Katùn e Pilastrini.

CONTAINER OSSERVATORIO-LABORATORIO MOBILE DI ARTE PUBBLICA

A cura di Mili Romano e di Gino Gianuizzi

con il sostegno di: Istituto Gramsci, Istituto Beni Culturali, Quartiere San Donato, Comune di Bologna, Interporto, Bologna Fiere, neon>campobase

collaborano: Manuela Buttiglione, Rita Correddu, Alice Militello, Doriana Zanello

blog: http://containerlab.blogspot.com e-mail: containerlab@gmail.com

Laboratorio dinamico sul territorio e segnale di “lavori in corso”, spazio di produzione e pratica di public art, CONTAINER osservatorio-laboratorio mobile di arte pubblica è operativo nel corso dell’anno 2007-2008 all’interno del progetto “Sposta il tuo centro. Quartiere San Donato. Città di Città”. Sua caratteristica è la trasversalità e esso si offre al progetto come tramite con la strada e le varie zone del quartiere, riferimento all’esterno non solo per gli artisti coinvolti nel progetto ma per tutti gli abitanti delle sue varie aree e per tutti i laboratori che al progetto più generale contribuiscono come generatori di energie di ricerca propulsiva (Piazza delle Culture-Conoscenza del quartiere-La qualità dell’abitare nell’edilizia pubblica-Le narrazioni-Un quartiere in trasformazione-Il verde urbano in San Donato-Nuovi sguardi sull’architettura-Il sito web). Non si può definire l’arte pubblica con una breve formula univoca e certamente non è pensabile subordinarla all’attività di pianificazione urbanistica come strumento complementare di [ri]qualificazione dello spazio urbano. L’elemento di novità di questo progetto sta proprio nella volontà di affrontare un tema complesso assumendone la complessità e non riducendola attraverso l’adozione di formule semplificatrici la cui unica funzione finirebbe per essere quella di dare pubblicamente conto di un risultato apparente e appariscente, secondo un costume che privilegia il momento finale e celebrativo al percorso e al lavoro permanente sul campo. Tutti gli interventi artistici sono stati progettati come strumento di avvicinamento/conoscenza e avvio di un processo di riflessione e trasformazione antropologico-sociale dello spazio metropolitano, a partire dai suoi caratteri essenziali e dalle sue peculiarità. Loro premessa fondamentale è che l’esperienza artistica, concepita non più soltanto come intervento meramente decorativo o di “intrattenimento”, possa affermarsi come un utile sussidio alla “trasformazione” partecipata del territorio: per ingenerare la consapevolezza di una qualità urbana più alta, primo passo verso la valorizzazione dell’identità del luogo e del senso di appartenenza. Maria Pia Cinque, Cuoghi Corsello, Cinzia Delnevo, Emilio Fantin, Anna Ferraro, Sabrina Muzi, Alberta Pellacani, Mili Romano, Monika Stemmer, Adriana Torregrossa, Zimmerfrei, gli artisti coinvolti nell’iniziativa, attivano questo percorso attraverso progetti artistici nati dalla preliminare conoscenza del contesto urbanistico e sociale, dalle relazioni con gli abitanti e, di conseguenza, “riconosciuti” e condivisi dalla collettività perché risultato di una partecipazione attiva. I progetti degli artisti:Maria Pia Cinque invade ad ogni spostamento lo spazio esterno del Container e le zone limitrofe con i suoi omini (Men at work) e, con il “Progetto Polaroid ”, percorre il territorio e lavora con le scuole avvicinando direttamente gli abitanti, realizzando dei ritratti istantanei a fumetti. Nel naturale e progressivo avvicinamento fra l’artista e gli abitanti e nello scambio di disegni, fotografie e storie si ricostruirà una mappatura emotiva dell’intero quartiere. Cuoghi Corsello artisti che hanno sempre operato parallelamente nell'ambito "alto" del circuito dell'arte contemporanea e in quello "basso" del writing e della strada, realizzano un intervento sulle pareti esterne della sede ASL al Pilastro. Il progetto di Cinzia Delnevo nasce dall’idea che la persona nata dall’unione di due genitori di diversa nazionalità sia il frutto dell’unione di due “Bellezze”. Wandering Beauties si propone di conoscere e di incontrare persone corrispondenti a questi requisiti e di documentare fotograficamente questi incontri. Successivamente il materiale fotografico ottenuto verrà messo a disposizione delle persone che hanno collaborato alla realizzazione del progetto. Emilio Fantin ha ideato la realizzazione di una sorta di contest aperto a tutti gli abitanti del Quartiere: “Performance Day” sarà la fase finale di un lavoro di relazione condotto dall’artista e da suoi collaboratori. I partecipanti sono invitati a prodursi nell’azione più “acrobatica” di cui siano capaci, ma qui per “acrobatico” si intende qualunque gesto, qualunque abilità. I performers si sfideranno uno contro l’altro, a eliminazione, fino a designare i due sfidanti finali. Il progetto di Anna Ferraro “Segnali di vita” consiste nella produzione di una segnaletica stradale parallela a quella istituzionale, realizzata in stretta collaborazione con gli abitanti del quartiere San Donato. La nuova segnaletica potrà essere verticale o orizzontale e racconterà le abitudini, le esigenze, le dinamiche relazionali e, in generale, il rapporto che gli abitanti di S. Donato hanno con il loro spazio abitativo. Come spesso accade in ogni città e in ogni quartiere, gli abitanti suppliscono alle carenze di infrastrutture o partecipano all’abbellimento dell’ambiente in cui vivono in modo intelligente ed efficace: allestendo punti di incontro con sedie e tavolini, creando angoli verdi, coltivando orti, prendendosi cura degli animali. Questi piccoli gesti di “appaesamento” vengono ad avere una funzionalità particolare, frutto di creatività spontanea, assolutamente non prevedibile. Sabrina Muzi progetta la realizzazione di un'installazione disseminata in alcune aeree verdi del quartiere San Donato prossime agli edifici: ambiente naturale e "vissuto" umano dialogano per creare un percorso estetico/ideale in cui alberi, tessuti ed abiti si intrecciano, dando forma a zone festose, piccole oasi in cui sostare. Alberta Pellacani con il progetto "pani del mondo" costruisce un approccio alla conoscenza reciproca che passa attraverso i gesti quotidiani capaci di raccontare e di mettere in comunicazione tradizioni culturali lontane. Mili Romano, utilizzando la videocamera come “pungolo relazionale” diretto ad una azione protratta nel tempo, sta realizzando Per San Donato. Appunti visivi, frutto delle ricognizioni video e fotografiche (insieme alla fotografa Paola Binante e agli altri artisti) sul territorio di San Donato, realizzate dal gennaio 2007 e degli incontri e interviste realizzate con il laboratorio “Sguardi sull’architettura”. Ispirata dall’incontro quotidiano, in particolare con la componente femminile, Monika Stemmer parte dall’osservazione e dalla frequentazione diretta del quartiere, e, rilevando una forte presenza di persone anziane che influenzano le tipologie di negozi, le infrastrutture sociali e lo spazio pubblico, sceglie di rappresentarle con dei monotipi. I disegni colorati, le sagome di carta compongono gruppi di figure a grandezza quasi reale collocati nelle strade, sulle palizzate dei cantieri, sui muri, nei luoghi di incontro. Adriana Torregrossa utilizza il container come una sorta di video-box, o confessionale, dove ciascun cittadino possa esprimersi liberamente. L’azione, aperta a tutti, seguirà un calendario che illustrerà luogo e modalità di partecipazione al set. In una seconda fase il materiale raccolto sarà utilizzato per la realizzazione di un video da proiettare pubblicamente, e di un booklet che riporterà le richieste, i desideri, i pensieri dei partecipanti. L’installazione luminosa progettata da Zimmerfrei è una “luminaria” realizzata con venti-trenta lampadari domestici, dono o gentile prestito di residenti o negozianti. La strada viene adottata come interno domestico e arredata con la cura che si riserva agli spazi più accoglienti della casa. L’intervento, che è stato inaugurato l’11 dicembre sotto il portico del Liceo Scientifico Copernico in via Garavaglia e si propone anche come segnale di inizio di una collaborazione con gli studenti al progetto più generale che durerà per tutto l’anno, è stato realizzato “disegnando” una linea di luce in stretta sinergia con il centro storico bolognese e con la piazza del Municipio e le nuove palazzine Acer a Pianoro (in collaborazione con il Progetto “Cuore di Pietra” a cura di Mili Romano).

SEDE AUSL / PILASTRO
VIA PIRANDELLO 6/8