Giochi Dialettici
Dal mercoledì 07 febbraio 2007
al sabato 12 maggio 2007
Orari: Inaugurazione mercoledì 7 febbraio 2007, ore 19.00
da martedì a sabato dalle 16:00 alle 19:30. Negli altri giorni e orari su appuntamento
Comunicato stampa evento: Giochi Dialettici
« GIOCHI DIALETTICI »
Periodo: 7 febbraio – 12 maggio 2007
Artisti: Elizabeth Aro – Giovanni Ozzola, Sabrina Mezzaqui – Cesare Pietroiusti, Jules Spinatsch – Mircea Cantor
Luogo: vicolo del governo vecchio 2, Roma
Organizzato da: Associazione culturale Punctum - Via Appia Antica 107, Roma
Curato da Alexandra Gracco Kopp e Giulia Giovanardi
Sostegno tecnico: Palazzo delle Papesse di Siena e Fondazione Antonio Ratti di Como
Il progetto “Giochi dialettici” si articola in una serie di tre mostre concepite come un organismo unitario. Ogni mostra mette in rapporto tra loro, due opere di due diversi artisti e gli artisti stessi attraverso un dialogo-testo creato specificamente per l’occasione.
Questa struttura si sviluppa dall’idea di dare centralità all’opera d’arte come organismo vivente e autonomo rispetto all’estetica globale dell’ autore. L’obiettivo della rassegna è cercare di definire un nuovo modello di esposizione che prenda le distanze dall’usuale concetto monografico o tematico.
Per questa ragione il nesso che unifica le opere esposte non va ricercato
Mercoledì 7 febbraio 2007 alle 19.00, presso lo spazio PUNCTUM di vicolo del governo vecchio 2 a Roma, inaugura il primo appuntamento della rassegna Giochi Dialettici.
Al cuor non si comanda di Giovanni Ozzola ed un’installazione inedita di Elizabeth Aro sono le opere che aprono una serie di tre mostre concepite come un organismo unitario. Ogni mostra segue la medesima struttura scindendo l’opera dall’artista e dedicando loro spazi contigui ma distinti. Se nello spazio espositivo si articola il rapporto tra le opere riaffermate nella loro assoluta autonomia e centralità, il confronto tra gli artisti è rinviato ad un testo-dialogo che accompagnerà ogni evento.
Giovanni Ozzola presenta un’installazione audio-video composta da dieci monitor in cui sono riprodotti altrettanti echo-colour doppler. Nell’ambiente completamente oscurato le immagini perdono ogni valenza scientifica, trasfigurate dal suono profondo di dieci battiti sovrapposti. Il suono cardiaco palpabile come materia si afferma al tempo stesso come ritmo familiare ed estraneo nel suo essere impulso vitale e costante, ma anche autonomo ed indipendente. Ogni battito appartiene ad una persona specifica scelta dall’artista per cui l’opera diventa una riflessione ulteriore sul tema del ritratto, una rappresentazione assoluta nel suo registrare ogni sussulto, ansia, minimo movimento fisico ed emotivo.
Il lavoro di Elizabeth Aro si appropria dello spazio ripensandolo come una sorta di libro in cui un’immagine specchiandosi cambia la sua identità materiale. Una morbida e ramificata struttura in velluto si articola lungo il pavimento diventando astratto disegno bidimensionale sulla parete. L’intreccio continuo delle linee costruisce forme precarie in perenne trasformazione animate dal rifrangersi della luce sul prezioso tessuto. In questa installazione ritorna l’uso della tecnica-mestiere del cucito, alla base di molti lavori passati della Aro, come riferimento ad un procedere manuale che è anche simbolicamente un tessere connessioni e relazioni.
Elizabeth Aro è nata nel 1961 a Buenos Aires. Vive e lavora sul Lago Maggiore. Principali mostre selezionate: 2006 Senza famiglia Palazzo della Promotrice delle belle arti, Torino; Take me with you, Mori Museum, Tokyo; 2005 Generation of arts, Fondazione Antonio Ratti, Como; 2004 Espacio Uno, Museo Reina Sofia, Madrid; 2003 Centro Cultural de España, San José de Costa Rica; Il racconto del filo, MART, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.
Giovanni Ozzola è nato nel 1982 a Firenze dove vive e lavora. Principali mostre selezionate: 2006 In a sentimental mood, Galleria Continua, San Gimignano; 2005 Guardami. Percezione del video, Palazzo delle Papesse, Siena; In-visibile in-corporeo, MAN, Nuoro; 2004 Progetto Collezione, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato; 2003 Happiness. A survival guide for art and life, Mori Art Museum, Tokyo.
Un ringraziamento speciale a Palazzo delle Papesse di Siena e alla Fondazione Antonio Ratti di Como per il supporto tecnico.
orario: da martedì a sabato dalle 16:00 alle 19:30. Negli altri giorni e orari su appuntamento