Domenica 14 novembre, l’Ippodromo di Capannelle diviene palcoscenico di un evento d’arte unico nel suo genere: il Premio Yves Klein, una corsa di galoppo “immateriale” che si svolgerà alle ore 16.00 sotto gli occhi dell’intero pubblico delle tribune e del parterre.
Nel calendario dell’entusiasmante ventottesima giornata di corse all’Ippodromo romano, s'inserisce infatti l’omaggio di Roberto de Simone al celebre artista francese che, nel 1958, mise in opera il “vuoto” come osservazione della realtà vissuta oltre la rappresentazione.
Lo storico teatro dell’attività ippica romana con i suoi protagonisti d’eccezione, fantini, purosangue, proprietari, artieri, allenatori e gli appassionati frequentatori, si schiude all’arte percepita attraverso l’immaginazione, vissuta nella sensibilità astratta del suo farsi e del suo rivelarsi nel “traguardo” profondo dell’opera.
Per l’occasione, i duemilacento metri della pista grande si “riempiono” dell'ineffabile opera di Roberto De Simone che, con la voce dello storico speaker Piero Celli, conduce il pubblico attraverso la dinamica della “Corsa Tris Straordinaria” fino alla visione di un altrimenti etereo Fotofinish.
La straordinaria testimonianza fotografica di Claudio Abate, visibile nella “Sala della Vittoria”, disloca e rielabora l’unicità del Premio Yves Klein, riassumendo negli scatti astratti della pista ellittica lo spirito dissolto dell’opera e la memoria di un luogo che ha fatto da scenario alle vittorie dei più leggendari campioni, fino a diventare oggi il primo ippodromo d’Italia.
Per accedere all’Ippodromo, esibire l’invito cartaceo o e-mail, valido per due persone.
Il rinfresco del Premio Yves Klein si terrà presso la Club-House. Gradita la cravatta.
Roberto De Simone è nato nel 1954 a Roma, dove vive e lavora. La luce, lo spazio e il tempo sono gli elementi ricorrenti delle sue performance, video, cd audio, fotografie e installazioni, per costruire delle relazioni con i fenomeni naturali soggetti alla temporalità, al mutamento, per un divenire visibile della sensibilità, modellata sull’invisibile. Ha esordito sulla scena artistica in Gran Bretagna nel 1983 con I’ll do my best to paint the winds green in the Greenwich park. Tra le mostre e progetti sonori si segnalano: Per disegnare dal vero (1991), MLAC; Palla-Pallino (1991) CD audio stereo, 5’ 50”; Cerchiare l’infinito (1993-2007), Viennese Story, Vereinigung Bildender Künstler Wiener Secession, Nuvola ornamentale in uno spazio totale (1995); Intervallo (2004), Galleria Horti Lamiani – Bettivò, 2007; Scramble (2004), CD audio stereo 60’ 34”, installazione audio, galleria TraleVolte, Roma, 2007; Etretat. Il primo raggio di sole a Etretat con un grande vento calmo (2007), CD audio stereo 1’ 55”; Hooping the infinite, Evolution de l’Art Gallery, Bratislava, 2007; Après le diner, sur l’herbe (2007), installazione audio nel Ninfeo Area Archeologica Villa dei Quintili; La luce incontra l’arte e la scienza, Museo di Chimica, La Sapienza, Roma (2009).
Claudio Abate è nato a Roma nel 1943, dove vive e lavora. Negli anni Sessanta inizia la sua carriera come fotografo di scena del teatro d'avanguardia, in particolare del lavoro di Carmelo Bene. Instaura una collaborazione attiva con un gran numero di artisti visivi, diventando il “testimone oculare” di eventi irripetibili dell’arte contemporanea. Memorabili gli scatti dei Cavalli di Kounellis (1969) all’Attico di Sargentini, Lo Zodiaco di Gino De Dominicis (1970) e Progetto per un monumento al cinema (1983), l’enorme silhouette di Michelangelo Antonioni stampata a contatto con i fotogrammi di un lungometraggio del regista. Le sue opere sono state oggetto di numerose mostre nazionali ed internazionali, tra cui ricordiamo la personale nel Padiglione Italia alla Biennale di Venezia (1993), la retrospettiva Vent’anni in atelier, Accademia di Francia, Villa Medici a Roma (2001), la mostra al Museo di Belgrado (2002); al MACRO di Roma (2002); la Biennale di Fotografia a Mosca (2004); A Private History al Maison Europeene de la Photographie di Parigi, (2006); Claudio Abate – Fotografo al MART di Trento e Rovereto (2007); al Base Sous-Marine di Bordeaux (2009); la grande antologica del 2009, Claudio Abate. Photographe. Installation & Performance Art, a Bordeaux e la recente mostra Scatti ritrovati. Claudio Abate per Gino De Dominicis alla Galleria Mara Coccia, Roma.
CURATELA: Ilari Valbonesi. Assistente curatoriale: Chiara di Zacomo
DATA: Domenica 14 novembre 2010
ORARIO: A partire dalle ore 16.00
SEDE: Ippodromo Capannelle - Via Appia 1245 - 00178 Roma
ARTISTI: Roberto De Simone e Claudio Abate
INGRESSO: Libero, per invito cartaceo o e-mail
IN COLLABORAZIONE CON: Fondazione VOLUME! e HippoGroup
UFFICIO STAMPA: Fondazione VOLUME!: Alessia Colasanti
ufficiostampa@fondazionevolume.com
INFORMAZIONI: Fondazione VOLUME!
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