Orfeo hotel contemporary art project Identity Exchange di Elisa Laraia
presenta
Water project
A cura di Isabella Falbo
Elisa Laraia
Giulia Ravazzolo
Emanuela Bartolotti
Alessandra Montanari
Dacia Manto
Magische Zaubereien Project
Opening 27/28/29 Gennaio 2006 h. 19:00
29 gennaio h. 21:00
Evento speciale
Carillon
[Interior Balance]
W015/2006
Performance di Eleonora Chiesa
In linea con i concepts di Orfeo Hotel contemporary art project, Water project non e' una mostra a tema né una collettiva ma esiste come opera di gruppo nell'ambito del progetto " Identity Exchange" di Elisa Laraia. La struttura del gruppo formata dalle identità artistiche di Elisa Laraia, Emanuela Bartolotti, Dacia Manto, Alessandra Montanari, Magische Zaubereien Project e Giulia Ravazzolo, serve ad eliminare l'identità meramente privata a favore di un'interazione tra le varie identità, in una logica di arricchimento, di scambio, di crescita.
Attraverso elementi in comune come la forte interazione con lo spazio di Orfeo Hotel contemporary art project, Water project ingloba l'elemento naturale dell'acqua nella ricreazione del luogo in uno spazio fluido, dove naturale e innaturale, visivo e sonoro si contaminano, secondo una logica di esperienza spaziale infinita.
Avvallandosi del tema dell'acqua ed acquisendone gli aspetti prevalentemente simbolici, la poetica del Water project racchiude ed indaga tematiche sociali relative alle problematiche dell'uomo globalizzato come la ricerca della propria identità, l'innaturalezza del perdere la propria individualità nell'inseguimento di modelli costrittivi definiti dal sistema, la manipolazione genetica, il valore imprescindibile dell' "essere vivente".
Nel Water project l'acqua diviene fonte di tutte le vite, primordiale metafora dell'esistenza, contenitore di memoria, identità del diverso, fattore femminile, rinascita spirituale.
Elisa Laraia, con il progetto Water project, riporta al centro dell'attenzione l'individuo con tutto il suo vissuto, nella ricerca della propria identità. Opera altamente autobiografica, sviluppa in fotografie bozzetti, nella realizzazione di un abito e in frame 3D, la fase progettuale di quella che verrà ad essere una spettacolare installazione:
Tre acquari semoventi abitati da creature femminili, posti su un percorso a binari. L'istallazione è la riproduzione simbolica del personale percorso umano dell'artista come ciclo vitale prestabilito: i binari simboleggiano l'ingranaggio del destino, il viaggio della vita, dove gli snodi sono le pause, possibilità solo apparenti di scelta. Le presenze femminili immerse nell'acqua, a seconda del punto di vista costrette all'interno di ambienti statici o racchiuse nell'intimità di habitat fertili, rappresentano l'artista nel tentativo di indagare tra passato, presente e futuro, sé stessa, le proprie possibilità di scelta, la sua
identità.
Da un punto di vista più oggettivo, Water project rappresenta, inoltre, attraverso l'accezione purificatrice dell'acqua, il tentativo di liberarsi dal senso di oppressione per sentirsi liberi e forti, e ci induce a riflettere riguardo la nostra identità, se abbastanza solidamente costruita dentro di noi da poter sostenere l'impalcatura esterna.
La simbologia legata all'acqua ha dato vita ad un ricco e variegato mondo immaginifico popolato di miti, leggende e figure misteriose che incarnano di volta in volta gli aspetti particolari di questo elemento. Emanuela Bartolotti con The Little Mermaid, propone, in micro proiezioni di "illustrazioni fotografiche", l'essere mitologico acquatico per eccellenza, la sirena. Attraverso una pratica artistica intimamente legata al gioco, che utilizza il mezzo fotografico per creare mondi alternativi, l'artista inscena, utilizzando i giocattoli della sua infanzia, un racconto per sequenze, nel quale gli oggetti fotografati diventano induttori di associazioni di idee, forme simboliche, dalle quali emerge un
"imprinting culturale" determinato dall'immaginario popolare, l'inconscio collettivo, la memoria fantastica.
Dacia Manto si relaziona con il Water project, presentando In-naturale, installazione composta da una teche popolate da organismi artificiosi che uniscono nel loro aspetto organico e naturale una natura quotidiana ed artificiale. Ciglia finte, retine e gel per capelli, lattice, sapone, piumini per cipria, nylon, perle artificiali, paraffina, raccolti e presentati come reperti della società contemporanea, restituiscono attraverso un approccio da alchimista le suggestioni dell'universo vegetale e del ciclo vitale alimentato dall'acqua.
La sensibilità di Alessandra Montanari verso il mondo vegetale e il microcosmo, la sua attenzione nei confronti della problematica della manipolazione genetica, una sorta di invidia verso la sufficienza e
l'autonomia delle piante, hanno portato l'artista alla creazione di Breath, dispositivo di sopravvivenza umana.
Oggetto performativo ed installativo, Breath, ossigeno trasportabile, si presenta come un respiratore indossabile collegato ad una sfera di vetro contenente acqua e piante acquatiche, all'interno della quale si sviluppa il processo chimico vitale della fotosintesi clorofilliana. Nella pre-visione del superamento da parte delle società contemporanee della soglia del naturale, Alessandra Montanari chiude un circuito e dà inizio ad uno scambio gassoso: la comunicazione tra chi indossa Breath e le
piante, CO2 ? O2.
L'origine acquatica della vita è stata da sempre riconosciuta da tutte le culture che hanno popolato la terra, così Calpestabile, progetto delle Magische Zaubereien Project per il Water project, rappresenta in forma di evento performativo la fertilità dell'acqua e celebra la persona come "essere vivente".
Muovendosi secondo movimenti fluidi, riconducibili al fluire dell'acqua ed emettendo il suono del respiro, un gruppo di attori dall'identità e gender nascosti sotto tute bianche, andranno ad occupare i gradini della scalinata interna di Orfeo Hotel ed interagiranno direttamente con il pubblico che si costituisce parte attiva dell'intervento.
All'interno del "Water project" Giulia Ravazzolo interviene con Legame, installazione malleabile, morbida, tattile, sospesa nello spazio come una barriera che lo spettatore potrà decidere se oltrepassare oppure no, rappresentazione metaforica dell'acqua come contenitore e spazio penetrabile entro il quale è possibile perdersi, nel senso più ampio ed originario, per poi rigenerarsi.
Isabella Falbo
apertura spazio 27/ 28/ 29 Gennaio 18:00/ 24:00
Staff: Artist and Art director Elisa Laraia,
Curator: Isabella Falbo
Art Advisor: Marta Massaioli
Direttore Didattica: Silvia Meneghini
Info: Assistant director Susanna Di Giulio
infoart@orfeohotel.com
Orfeo Hotel contemporary art project
Via Orfeo 4/a Bologna