Mostra Guerrieri d’Amore. Opere di Tarshito with…
A cura di Manuela De Leonardis con il coordinamento di Mary Angela Schroth ed Emanuela Termine
Sala 1 - Centro Internazionale d’Arte Contemporanea
Piazza di Porta San Giovanni, 10 – 00185 Roma
Tel. +39(06)7008691 HYPERLINK
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www.salauno.com
Inaugurazione Martedì 6 febbraio 2007 alle ore 18.30
Performance di Tarshito insieme a Mukesh Swami alle ore 19.30
Orario dal martedì al sabato dalle ore 16,30 alle ore 19,30
Fino a martedì 6 marzo 2007
Catalogo Gangemi Editore; con testi di Daniela Bezzi, Manuela De Leonardis, Mary Angela Schroth
Patrocinio Ambasciata dell’India - Accademie di Belle Arti di Roma e Foggia
Architetto, designer, docente, artista. Tarshito, nome d’arte di Nicola Strippoli (nato a Corato, in provincia di Bari, nel 1952), sperimenta dai primi anni Ottanta forme e materie - vasi, sculture, dipinti, gioielli, terracotta, cristallo, stoffa, carta, legno - trovando un perfetto equilibrio tra design e artigianato. Guerrieri d’Amore. Opere di Tarshito with… alla Sala 1 riunisce circa 50 opere - tra arazzi, dipinti, miniature e sculture - dedicate al tema del “guerriero d’amore”, realizzate a più mani da Tarshito insieme con Firak Di Bello e vari artisti indiani: Mukesh e Raju Swami, gli artisti del progetto Dastkar di Delhi, l’etnia Warli, Puspa Rao e Lala, Jagdish e Shekhar Kumar Pandit, il gruppo Via Jodhpur.
I “guerrieri d’amore” di Tarshito - indistintamente donne e uomini - sono connotati da elementi iconografici di forte valenza simbolica: mani che si trasformano in fiori, piedi in radici, braccia che si uniscono in un cerchio, teste che diventano vasi, capelli protesi verso l’alto come antenne. Sono la rappresentazione di una nuova generazione umana la cui forza è nella consapevolezza di una bellezza interiore che coinvolge anche il mondo esterno. Guerrieri che diventano ponte tra la materia e lo spirito, tra il cielo e la terra, tra oriente e occidente.
La mostra si aprirà con l’installazione Sundervan (foresta meravigliosa): un percorso di parole, immagini e suoni che il pubblico potrà seguire attraverso le miniature di Raju e Mukesh Swami di Bikaner. Lungo le pareti della galleria saranno esposte varie tipologie di arazzi, a partire dai primi lavori degli anni ’90 firmati da Tarshito insieme a Firak Di Bello. Tra queste opere sarà presente anche un nucleo di arazzi cuciti e ricamati da donne del progetto Dastkar di Delhi, provenienti da vari luoghi dell’India, che hanno interpretato il tema del “guerriero d’amore” ognuna secondo le proprie tradizioni artigianali. Tra le opere esposte anche le tele di Umesh e Kamlesh Ratna dell’etnia Warli, dipinte con colori naturali ottenuti dal bianco del riso e dalla terra. L’iter espositivo si concluderà con i dipinti su carta di Puspa Rao dell’Orissa, caratterizzati dalla presenza del segno espressivo dell’artista che traccia la sagoma del vaso - simbolico contenitore e contenuto - e le tecniche miste nate recentemente dalla collaborazione con Mukesh Swami. Infine, le due sculture in terracotta che gli artigiani della famiglia Pandit di Bihar hanno realizzato per The Gold and the Clay. Confluence of Traditions, la personale di Tarshito al Crafts Museum di New Delhi (2001).