Matteo Galbiati / Dettaglio evento





Pino Lia - VOCI TRA CIELO E TERRA

Dal Thursday 08 November 2007
al Wednesday 28 November 2007

Orari:
dal martedì al venerdì, ore 17.00 - 19.30
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Comunicato stampa evento: Pino Lia - VOCI TRA CIELO E TERRA

Pino Lia
VOCI TRA CIELO E TERRA

Inaugurazione: Giovedì 8 Novembre dalle ore 18.00

Catalogo in galleria con testi critici di Alberto Veca e Matteo Galbiati

Nell’estate di Pino Lia
Amo intensamente l’estate: il sole, la luce, le giornate che si allungano
fin dentro la notte, i suoi colori e le sue atmosfere. Amo il calore dei
suoi momenti ai quali ho sempre attribuito la capacità di rendere
incredibili ogni istante e ogni incontro, caricandoli di una magia ed una
alchimia particolari che sembrano rendere tutto inevitabile.

Proprio in estate ho incontrato per la prima volta Pino Lia, al Castello
Borromeo di Trucazzano, dove era in corso una mostra collettiva che vedevalui come artista partecipante ed io come uno dei critici incaricati diredigere il testo per quell’evento. Erano già capitati incontri fuggevoli
nelle solite gallerie, durante le più classiche circostanze di inaugurazioni
o vernissage, ma ora potevamo scambiare opinioni in maniera più tranquilla e, soprattutto, davanti ad un suo lavoro. In quel frangente eravamo in mezzo alla campagna, in un luogo lontano da quelli consuetudinari dell’arte ma, nonostante ciò, lo spirito di quell’incontro rispondeva pienamente all’esattezza del momento: Pino Lia mi mostrava la sua opera Sweet Carraibi e, con il garbo inconfondibile dei suoi modi, si augurava una nostra futura collaborazione. È passato quasi un anno perché potessi incontrarlo nuovamente – sempre d’estate – per parlare della sua opera ma questa volta nella sua casa studio a Milano.

Assaporando un profumatissimo melone, Pino mi propone di occuparmi di un testo critico per il catalogo delle sua prossima mostra allo spazio Bazart programmata per novembre, in occasione della quale ha intenzione di presentare una nuova installazione site-specific. Mostrandomi il book dei suoi lavori e raccontandomi di sé, mi chiede di occuparmi dell’apparato introduttivo della pubblicazione. Una sorta di mappatura storica del suo percorso artistico. Mi sfoglia foto, progetti, mi mostra immagini, mi racconta storie, incontri ed esperienze come un fiume in piena, senza mai essere eccessivo, mi sommerge piacevolmente con la sua storia.

Ho accettato di parlare di lui ed eccomi qui a scrivere il testo. Meditavo
di citare le installazioni una per una, di percorrere la cronologia delle
sue mostre, dei suoi interventi, del suo lavoro, di cui conservo ogni
immagine, ma sarebbe stato troppo consueto per una personalità come quella di Pino Lia. Sarebbe stato troppo conforme al sistema e per questo tanto scontato. Qualcosa di troppo stonato per una persona così semplice e spontanea, gentile e affabile nei modi e nell’animo, conciliante si potrebbe dire, concentrata nella poetica del suo linguaggio e dei suoi contenuti. Non riesco a pensare questo mio intervento come ad un mero elenco, ridotto a banale scheda tecnica di descrizione di opere d’arte e di installazioni concepite nel corso di una decennale attività artistica.

Mi preme in realtà porre l’accento sulla dimensione narrativa e attuale dell’opera di Pino Lia, tipica di un agire che risponde perfettamente – ed è in esatta congruenza – al carattere del suo esecutore. Le sue opere parlano sottovoce, non sono mai sguaiate e urlanti, chiassose e irriverenti ma si esprimono con un’ironia raffinata, una dolcezza e un sentimento sinceri.

Difficile poi inquadrarle in una tecnica di riferimento: sono
contemporaneamente pitture, fotografie, sculture, installazioni, video. Un arcobaleno di espedienti vi si fondano, dando loro energia, nella vitalità colorata del suo lavoro e nella poliedricità della sua personalità.
Spesso nell’arte contemporanea si crede di dover cercare sempre oltre il significato delle cose e che la loro essenza permane occultata in una
dimensione riflessiva; la lettura delle opere richiede così un difficile
lavoro di pensiero. Pino Lia fa dell’immediatezza, senza però trascurare la profondità, un’altra delle sue caratteristiche più forti. Le sue opere
significano esattamente ciò che lasciano vedere; non ci sono metafore
elaborate e sillogismi esasperati, il paragone e gli accostamenti sono
semplicemente diretti. Nulla vuol dire altro, se non ciò che dice. Lia fonda i suoi interventi come narrazione aperta a tutti i suoi fruitori, abbattendo il muro elitario dell’esclusività; avvicina nell’immediatezza tanto la persona comune, quanto il pubblico più preparato.

L’essere un “luogo-spazio comune” per le sue opere significa raccontare
anche un’altra caratteristica che lo rende inconfondibile: la sua
multiculturalità. Una delle sue costanti è quella di far apparire la sua
ricerca come luogo delle contaminazioni e delle intersezioni non solo come tecniche, come già ho avuto modo di sottolineare, ma anche di materiali e di influenze ispiratrici.

Nel mondo globalizzato e multicolore, che ci copre con una patina di
uniformità, Pino Lia ritrova il coraggio per esporsi con una dimensione
totalmente umana e singolare della sua azione: con i suoi lavori parla di incontri di culture, di esperienze e di individui, che si intrecciano e si
scambiano ma che mai si sostituiscono gli uni agli altri. Parla a più
colori, colori che sono vivi, che sono pullulanti di voci e di voglia di
dire. Ecco allora che ci indica la strada che ci consente di non parlare e
scrivere troppo, ma ci spinge a vedere. Bisogna trovarsi nel mezzo del suo lavoro, vivere l’installazione come un luogo di ritrovo e di conoscenza, solo allora si è circondati tutti attorno da un calore umano carico di positività.

Nel sorriso di Pino Lia si ritrova sempre quella speranza e quella vitalità
di chi ha ancora la voglia di vedere e credere nell’altro, di affermare le
cose semplici, di concedersi con genuina franchezza. Come l’estate, la sua magia e la sua alchimia che sembrano rendere tutto particolare ed
inevitabile.

Matteo Galbiati

Informazioni:
Galleria: BAZART arte contemporanea
Viale Col di Lana, 8 – 20136 Milano
3356043038 – 0258317556
www.bazart-scogliodiquarto.com
bazart.scoglioquarto@tiscali.it

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