Le opere di Iran do Espírito Santo sono abitualmente sculture e installazioni, più rare ma pur sempre presenti sono i dipinti su parete e i quadri. Le sculture rappresentano oggetti ordinari, come scatole, candele, lampade e vari oggetti di uso corrente e quotidiano. L’accuratezza e l’estrema precisione con cui l’artista esegue i suoi lavori (in materiali quali acciaio, alluminio, granito, pietra di Tuoro e vetro) tendono verso quella perfezione ed essenzialità dei tratti e dei contenuti che arriva a trasformare gli oggetti da particolari a universali, a una sorta di modelli inalterabili e incorruttibili da cui deriva tutta la realtà nelle sue molteplici forme e manifestazioni.
Il lavoro di Iran do Espírito Santo ha diversi contatti con quella linea di pensiero nell’arte che, dagli anni Ottanta ad oggi, investiga nel profondo la natura dell’oggetto, della copia e del simulacro. Nelle opere di do Espírito Santo però, a ciò si aggiunge, una costante e approfondita ricerca estetica che punta verso il bello in un equilibrio di forme e dimensioni oltre che una sottesa e lieve ironia che spesso ribalta, nella dimensione e nei contenuti, le informazioni che la forma ci trasmette.
Al MAXXI, Iran do Espírito Santo presenta una serie di lavori recenti, che rappresentano in maniera esauriente le linee della sua ricerca. Il percorso della mostra inizia all’esterno delle sale a lui dedicate, con una pittura murale che attraverso una geometria semplice e ripetitiva, esplora la scala del grigio. L’opera, che delimita il campo della parete di fronte all’ingresso delle sue sale, anticipa e definisce, come una chiave musicale, il tema della sua esposizione: la visibilità pura e la definizione della forma nello spazio.
La prima sala della mostra propone una serie di dodici latte e lattine, ognuna di diverse dimensioni, ottenute dalla perfetta tornitura di un cerchio di acciaio inossidabile. Queste sculture dalle forme cilindriche di uso quotidiano e dalle dimensioni “probabili”, si presentano come oggetti la cui perfezione formale esclude a priori ogni intento naturalista o descrittivo nel lavoro dell’artista. E così è per tutte le altre opere in acciaio in mostra (Candle, 1999; Naked Light, 2002) ma anche per i quattordici disegni a pennarello che compongono la serie CRNT, 2005, in cui righe perfettamente dritte e identiche tra loro si susseguono prima marcate poi sempre più flebili, finché il colore non si esaurisce. Questi disegni, facilmente leggibili come una copertura, un filtro della luce di una finestra, la finestra del foglio, troveranno il loro inverso proporzionale nelle grandi sculture in vetro come Restless 25, 2005 e Untitled (Unfolded), 2004 che al contrario, permettono la trasparenza perfetta dell’oggetto. Tra le sculture in mostra, è emblematica delle questioni che pone l’artista sulla visibilità, sullo sguardo e sulla sostanza di un’opera d’arte, l’opera Untitled (Keyhole), 2002, un oggetto in basalto nero, semiconico sormontato da una sfera: la forma impenetrabile del vuoto creato dal buco di una serratura.
Secondo do Espírito Santo, la mente dell’uomo possiede la facoltà di intuire la realtà ancor prima di averne avuta un’articolata percezione sensoria. La supremazia che l’artista attribuisce alla mente e all’idee che la animano nasce dal suo studio sulla percezione della forma, e approda a una ferma fiducia sulla capacità della coscienza di affermare il pensiero, e dunque stabilire ordine e armonia nel caos.
CENNI BIOGRAFICI
Iran do Espírito Santo nasce nel 1963 a Mococa, nella provincia rurale di San Paolo, dove è cresciuto e ha studiato. Nella sua città natale ha lavorato per alcuni anni come assistente fotografo. La fotografia in bianco e nero sembra avere influenzato le sue successive scelte in campo cromatico ovvero l’uso prediletto della scala del grigio e l’attenzione al ruolo della luce.
A diciassette anni si è trasferito a San Paolo per conseguire il diploma in Belle Arti alla Fundação Armando Álvares Pentendo (FAAP).
Il trasferimento dell’artista dalla campagna alla città ha avuto un ruolo fondamentale nel suo lavoro. L’architettura, in particolar modo l’architettura moderna brasiliana nel contesto urbano, ha influito sul desiderio dell’artista di mettersi in relazione con lo spazio, la forma e la struttura. L’artista infatti cerca di approfondire ed indagare non solo l’arte ma anche l’architettura attraverso l’accurato posizionamento di pitture murali, installazioni e sculture. La Geometria è un altro elemento chiave nel suo processo di astrazione pura, impiegato per ridurre gli oggetti alle loro forme essenziali. La scelta che Iran fa dei materiali, soprattutto mattone, acciaio inossidabile e vetro, sono profondamente legate al significato di tutti i suoi singoli lavori.
Negli ultimi vent’anni, Iran do Espírito Santo ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali. Ha esposto in numerose mostre in musei e gallerie internazionali tra cui The Museum of Modern Art, San Paolo; The Museum of Modern Art, Rio de Janeiro; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid; The Contemporary Arts Center, Cincinnati; Galeria Fortes Vilaça, San Paolo; Sean Kelly Gallery, New York; Museo de Arte Carrilo Gil, Città del Messico ed ha partecipato alla XIX Biennale Internazionale di San Paolo, la XLVIII Biennale Internazionale di Venezia, la VI Biennale di Istanbul. Le opere dell’artista sono collezionate presso importanti musei internazionali tra cui The Museum of Modern Art, New York; il Museum of Modern Art, San Francisco; il Museum of Contemporary Art, San Diego e il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma. Iran do Espirito Santo vive e lavora a San Paolo.
La mostra è curata da Paolo Colombo con il supporto del MAXXI Arte diretto da Anna Mattirolo
Inaugurazione : 23 febbraio 2006, ore 12.30
24 Febbraio – 30 aprile
ingresso: gratuito
MAXXI - MUSEO NAZIONALE DELLE ARTI DEL XXI SECOLO
Via Guido Reni 2, 00196 Roma
Tel. 06.3210181 - Fax 06.32101829
http://www.darc.beniculturali.it
SERVIZIO EDUCATIVO
tel 06-58434819
edumaxxi@darc.beniculturali.it