Raffaella Guidobono

Raffaella Guidobono





Raffaella Guidobono / Dettaglio evento

T.A.I.G.A + EVOLUTION

Tad conceptstore

Sede Via del Babuino, 155a, Roma 00187
Altre informazioni Tel +39 06 32695131 | roma@taditaly.com | http://www.taditaly.com

Data di apertura mercoledė 18 giugno 2003
Data di chiusura lunedė 15 settembre 2003

Gli artisti correlati Andrea Dojmi, Kazaan Viveiros

Comunicato della mostra : T.A.I.G.A + EVOLUTION

Tad conceptstore inaugura il 18 giugno 2003 una doppia personale di Andrea Dojmi ( T.A.I.G.A.) e Kazaan Viveiros (EVOLUTION) .
courtesy Kathryn Markel Fine Arts , Ny per Kazaan Viveiros


A cura di Raffaella Guidobono/ Kroitnijz


Non viviamo qui. Qui ricordiamo qualcosa. Andrea Dojmi restituisce questo.
Ristabiliamo per un momento i bisogni primari e lasciamoci travolgere dalle urgenze ataviche, abbandoniamo la paura che man mano sostituisce la cultura e immaginiamo un mondo senza ritorsioni dove non si stanno realmente diffondendo terribili guerre sommerse e malattie infettive, dallšA.I.D.S. verso la S.A.R.S, acronimi di quattro lettere terrorizzanti e, per il momento, senza alcuna difesa.
T.A.I.G.A. č il titolo inventato da Andrea Dojmi per suggerire spazi innocui. Eš una mostra sulla percezione infantile, naturale e animale, che ci parla di corrispondenze esatte e della memoria di luoghi frequentati da piccolo: Welsberg, Prags, nomi selvatici, evocanti umori terreni e cieli totalmente limpidi, figure incontaminate che colano resina di pino, sanno di neve, di scheggia di legno, di terra umida, di eucalipto e di sole.
La mostra presenta unšinstallazione e quattro tele (Tempera, smalto e tecnica mista) collocate nellšarea totem del concept store e nello spazio TadCafč. Una famiglia allargata di animali pensosi e intatti ci regala istantanee di vita selvatica, mai vissuta con tanto abbandono, colma di fragilitā e fierezza al contempo. E tutto quello che non ci riesce di ricordare da soli, viene tradotto dallšartista per noi, attraverso colori lividi e caldi al tempo stesso, convitati a una celebrazione di forme esatte, collocate nellšunico punto sulla tela in cui possono sostare.
Il titolo dellšinstallazione A b.e. a. u. t. i. f. u. l. p. l. a. c. e. chiede allora una seconda lettura, e allšinterno di paesaggi apparentemente pacificanti, compaiono lšantrace, i vetrini al microscopio, la luce artificiale, mentre dentro unšaria radioattiva spunta la sensazione di mancato risarcimento. Per contrasto la natura insiste a volersi imporre e lšinstallazione termina con un lunghissimo box in olmo alla base, licheni, e targhe di plexiglass al profumo di disinfettante e cloro, come fosse filtrata dal Rumore bianco di Don De Lillo, e il suono delle lettere sospese avesse un colore e un sapore.
Immersa nelle campiture verdi e ruggine, ritroviamo in altri lavori la fisicitā della natura figurata da unšaraldica animale, quasi volesse imporci un grado di familiaritā con lšorigine della specie e suggerirci una sensazione di appartenenza a nuclei familiari, da cui in realtā siamo tutti estranei perché sempre immersi nelle facezie del planisfero. Il segno dellšopera qui diventa quasi grafico, frutto di trascorsi dellšautore nellšart direction per importanti agenzie di pubblicitā e case editrici, laddove ogni lavoro č nato per istinto, senza schemi né scuole. Di nuovo ci č dato scegliere se stabilire alcuni rapporti di scala fra i ricordi in controluce e quelli in ombra, nel desiderio di arrivare a percepire e trasmettere il massimo grado di empatia con il mondo animale, pur conservandone il mistero. Eš a questo punto che Andrea Dojmi sembra reclamare il fatto che la natura meriti pių attenzione del genere umano, con la necessitā di raggiungere qualcosa che č forse impossibile trovare altrove.
Il senso di irreparabilitā č cosciente ed espresso. Cattura lo spettatore anche pių distratto con lo sguardo in macchina di un cervo incapace di giudicarci ma in grado comunque di dire qualcosa di inatteso e duraturo, senza forzature, come se lšeffetto devastante potesse giungere dopo, ripensandoci bene.

Lo stessa analisi guida il lavoro di Kazaan Viveiros. Entrambi vedono il mondo con occhio neutro e tutto il clamore tecnologico di cui č pervasa lšarte contemporanea viene ovattato dai segni senza pixel, coraggiosamente selvaggi, dentro cui si racconta molto altro, in modo da dilatare il tempo senza impedire che le cose accadano.
Kazaan Viveiros, classe 69, nasce come illustratrice a New York e da qualche anno č sempre pių attenta a dipingere e ad esplorare luoghi e oggetti che diventano simboli di un movimento del pensiero di chi intende recuperare il passato per godersi meglio il presente.
Ispirata dallšopera di Robert W. Kelly lšartista lascia convivere sul medesimo supporto una pittura complessa e una astrazione leggera, che si manifesta attraverso la sospensione di pių forme narrative, colme di connessioni ad altri significati e simboli pių intimi ma gioiosamente celebrative di un percorso che č solo dellšautrice.
La stesura sapiente degli acrilici su legno sottile, di piccolo e grande formato, coabita lšerosione della stessa superficie lignea, celebra lo scorrimento del tempo attraverso i numeri smaltati e racconta lševoluzione della specie dentro assemblaggi di figure animali.
Il suo lavoro comunica il passaggio di esperienze appena accennate e conoscenze profonde, senza inquinamento, indispensabili e facoltative, determinate solo dalle nostre scelte. Lšesito č tradotto nel titolo EVOLUTION, dove elementi naturali e animali condivisi negli inserti di carte, fotografie e numeri vengono soltanto sussurrati, per lasciare a ciascuno la possibilitā di crescere e proiettarvi in fondo ciō che vuole.




apre il 18.06.2003 chiude il 15.09.2003

TAD conceptstore
via del Babuino 155a Roma
k@wadadaw.com
http://www.kroitnijz.com