Vittoria Biasi

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Vittoria Biasi / Dettaglio evento

Primavere del Bianco / Springs in White

Lalit Kala Akademy

Sede Rabindra Bhavan, Feroz Shah Road, New Delhi
Data di apertura venerdì 02 maggio 2008
Data di chiusura giovedì 15 maggio 2008

Curatori Vittoria Biasi

Comunicato della mostra : Primavere del Bianco / Springs in White

A cura di Vittoria Biasi

L’Istituto italiano di cultura, l’Ambasciata d’Italia, il Ministero degli Esteri, l’associazione culturale Blanco, in collaborazione con L’Azienda Speciale Promozione Piceno, presentano la mostra d’arte contemporanea Primavere del bianco nel prestigioso spazio della Lalit Kala Akademy di New Delhi, India. L’inaugurazione è alla presenza di S.E. Antonio Armellini Ambasciatore d’Italia, di Shri Pavan K. Varma, Director General, ICCR.
Il progetto, cura di Vittoria Biasi, traccia un percorso di arte italiana impegnata nel confronto con le poetiche del bianco e della sua luce. Gli artisti:
Matteo Basilé, Carlo Bernardini, Massimiliano Bomba, Casaluce-Geiger, Fabrizio Corneli, Andrea Granchi, Franco Ionda, Rita Mele, Dino Pedriali, Roberto Pietrosanti, Paolo Radi, Ivana Spinelli noti nel panorama internazionale, testimoniano una ricerca linguistica attorno ad un’idea di bianco quale filo di congiunzione tra la cultura orientale e occidentale: perchè tutti i fiori nascono bianchi serbando il segno dell’origine nella colorazione dell’inflorescenza.
“Eredi dei fremiti delle avanguardie, scrive in catalogo il curatore Vittoria Biasi, gli artisti consegnano al Nuovo Millennio uno spazio bianco e di luce come luogo di ricognizione, nuova possibilità percettiva del reale, da cui avviano un nuovo discorso articolato tra il percorso della monocromia bianca e le differenti rivelazioni del corpo nella dialettica con il rito, la luce, il conflitto, lo sfruttamento contemporaneo: una nuova primavera, da cui il titolo della mostra.”
Le installazioni video di Matteo Basilé e di Casaluce-Geiger lavorano sulle ritualità come espressione dell’anima che accomuna i popoli. Basilé trasforma momenti di quotidiana attualità in passaggi universali. L’opera video Per Grazia Ricevuta rielabora la monumentale installazione, costituita da seimila cuori d’argento, per introdurre figure che aspirano a trasfigurazioni in Martiri e Santi. Il rito proposto da Casaluce-Geiger è un viaggio nel corpo senza arrivo o partenza, e il bianco è una domanda sui molteplici significati racchiusi nel corpo. Andrea Granchi, protagonista della particolare stagione dell’Avanguardia degli anni ’70 definita cinema d’artista, introduce il concetto di corpo speculare del pensiero, della ricerca. Ivana Spinelli e Massimiliano Bomba offrono uno sguardo sulla composizione contemporanea. Ivana Spinelli mette in scena un processo di produzione simbolica che attraversa il corpo della donna in quanto prodotto sociale. La sua rappresentazione del femminile, un’ iconografia disegnata, da “pop brand”, è circondata da oggetti e messe in scena al limite tra virtuale e verosimile, in forte dialogo con le modalità dei mass media. Massimiliano Bomba testimonia le ultime espressioni del linguaggio audiovisivo, una post-production strutturata sulla ricerca di materiali d’archivio e sulla sperimentazione secondo un concetto di incontro/scontro che sconvolge l’immagine e la storia.
Dino Pedriali, definito il Caravaggio della fotografia, affascinato dalle pieghe e dai segni del corpo, propone l’immagine di un corpo oltre che fa nascere da un soffio di luce, immerso nel senso infinito dello spazio e del tempo.
Carlo Bernardini, Fabrizio Corneli, Franco Ionda, Rita Mele, Roberto Pietrosanti, Paolo Radi elaborano un concetto di luce e di bianco modulato tra differenti sentimenti e possibilità espressive. Carlo Bernardini crea nello spazio dell’opera un’eco di luce, che ridisegna lo spazio con la riflessione della fibra ottica. Fabrizio Corneli, con interventi minimi sulla parete e una lampada magica, gioca con l’ombra modellandola in figure di luce ambigue, come in Custodi. Franco Ionda, dagli anni Ottanta, elabora un linguaggio delle stelle con composizioni monocromatiche. Le sue stelle racchiudono profonde considerazioni sulla condizione dell’uomo, sul rapporto con se stesso, con la dialettica sociale. Rita Mele raggiunge l’unitarietà narrativa nella monocromia bianca. I segni, racconti minimi, creano sulla superficie un paesaggio bianco, una scrittura musicale dai suoni lunghi, riferita ad un nulla che è solo dono. Il percorso monocromo di Roberto Pietrosanti approda ad un discorso cromatico, come incontro sulla linea di confine tra senso spaziale e materiali estremi, tra razionalità e poesia. Paolo Radi introduce una poetica costantemente sospesa tra corporeo e incorporeo, tra visibile ed invisibile, tra evocazione e scomparsa. Nelle opere, i materiali come legno, carta, plexiglas, producono l’intuizione della profondità, conferiscono all’opera un’aura significativa.
La mostra Primavere del Bianco è un desiderio di luce, uno straordinario viaggio di arte italiana, una finestra monocroma per uno sguardo ‘oltre’, per un incontro tra le identità dei tempi, dei linguaggi, delle culture.

Inaugurazione venerdì 2 maggio 2008 ore 19.00

Lalit Kala Akademy
Rabindra Bhavan, Feroz Shah Road,
New Delhi

Ambasciata d’Italia New Delhi
Istituto Italiano di cultura a New Delhi
Indian Council for Cultural Relations