Annamaria Iacuzzi / Dettaglio evento





REMO GORDIGIANI - Il futuro nel passato

Dal Saturday 20 December 2008
al Sunday 08 March 2009

Orari:
martedì al venerdì (ore 16-19), sabato e domenica (10-13, 16-19). Il 6 gennaio sarà aperta invece con orario 10-13, 15-19. Chiusa: lunedì, 25 e 26 dicembre, 1 gennaio.
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Comunicato stampa evento: REMO GORDIGIANI - Il futuro nel passato

A cura di Annamaria Iacuzzi

Il Centro di Documentazione sull'Arte moderna e contemporanea pistoiese, istituzione nata dalla collaborazione di Comune di Pistoia, Provincia di Pistoia e Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia S.p.A., continua l’attività di ricognizione sugli artisti più significativi attivi nella città di Pistoia dalla metà del ’900, già intrapresa dal 1988 dalla Circoscrizione n. 2 del Comune di Pistoia, dedicando una grande mostra retrospettiva all'artista toscano Remo Gordigiani (Empoli 1926-Pistoia 1991), intitolata REMO GORDIGIANI. IL FUTURO NEL PASSATO, curata dallo storico dell'arte Annamaria Iacuzzi, in cui ricostruisce il suo poliedrico percorso artistico, offrendo la possibilità di incontrare e riscoprire la sua opera pittorica, dal primo periodo figurativo, all'informale, fino ai collage, che sono il dato inedito e sorprendente del suo lavoro.

La mostra è allestita dal 21 dicembre 2008 all'8 marzo 2009 a Pistoia nelle magnifiche sale di Palazzo Fabroni – Arti visive contemporanee, che ha già ospitato personali su importanti artisti italiani, tra i quali i pistoiesi Barni, Ruffi e Buscioni, Castellani, Kounellis, Pistoletto, Uncini e Claudio Parmiggiani.
Realizzata con il contributo di Regione Toscana, Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e Circoscrizione n. 2 del Comune di Pistoia, è a ingresso libero.

L'inaugurazione dell'esposizione si terrà sabato 20 dicembre 2008 alle ore 17.30 nel Salone del Piano nobile del Palazzo, alla presenza della stessa curatrice Annamaria Iacuzzi e della critica di fama internazionale Lara Vinca Masini, che nei primi anni ’60 seguì e apprezzò il lavoro di Gordigiani, divenendo interprete attenta della poetica dell’artista.

Dopo le sette mostre monografiche che si sono alternate nel tempo fino al 2001 e l’esposizione su Gianfranco Chiavacci dello scorso anno il Centro di Documentazione approfondisce adesso l’indagine con la mostra retrospettiva dedicata a Remo Gordigiani.

Il percorso nella pittura di Remo Gordigiani ha inizio nei primi anni quaranta con esperienze legate alla tradizione figurativa toscana. Con la Biennale di Venezia del 1948 l’artista si avvicina ai linguaggi internazionali dai Fauve, all’Impressionismo al Cubismo. Dopo una prima fase prettamente figurativa di cui sono testimonianza splendidi ritratti conservati agli Uffizi e alla Galleria d’Arte Moderna di Firenze, presenti in mostra, si avvicina al linguaggio informale dando vita ad opere di un ‘magico’ naturalismo nella serie di dipinti dei ‘Sottoboschi’ e dei ‘Battelli’.
Con la serie dei ‘Romanici’ eseguiti tra il 1962 e il 1964, Gordigiani abbandona l’informale e si rivolge a una sorta di Neoconcretismo. Nel 1964 una malattia da contatto alle mani lo allontana dalla pittura a olio e lo induce a cercare un nuovo linguaggio espressivo, dedicandosi con successo all’acquarello e al collage. Proprio le opere a collage costituiscono l’elemento inedito della mostra: si tratta di una selezione tra le 161 opere datate, firmate e numerate dall’artista stesso — che Gordigiani ha eseguito tra il 1964 e il 1981 e che non sono mai state esposte. I collage contengono diverse serie: quelle di ‘Aquileia’ del ’77 (Collage nn. 83-132); una piccola serie del ‘Mare’ (Collage nn. 135-139); del ‘Prater di Vienna’, del ’78 (Collage nn. 141-149) la prima parte, dal ’78 al ’79 (Collage nn. 153-158) la seconda; una ripresa, impostata in modo assolutamente diverso dal primo, del tema dei ‘Romanici’ (Collage nn. 150-153), per finire con due bellissimi ‘Still Life-D’après... da Peter Claesz’, pittore fiammingo (Collage nn. 159-161).

“La mostra retrospettiva si avvalora proprio grazie all’irripetibile e fortunata circostanza di poter esaminare congiuntamente l’intera sequenza delle opere eseguite nella tecnica a collage.” — dichiara la curatrice Annamaria Iacuzzi — “In questa ottica la selezione dei collage esposta propone opere di rara originalità e bellezza in cui l’artista, in una personale dimensione di appagamento creativo, produce modulazioni di librata felicità compositiva. Il lavoro di Remo Gordigiani, nella sua poliedricità, si profila come frutto di una strenua e incessante ricerca sul presente. Il confronto, il dialogo e la sperimentazione in diretta su quanto di più aggiornato si svolgesse attorno contraddistingue il suo operato, e questa attitudine, che è sintomo di una profonda attinenza agli accadimenti del tempo che muta, è capace di ingenerare un processo creativo di intima originalità nella fedeltà ad una poetica pittorica.”

La pittura, l’amore per la pittura, è l’elemento di grande coerenza poetica che si rintraccia nelle stagioni di Gordigiani. Anche quando usa il collage, lo fa con un tale rigore di ricerca, da non ancorarsi mai nella retriva prassi della ripetizione, giungendo a risultati così originali da non trovare alcun riscontro con quanto si produceva contemporaneamente. Modernissimi, anzi, risultano tuttora i suoi collage, in cui egli vagheggiava di poter ancora sognare con la pittura.

“È sempre stata la pittura, solo la pittura la sua grande e inesauribile passione.” — scrive Lara Vinca Masini nel suo intervento per il catalogo — “Ne studiava, nella sua continua ricerca, le vicende internazionali trasformandone le acquisizioni secondo la sua concezione della pittura stessa, senza rifiutarne nulla, ma piegando ogni informazione ad una sua personale progettualità e ad una sua concezione”.

Nelle dodici sale di Palazzo Fabroni trovano spazio centoventi opere eseguite da Gordigiani tra il 1944 e il 1980, mentre altre sessantacinque sono invece in visione negli album, ordinate seguendo un criterio cronologico-tematico che documenta le fasi salienti dell’attività artistica di Gordigiani. Un breve documentario “Remo Gordigiani. Il valore dell'eclettismo” (2003) a cura di Antonio Frintino e Maurizio Tuci, con un intervento critico di Siliano Simoncini, ripercorre a grandi tappe la vita artistica del pittore pistoiese, dirette solo dall'amore profondo per la pittura.

La mostra è corredata da un nutrito catalogo, edito da Gli Ori-Pistoia, il cui apparato iconografico offre un panorama esauriente dell’attività creativa di Remo Gordigiani, puntualizzando i periodi più significativi e analizzandone la ricerca. Corredo al catalogo un CD con la documentazione fotografica della serie completa dei lavori a collage eseguiti dall’artista.
In presentazione al volume si trova una testimonianza del critico Lara Vinca Masini.
Un testo della curatrice Annamaria Iacuzzi inquadra in maniera ampia tutto lo svolgimento pittorico di Gordigiani partendo dalle prime opere di ambito figurativo di marca ‘fauve’ alle esperienze informali, fino al recupero neoconcreto e alla ricerca sul collage.
La sezione degli apparati arricchisce la lettura della vicenda artistica di Gordigiani, permettendo di inquadrarne il processo creativo in una prospettiva di dialettica con il panorama storico-artistico internazionale.

REMO GORDIGIANI – profilo biografico

Remo Gordigiani nasce a Empoli nel 1926 dove lavora il padre giardiniere.
Tornato a Pistoia nel 1929, tra il 1938 e il 1941 frequenta la Scuola d’Arte di Fabio Casanova in via Cancellieri. Durante la guerra, lavora come disegnatore alle Officine San Giorgio. Finita la guerra l’adesione alla pittura diviene totale e inizia un periodo di studio e di riflessione sulla tradizione artistica toscana, continuando la frequentazione degli insegnanti della Scuola d’Arte, esponenti della scuola pittorica pistoiese attiva tra le due guerre: Bugiani, Mariotti, Cappellini. La Biennale di Venezia del 1948 lo mette a contatto con le avanguardie storiche europee e l’arte astratta: quello veneziano negli anni rimane per l’artista un appuntamento fisso di studio e aggiornamento. Dagli anni cinquanta frequenta i corsi liberi del nudo all’Accademia di Firenze e dal 1952 è insegnante di Decorazione su stoffa alla Scuola d’Arte di Pistoia, mentre al contempo, con gli artisti concittadini della così detta ‘generazione di mezzo’ Luigi Bruno Bartolini, Alfredo Fabbri, Aldo Frosini, Valerio Gelli, Mirando Iacomelli, Lando Landini, Marcello Lucarelli, Francesco Melani e Jorio Vivarelli, prende a esporre a mostre provinciali e regionali. Tra il 1956 e il 1960, partecipa alla VII e VIII Quadriennale Romana d’Arte mentre, anche nel decennio successivo, è presente a diverse edizioni del Fiorino conseguendo prestigiosi premi.
Sin dagli anni quaranta si dedica al ritratto, puntualizzando la ricerca, attorno al 1955, sullo studio di figure di ‘Adolescente’, due esempi dei quali si conservano alla Galleria d’Arte Moderna di Firenze. Dal 1959 inizia una sperimentazione dei linguaggi contemporanei con una serie di opere che, prendendo spunto dallo studio di elementi naturali come le ‘Foglie di magnolia’, giungono a esiti informali. Tra il 1959 e il 1962, la ricerca sull’Informale lo conduce all’elaborazione di un naturalismo ‘magico’ e sognante di cui si fanno eco opere come i ‘Sottoboschi’ o le materiche immagini di argini e fondali di fiume. Contemporaneamente la ricerca linguistica si puntualizza in temi poetici ricorrenti come i ‘Battelli’ o i ‘Motivi Romanici’ che, attorno al 1963-1964, segnano una reazione al linguaggio informale con un ritorno a una personale soluzione di neoconcretismo. I motivi romanici divengono dunque emblema di una nuova e contemporanea dimensione di identità e tradizione culturale: con uno di essi nel 1964 vince il prestigioso Premio Posillipo a Napoli.
In questi anni di fervente attività espositiva a livello sia regionale che nazionale, stringe contatti con Lara Vinca Masini che presenterà alcuni dei più importanti momenti espositivi dell’artista: dal 1962 al 1965, le mostre personali alla Galleria Vigna Nuova a Firenze, alla Numero a Roma e alla Cavana a Trieste; alla Jolly n. 2 a Pistoia, al Decennale del Premio Termoli.
Al volgere del 1964, a causa di una malattia da contatto alle mani dovuta ai solventi contenuti nei colori, che lo costringe ad abbandonare i mezzi più tradizionali della pittura a olio, si rivolge alla sperimentazione del collage giungendo ad esiti di grande originalità, prima attraverso una sperimentazione ‘geometrica’ con frammenti di parole e lettere, quindi con prelievi di carta che pian piano divengono pura e lirica astrazione del colore: una soluzione che, di contro alla malattia, per dirla con l’artista, “gli permettesse di continuare a sognare con la pittura”. La serie dei collage costituisce un corpus unico di 161 opere, eseguite tra il 1964 e il 1981, tutte datate, firmate e ‘catalogate’ dall’artista.
Contemporaneamente porta avanti la tecnica della tempera grassa nelle figure di ‘Bagnante’ e la pratica del disegno e dell’acquarello dando vita al progetto dedicato al ‘Mare’, eseguito tra il 1974 e il 1976.
Gli ultimi anni della sua produzione artistica sono caratterizzati dalle memorie dei viaggi con opere dedicate alle principali capitali europee e agli ‘Omaggi’ ai maestri dell’arte del passato.
Remo Gordigiani è morto nel 1991 a Pistoia.

I CURATORI DELLA MOSTRA E DEI TESTI CRITICI

Annamaria Iacuzzi è specialista in storia dell’arte e dal 2003 è ricercatore presso il Centro di Documentazione sull’Arte moderna e contemporanea pistoiese. Si occupa di didattica dell’arte presso i musei della città di Pistoia, collabora con riviste del settore, scrive saggi e articoli sul panorama artistico pistoiese contemporaneo.

Lara Vinca Masini, critico fra i più noti nel mondo dell’arte contemporanea, autrice di saggi e monografie, organizzatrice di mostre e manifestazioni nazionali e internazionali, è componente effettivo dell’AICA (Associazione Internazionale Critici d’Arte) dal 1967 e coordinatrice del Museo Progressivo d’Arte Contemporanea di Livorno.
Componente della commissione italiana per le arti visive e per la sezione architettura alla Biennale di Venezia 1978, ha ottenuto il Premio dei Lincei per la Critica 1986.
Tra le manifestazioni e le rassegne che ha organizzato: Prima Triennale Itinerante di Architettura Contemporanea (1966-1967), Ipotesi Linguistiche Intersoggettive (mostra itinerante 1966-1967) e Umanesimo, Disumanesimo nell’Arte Europea 1890-1980 (Firenze 1980).
Fra le sue opere si segnalano: Arte Contemporanea. La linea dell’unicità (Firenze 1989) e Arte Contemporanea. La linea del modello (Firenze 1996); l’Art noveau (Firenze 1975); Dizionario del fare arte contemporaneo (Firenze 1992).

Inaugurazione sabato 20 dicembre 2008 ore 17.30
Salone del Palazzo Fabroni

intervengono Annamaria Iacuzzi e Laura Vinca Masini

21 dicembre 2008 - 8 marzo 2009

Sono state inoltre organizzate quattro visite guidate gratuite alle ore 16 il 28 dicembre 2008, il 24 gennaio, il 15 febbraio e il 7 marzo 2009 (Informazioni e prenotazioni Pistoiainforma 800 012 146). Per le scuole sono previste visite guidate su prenotazione il sabato (per informazioni: 0573 371279)

Ingresso libero

Mostra promossa
Centro di Documentazione sull’Arte moderna e contemporanea pistoiese

e realizzata dal:
(Comune di Pistoia, Provincia di Pistoia, Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia S.p.A.)

Con il contributo di:
Regione Toscana
Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia S.p.A.
Circoscrizione n. 2 del Comune di Pistoia

Catalogo:
Gli Ori Editori-Pistoia, REMO GORDIGIANI Il futuro nel passato, con contributi critici di Lara Vinca Masini, Annamaria Iacuzzi; campagna fotografica: Lorenzo D’Angiolo, Lucca

Palazzo Fabroni
Via Sant'Andrea 18
Pistoia 51100

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