Antonia Alampi / Dettaglio evento





C’ERA UNA VOLTA UN FUTURO

Dal Friday 05 March 2010
al Friday 19 March 2010

Orari:
gio/sab h. 18.00/21.00 (verificare sempre via telefono per possibili variazioni); o su appuntamento

Comunicato stampa evento: C’ERA UNA VOLTA UN FUTURO

A cura di Antonia Alampi e Anna Simone

(…) tra l’opprimente imprevedibilità di un futuro infinitamente aperto e tuttavia senza avvenire e l’ingombrante molteplicità di un passato ritornato a essere opaco, il presente è diventato la categoria della nostra comprensione di noi stessi.
Marc Augé, Che fine ha fatto il futuro? Dai non luoghi al non tempo

Venerdì 5 marzo 2010, dalle ore 19.00, in via dei Volsci 114/116, lʼAssociazione Culturale Opera Rebis presenta C’era una volta un futuro, progetto a cura di Antonia Alampi e Anna Simone.
C’era una volta un futuro è una mostra collettiva di giovani artisti italiani, alcuni conosciuti, altri emergenti, che trae origine da una doppia ispirazione.
La prima, latu sensu politica, è la condizione di precarietà – esistenziale, oltre che economica – dellʼattuale periodo storico, caratterizzato da unʼinstabilità che cancella nelle giovani generazioni, compresse tra un passato che si espande e un futuro che recede, quella carica emotiva necessaria nel perseguire le ambizioni e coltivare i sogni.
La seconda nasce dalle caratteristiche stesse della struttura espositiva. Ex fabbrica di materassi prima, associazione culturale tunisina poi, locale in vendita oggi, la sede ospitante è uno spazio in disuso nel cuore del quartiere romano di San Lorenzo, scenario di storie (micro-industriali, di contestazione sociale, d’immigrazione, di vita studentesca e d’importante sperimentazione artistica) fortemente rappresentative degli ultimi anni.
Non contesto deputato all’arte ma luogo transitorio, del cui passato si hanno informazioni approssimative e il cui futuro è assolutamente imprevedibile. In questo senso, perdendo ogni connotato di compiacimento vintage, le caratteristiche di degrado del suo presente divengono metafora della provvisorietà e della spersonalizzazione del tempo che stiamo vivendo.

Gli artisti invitati, molti dei quali hanno realizzato interventi site-specific assumendo per oggetto le evidenze spaziali e materiali del contesto, rielaborano la tematica affrontata attraverso differenti linguaggi espressivi, ognuno in uno spazio fisicamente delimitato.
In questo modo, la rarefazione e il senso d’isolamento indotti dalla odierna “società liquida” - per citare Zygmut Bauman - sono espressi attraverso un percorso la cui unitarietà è deliberatamente (e forse inevitabilmente) frammentata.
La rielaborazione delle caratteristiche morfologiche dellʼarchitettura, il concetto di limite imposto, l’obsolescenza tecnologica, le visioni nostalgiche o apocalittiche, le simbologie abusate, sono solo alcuni dei diversi aspetti trattati da opere che s’inseriscono, si amalgamano e traggono ispirazione dallo spazio stesso.

Durante l’intero periodo di apertura della mostra, allʼinterno degli spazi espositivi, si susseguiranno diversi eventi collaterali - concerti, incontri, performance, workshop - in collaborazione con curatori esterni. I diversi appuntamenti saranno segnalati sul sito: www.operarebis.com

Il giorno dellʼinaugurazione, dalle 20.30, si esibiranno gli Elettrophonica diy sound machines.
Elettrophonica è un progetto sonoro nato nell'autunno del 2008 dalla collaborazione tra Francesco Landolfi e Valentino Diego, con lo scopo di individuare e costruire apparecchiature meccanico - elettroniche che generino suoni. L'obiettivo che il duo si propone è quello di creare attraverso questi congegni in continua evoluzione e trasformazione, dei luoghi sonori sospesi tra lʼinstabile e lʼossessivo. http://www.myspace.com/elettrophonica

In occasione della mostra sarà presentata una pubblicazione in edizione limitata edita da Boîte a cura di Antonia Alampi e Anna Simone con contributi di Federica Boràgina, Giulia Brivio, Gianni Romano, Valentina Tanni, Claudio Zambianchi, Antonia Alampi e Anna Simone e interviste agli artisti di Stefano Elena, Francesca Orsi e Chiara Vigliotti.

Il progetto si inserisce allʼinterno di un programma di attività organizzate da OPERA REBIS, Associazione Culturale no profit fondata nel 2008 a Firenze. Scopo dellʼassociazione, priva di una base “stabile”, è promuovere progetti artistici contemporanei in spazi non convenzionali, di volta in volta producendo, organizzando o sostenendo eventi culturali che intendono ri-appropriarsi, anche solo per un breve frammento temporale, dei numerosi spazi “inutilizzati” o abbandonati sparsi per le città, in Italia e allʼestero.

Thomas Bugno, Luca Cutrufelli, Dario D’Aronco, Marco Fedele Di Catrano, Marco Di Giovanni, Elettrophonica, Michele Giangrande, Alessandro Giuliano, Giorgio Orbi, Christian Niccoli, Agnese Trocchi

Opening venerdí 5 marzo 2010 dalle ore 19.00

Fino al 19 marzo 2010

L’evento è stato realizzato grazie al sostegno di:
INTESA SAN PAOLO
INVENTIO srl
ALCHIMIA jewellery school in Florence

Con il patrocinio di:
Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Roma “La
Sapienza”
Provincia di Roma
III Municipio del Comune di Roma

Sponsor tecnici:
CHARTREUSE
CONTI ZECCA
EDITEES TM
PRIMO ristorante al pigneto
PRO D3 srl
RAYBOOM snc
VODKA VERTICAL
ZIONE

Media partner:
Boîte
ESPOARTE contemporary art magazine

Opera Rebis
Via dei Volsci 114/116
00185 Roma
366 1880377 - 339 2804814
opera.rebis@gmail.com
http://www.operarebis.com/

© ArsValue srl - P.I. 01252700057