Umberto Ippoliti - I segni dell'anima
Dal sabato 20 ottobre 2007
al sabato 10 novembre 2007
Comunicato stampa evento: Umberto Ippoliti - I segni dell'anima
a cura della dott.ssa Barbara Vincenzi
Inaugurazione: sabato 20 ottobre 2007, alle ore 18.00
Sabato 20 ottobre 2007, ore 18.00, in occasione dell'apertura della nuova sede espositiva dell'Associazione Ferrara Pro Art, la Galleria Dell'Uva, Via De' Romei 38, sarà inaugurata la mostra personale dell'effervescente artista romano Umberto Ippoliti, dal titolo "I SEGNI DELL'ANIMA".
La mostra, curata dalla dott.ssa Barbara Vincenzi di Pro Art, costituisce il primo di una serie di eventi e di esposizioni particolari e importanti che l'Associazione condurrà nel mondo delle arti visive, del design e della cultura contemporanea.
Infatti, la nuova Galleria dell'Uva, acquisita di recente dall’Associazione Culturale Ferrara Pro Art, è destinata alla promozione di artisti nazionali ed internazionali tenendo conto del gusto e delle tendenze del sofisticato mercato dell'arte e delle richieste dei collezionisti, proponendosi come spazio e salotto, ove si incontreranno appassionati collezionisti, consulenti artistici, professionisti del mondo culturale, architetti, creativi, giornalisti e scrittori, offrendo loro la straordinaria opportunità di scambiarsi esperienze, vedere e acquistare alcuni particolari pezzi d'arte, attentamente curati nella scelta sul mercato artistico contemporaneo.
In sintonia con le ultime tendenze culturali, inoltre, propone ai propri frequentatori una sofisticata e convincente ambientazione originale e fuori dagli schemi. La Galleria dell’Uva conta di diventare il riferimento esclusivo di un'associazione culturale ricca di iniziative ed incontri, come attività editoriali, dibattiti e punto d’incontro per scrittori,artisti,galleristi ed intellettuali da ogni parte d’Italia.
La Galleria si avvarrà anche di un’isola di degustazione esclusiva dei vini dell’Otrepò Pavese della Cantina di Broni (PV) città gemellata a Ferrara.
Inizierà questa attività particolare con le grandi tele di Umberto Ippoliti, che nel pomeriggio del 20 ottobre presenzierà per un piacevole scambio di opinioni e una spensierata conversazione con gli intervenuti, sorseggiando gli Spumanti dell'Oltrepò pavese del Comune di Broni.
La mostra proseguirà FINO AL 10 NOVEMBRE.
I segni dell’anima di Umberto Ippoliti
Le sue grandi tele sono realizzate con tecniche miste e rappresentano la ricerca di se stesso che come un naufrago viaggia incuriosito dalla storia per poi rielaborarla attraverso il linguaggio della parola e del colore.
Il segno è potente, deciso, i colori unici della vita, della storia, ma umili come quelli che utilizza, materiali di riciclo, bitume, gomma-lacca, fotocopie, su cui Umberto Ippoliti interviene energicamente, dando all’immagine un assetto grandioso.
Tutte le sue tele si dividono in una zona di pensiero dove affronta valori etici itinerando nel tempo e nella storia, ed una grande, fredda, asciutta, dove appaiono simboli tribali, i simboli dell’anima.
Lavora su parete, su una semplice parete di grandi dimensioni in una zona “forte” come il Testaccio di Roma. Tutto corrisponde luogo, linguaggio ed immagine.
Tutto è parte di lui, della sua opera, perché forte è il messaggio, violento l’impatto.
Le sue tele in silenzio urlano: gridano la sua ricerca, la sua rabbia, la sua inquietudine. E’ un grido strozzato, soffocato negli elementi che toccano l’intimo umano, la nostra anima. Le sensazioni sono disorientanti: l’artista ci fa compiere lo stesso viaggio che compie lui quando crea, veniamo travolti, sprofondiamo nei colori, nel suo linguaggio, nel rumore della sua arte, per poi essere respinti o attratti.
Umberto Ippoliti si definisce un “esploratore dell’arte” che cerca, scava instancabile catturando parti di un passato che destruttura, ed inserendo immagini che sono la simbologia della vita: foglie, canne di palude, semi, croci.
Le croci entrano nel suo pensiero e sulla tela come coscienza primaria e diventano violenza attuale, segno, simbolo. La sua unica fede è il colore.
“I segni dell’anima”, sono un interagire di “frammenti” e lettere, dove la vecchia scrittura di una pagina ingiallita di un tribunale entra nel colore e nel segno di una canna di palude che con il suo fruscio rilascia il rumore della vita, il soffio dell’anima. Il segno è monumentale, come elemento che tocchi l’intimo in un rapporto di silenzio meditativo eppure forte, come forti sono le simbologie che sceglie.
Le grandi dimensioni rappresentano un immergersi nella storia con nostalgia e forza, ma le lettere gridano la verità e il dolore in cui si è immerso, per poi rilasciare un urlo soffocato.
Umberto Ippoliti è presente negli Stati Uniti, le sue opere Sono presso collezioni private e pubbliche a NewYork, Miami, Hon Kong, Dallas a Nizza, Parigi, Stoccolma, Milano, Roma.
Bitume, rabbia, polvere, ansia, sudore, cani, grida, solitudine, fame,
chiodi, gommalacca, vino, legno, malinconia, simboli, colla, carta,
rondini, curiosità, libri, plastica, segatura, puzza, poltrona, stracci,
colori, pigmenti, stanchezza, scala, mani sporche,
ambizione, extracomunitari, generosità, monte dei
cocci, Roma, inquietudine, acqua, la sera...
Parole come farfalle di cartapesta appese su di un muro
scrostato o burattini ritagliati da una pagina di un vecchio
giornale ingiallito.
Che senso possano avere tante parole? non mi é del tutto
chiaro e francamente me ne frego.
Il vero artista e' uno che offre possibilità alla gente.
Cose da conoscere. Io non voglio la bellezza statica, voglio
che i miei quadri si possano usare, per capire e diventare
liberi.
Moderno, antico, cosa vuol dire!
Guardi un quadro e si apre qualcosa in te. Ci sono cose
morte, cose vive e cose irradianti. L'arte e' irradiante.
Porterò i miei lavori a Ferrara e la conquisterò con il brutto
che piace e non con il bello effimero.
Umberto Ippoliti