A cura di Luiza Samanda Turrini
Corpi chiaroscurati, corpi mutanti, corpi come paesaggi, in cui muscoli e membra in tensione creano avvallamenti, pianure, archi tornanti, promontori. Corpi che si amalgamano con il muro che sta sotto, che lasciano intravedere mattoni, stropicciamenti, venature marmoree, che virano dal verde rame, al bronzo, al blu da fossa oceanica. Il corpo è il fuoco centrale della poetica di Marco Lugli. Un corpo in ostensione, come ricettacolo del bello, del ridicolo, della decadenza, dell’imperfezione, di tutte le condizioni liminari della natura umana, di tutti quegli attributi che rendono instabili confini e definizioni, che rendono possibile il mutamento. È molto difficile piegare il corpo alle proprie esigenze, farlo cambiare secondo i nostri desideri. Il corpo è mutevole, ma volubile. Il corpo, mollato con il pilota automatico, cambia in peggio, si rovina, si sfalda, va dritto dritto verso la morte. Spesso la sua stessa bellezza può costituire una zavorra. Lugli mostra nudi maschili proni, perfetti, scultorei, commentati da titoli velenosi. Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che tace. Ciò che tace è il corpo, caricato di aspettative performanti, idealizzato come nel riflesso di Narciso, visto nell’evidenza realista, ma sempre e comunque silente rispetto alla sua natura più autentica.
Luiza Samanda Turrini
OPENING sabato 6 dicembre 2008 ore 18.00
Dal 6 dicembre 2008 al 11 gennaio 2009
MAGAZZINI CRIMINALI - Associazione Culturale
Piazzale Gazzadi 4
Sassuolo (Mo)
magazzinicriminali@libero.it