A cura di Vittorio Falletti e Cesare Cunaccia
Inaugurazione: giovedì 4 ottobre 2007, ore 18.00-22.00
Cenni storici
Seidenstra§e
(La via della seta marittima)
Seidenstra¤e, si pronuncia saidenstrasse, il termine utilizzato per la prima volta nell'Ottocento dal geografo ed esploratore tedesco Ferdinand von Richthofen, poi tradotto in tutte le lingue, per indicare la 'via della seta', metafora di commercio ma anche dialogo tra i popoli, scambio culturale, aperture, condivisione di esperienze, superamento di barriere.
La via della seta
La via della seta fu un importante canale di trasmissione dell'antica civiltà cinese verso Occidente, ed anche un ponte degli scambi economici e culturali tra Oriente e Occidente.
In generale per via della seta si intende il corridoio continentale aperto da Zhang Qian, in epoca Han occidentale, che partiva ad est da Changan e finiva ad ovest a Roma. Il corridoio aveva due itinerari, sud e nord. Quello sud partiva da Dunhuang, uscendo dal passo Yangguan verso occidente, proseguendo lungo i monti Kunlun per raggiungere ad ovest DaYueshi (gli odierni Xinjiang e la parte nord-orientale dellÍAfghanistan), Anxi (lÍodierno Iran), Tiaoshi (l'odierna penisola araba), e infine lImpero romano. LÍitinerario nord partiva da Dunhuang, uscendo dal passo Yumen, proseguiva ai piedi dei monti Tianshan, attraversando Dawan e Kangju (nell'odierna Asia centrale russa) in direzione sud-ovest, confluendo con lÍitinerario sud.
Queste due itinerari sono chiamati via della seta terrestre
Esistevano altre due vie della seta meno conosciute. La via della seta marittima e la via della seta sud-occidentale Quest'ultima, dal Sichuan attraversava lo Yunnan e il fiume Ayeyarwady, raggiungendo Mogaung nel nord dell'attuale Myanmar, oltrepassava il fiume Chindwin per finire nell'India nord-orientale a Manipur e di qui lungo il Brahmaputra entrava nellÍIndia nordsono emersi reperti collegati alle culture dellÍAsia occidentale e della Grecia, fra cui uno scettro dorato lungo 142 cm, un albero divino alto 4 m e statue, teste e maschere in bronzo. Gli esperti ritengono che questi reperti siano entrati nel nostro paese durante gli scambi culturali fra Oriente e Occidente.
La via della seta marittima partiva via mare da Guangzhou, oltrepassando lo stretto di Malacca per raggiungere Sri Lanka, India ed Africa orientale. Questo itinerario definito via della seta marittima. Reperti scoperti in Somalia provano che questa via della seta si form÷ durante la dinastia Song.
La via della seta marittima collegava la Cina con i principali paesi di antica civiltà e le principali culle della cultura mondiale, promuovendo gli scambi economici e culturali di queste regioni. E' quindi chiamata la via del dialogo tra l'Oriente e l'Occidente. Secondo i documenti storici, Marco Polo giunse in Cina proprio attraverso la via della seta marittima. Salpando a Quanzhou, nel Fujian, tornÆ a Venezia seguendo lo stesso itinerario.
I curatori della mostra
Vittorio Falletti e al Politecnico di Torino. Autore di numerose pubblicazioni, vive a Torino.
Cesare Cunaccia: giornalista, critico e curatore, ha realizzato insieme a Francesco Bonami il catalogo per il decennale della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. Autore di numerose pubblicazioni,. proviene dall'insegnamento universitario e collabora a quotidiani e mensili italiani e stranieri: Connaissance des Arts , L'Oeil , Giornale dell'Arte, Vogue Italia, Style del Corriere della Sera, Milano Finanza, AD Italia, AD Germania. Vive a Milano.
Biografia Vittoria Vanghelis
Vittoria Vanghelis, nasce a Chiavari nel 1961.
Liceo Artistico e laurea in Architettura a Torino, città nella quale condivide il clima dell'avanguardia concettuale.
Vive alcuni anni a Parigi e nel 1988 si stabilisce a Milano, dove vive esperienze lavorative come art director, poi si occupa di architettura di interni fino a quando, nel 1996, rientrata da alcuni anni nella sua città, rinuncia all attività professionale per dedicarsi solo alla ricerca artistica, la passione , la sperimentazione e il desiderio di vivere in sintonia con ciò che sta intorno sono principio sul quale porta avanti la sua espressione artistica.
Il lavoro sulla percezione dei volumi legati al linguaggio espressivo, il suo vissuto , la ricerca attraverso il colore e la materia sfociano nella realizzazione delle prime installazioni site specific per il gruppo Ferretti, dove l opera , il suo lavoro, diventava inamovibile, inscindibile dal luogo sottolineando il nonconfine dell opera rispetto allo spazio, al tempo, quanto all uomo . Dal 1997, la Vanghelis è autrice delle installazioni negli spazi abitativi dei superyacht costruiti dal Gruppo Ferretti. Parallelamente a questa collaborazione porta avanti, da anni, una ricerca sulla materia pittorica legata al filo serico che approda, ricerca Seidenstra§e .
Mostre
dal 1997 al 2007
Per il Gruppo Ferretti progetta e realizza la prima installazione di arte integrata con installazioni site specific . Da allora, nei megayachts più esclusivi del gruppo crea, costruisce, elabora le sue installazioni per armatori di tutto il mondo trasformando l' alta tecnologia ed il design di spazi dalle pregiate architetture in opere d' arte uniche creando un anima unica ed irripetibile ad ogni Yacht.
Parallelo il percorso tradizionale nelle Gallerie e spazi pubblici e musei.
Nel 2004
- PERSONALE Frammenti- BialeCerruti ArtGalleryÐSienaÐtesto criticoM.Vanni
- Collettiva Homecraft - "Arte domestica - Biale Cerruti Art Gallery - Siena
- RIPARTE - Fiera internazionale d'Arte Contemporanea - Genova
- LUCI D'ARTISTA - ManifesTO Torino
- ARTE IN ESSERE Ferretti Privilege Day - Grand'Hotel Rimini testo critico Rolando Bellini
- Collettiva - Biale Cerruti Art Gallery Genova
Nel 2005
- Art First Arte Fiera Bologna Galleria Giampiero Biasutti Torino
- Collettiva Galleria Giampiero Biasutti - Torino
- MUSEO ARTE CONTEMPORANEA CASTELLO RIVARA Ð ÒBlog RimbaudÓ Ð Rivara Torino
Nel 2006
- MANIFESTO' Torino piazza della Vittoria
- Collettiva Galleria Giampiero Biasutti - Torino
- PERFORMANCE VENERERIVA Òespressione del dialogo diretto con l'energia delle cose e
installazione SITE SPECIFIC : Venere 75 RIVA
Area cantiere Riva S.p.a - La Spezia testo critico Cesare Cunaccia
- Collettiva Il falò delle vanità- Bialecerruti - Siena
- Biennale d'arte moderna contemporanea del Piemonte Villa Giulia Verbania - testo critico Vittorio
Falletti
- ANTEPRIMA di : Seidenstra§e - area Ferretti Group - Galleria Guidi - Genova - testi critici Cesare
Cunaccia e Vittorio Falletti
- Collettiva ÒManiera astratta dal 1930 ad oggi- Arteincornice - Torino
Nel 2007
- Galleria Guido Guidi di Genova - inserimento opere nel film ELSA di Silvio Soldini,
-Seidenstra§e n.0- Zonafranca- Genova
Testi critici: Cesare Cunaccia e Vittorio Falletti
--Ottobre 2007: YACHT CLUB MILANO
Seidenstra§e , la via della seta marittima
A cura di Cesare Cunaccia e Vittorio Faletti
La Critica:
Vittorio Falletti
Esiste un mondo 'leggero', quello dei sogni, dei sentimenti e dei valori più belli.
La leggerezza non è però soltanto possibile categoria dello spirito, ma anche cifra della contemporaneità, del Terzo Millennio, come ha sostenuto con forza Italo Calvino nelle Sue 'Lezioni Americane', che l'Università di Harvard lo aveva invitato a tenere nel 1985. I sogni si possono avverare e la leggerezza, psichica e fisica, può rivelarsi il mezzo per progressi non soltanto spirituali, ma anche economici e sociali. Così - in era di new economy - il microchip può incorporare e diffondere infinite dosi di conoscenza, creare opportunità e valore, rendere possibili comunicazioni e condivisioni interplanetarie. Seidenstraße è il termine usato per la prima volta a fine Ottocento, poi tradotto in tutte le lingue, dal geografo ed esploratore tedesco Ferdinand von Richthofen, per indicare la 'via della seta: corridoio di trasmissione dell'antica civiltà cinese, ma anche ponte per importanti scambi culturali e commerciali tra l'oriente e l'occidente, realizzati grazie a un medium leggerissimo e sottile, il prezioso filo serico. Oltre a quella terrestre, la più conosciuta, esisteva anche una via marittima della seta. Ad essa si ispira istintivamente Vittoria Vanghelis - che con il mare ha un legame artistico ed esistenziale autentico e profondissimo - inserendo nei suoi lavori fili di pregiatissima seta, poi ricoperti dal colore. Così nelle profondità dei blu, e sotto gli azzurri, i bianchi, ma anche cromatismi solo apparentemente meno legati al mare, si celano - raramente facendo capolino sottili segmenti di leggerezza, piccole vie della seta che si propongono come simbolici corridoi per preziosissimi nuovi legami umani e affettivi, per vie di dialogo e coronamento di sogni e speranze. Vanghelis si spinge oltre. Così in un lavoro ci presenta l'elegante nero, che nell'antica Cina era uno dei cinque colori principali e anche simbolo dell'acqua, con - sulla pittura - sette conchiglie (vere) allineate e un rocchetto (vero) di filo di seta: kit di naturali gusci protettivi con piccolo arsenale di preziosi potenziali legami per possibili 'missioni' con poeticissime regole d'ingaggio. Già forte di una pittura materica Vanghelis trasforma così in pittura anche la materia, collegandosi a una linea espressiva e di ricerca che va da Burri all'ultimissimo Kiefer: la seta e le conchiglie ma anche l'arena marina (in delicate velature). Così come i pezzi di legno ricavati dal tronco - partito da Oriente? comunque restituito dal mare - possibili basi d'appoggio per utili e sempre salutari pause di riflessione. All'insegna della Leggerezza.
Cesare Cunaccia
Il mare è un collegamento, un tessuto connettivo, limmensa trama di distribuzione di accadimenti, emozioni, conquiste e civilizzazioni. In lui tutto è vivo e dà vita, anche il sale. La nave, con il suo carico e i suoi uomini, grande solo rispetto a se stessa, è in realtà una minuscola connessione umana trasportata dal mare, un piccolo frame rubato allepica tumultuosa di un grande film. Vittoria Vanghelis in un ristretto campo visivo cattura la superficie con facilità, le visioni si succedono e appaiono immediatamente chiare e leggibili, loro conducono luna dopo laltra, mosaico di sequenze cinematografiche. Frames narrativi in continuo progressivo o regressivo movimento, in ogni direzione possibile. Poco contano luogo, tempo, spazio. Da una monade visiva ne arrivano altre, una catena pulsante che raggiunto linterno costringe a proseguire, che scandisce la direzione seguendo un filo di seta. Un filo serico che seguita a condurre ad altro, in profondità nulla rimane più fisso, stabile, permanente, definitivo. Morgana di luci, riflessi e ombre, gioco a nascondere dabisso. Non vi è inizio né fine, un filo è uguale ad ogni estremità, non puoi distinguere il capo dalla fine. Potrebbero anzi non esistere né inizio né fine. Piuttosto evoluzione necessaria e costante, metamorfosi, nulla si ferma, limpermanenza delle cose. Echi che si trasmettono, terrificante intimità dellincontro col fato, stilizzazione allusiva, stasi vertiginosa di attimi che di colpo e per sortilegio si arrestano. Il baco rimugina serrato nel bozzolo, il tronco strappato alla terra, prima o poi, trasportato da qual mare che lha rapito alla sua fragile permanenza, ritornerà a guadagnare la terra, a chiudere la cesura, a porre riparo alla violenza, alla ferita del distacco subito. Oriente, occidente?
Chissà&.Guscio di legno consunto dalle acque, il tronco flottante se non troverà approdo resterà in balia delle correnti ma un giorno sarà forse salvezza per un gabbiano esausto. Che differenza cè tra un rocchetto di filo e una teoria di conchiglie quando entrambi siano forzati in uno spazio, incasellati in un ruolo definitivo, atro, sofferto? Libertà invece dincontro di colori, onde cromatiche che fremono, mugghiano ed alchemicamente si uniscono, trasmutano, là, in quel solo momento prescelto e voluto. Gli elementi di una segreta composizione li decide lalchimista, questa è la vera libertà, dare a se stessi la legge del proprio agire. La via delle differenze, della ricerca, delle diversità è collegata da un sottile, labile filo di seta che può però divenire inscindibile legame. In cerchi concentrici il filo della liturgia tesse destini.
Per informazioni:
Relazioni pubbliche e ufficio stampa Vittoria Vanghelis:
_workinprogress communication
Claudia Mattioli,
mattioli_claudia@yahoo.it
Ufficio stampa Yacht Club Milano:
Francesca Fruzza
ufficiostampa@yachtclubmilano.com t.02/6249991
Maria Anna Vismara
vismara@secrp.it t.02/6249991